Un difficile gioco di incastri

I funerali della Regina, chi c'è e chi non c'è ( e perché)

Da Biden a Bolsonaro, dal re di Spagna all'imperatore Naruhito, a Londra sono attesi oltre 500 tra capi di stato e leader

I funerali della Regina, chi c'è e chi non c'è ( e perché)
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Morte regina Elisabetta II, l'ultimo saluto dei sudditi in camera ardente

Un difficile gioco di incastri. Da quando è stata annunciata la morte della Regina Elisabetta, una task force voluta dal governo lavora freneticamente in una sede battezzata "The Hangar" per sciogliere l'intricato nodo degli inviti ai funerali della sovrana. 

Esperti di protocollo e comunicazione, diplomatici, uomini dell'intelligence, staff: pare siano 300 le persone che si adoperano, praticamente 24 ore al giorno, per applicare il cerimoniale agli arrivi che saranno numerosi. “Immaginate di dover preparare cento visite di Stato tutte insieme”, si è fatta sfuggire una fonte.

Ci saranno leader, capi di Stato, teste coronate da tutto il mondo. E per ciascuno di loro dovrà essere definito praticamente tutto: dal momento dell'arrivo al posto nell'Abbazia, alla sicurezza. 

Dopo la famiglia reale, le prime file dovrebbero ospitare le teste coronate, poi i capi di Stato in base all'importanza nelle istituzioni internazionali (Nato, G7, Onu), ma anche età, anzianità di servizio, importanza del paese devono essere prese in considerazione.

Un puzzle da risolvere al più presto, mentre il conto alla rovescia si avvicina all'ora X: le 11 ora locale di Londra di lunedì 19 settembre quando milioni di persone seguiranno in tv le esequie della sovrana più famosa del mondo. Saranno i funerali più imponenti del Regno Unito da quelli di Winston Churchill, nel 1965.

Il "regista"

L'uomo sui cui ricade la “responsabilità” di questo evento, il capo dell'"Hangar", il grande pianificatore è Edward Fitzalan-Howard, Earl Marshal (conte maresciallo d'Inghilterra), 18esimo duca di Norfolk. Dalla morte del padre nel 2002, in qualità di pari più anziano del Regno Unito, ha il compito di organizzare i funerali della Regina. Un incarico tramandato nella sua famiglia di generazione in generazione: al nonno toccò la regia dell'incoronazione della regina nel 1953, quella dei funerali di Stato di Winston Churchill nel 1965, nonché dell'investitura di re Carlo III come principe di Galles nel 1969. 

Come conte maresciallo, il duca è responsabile anche dell'annuale apertura del Parlamento e delle incoronazioni dei nuovi monarchi. La sua famiglia ha da sempre legami con i reali: basti pensare che il terzo duca di Norfolk era zio di Anne Bolena e Catherine Howard, entrambe divenute mogli di re Enrico VIII.     

Il duca ha ammesso che l'organizzazione dei funerali non lo fatto dormire la notte e di essersi ispirato alle esequie di Giorgio VI, adattando però la cerimonia al passo coi tempi.

Chi non è stato invitato

Il primo ostacolo nell'Hangar è stato quello di inviare gli inviti rispettando la regola stabilita da tempo nel protocollo, cioè che fosse invitato il capo di ogni Stato con cui il Regno Unito intrattiene relazioni diplomatiche. 

Sono stati esclusi i rappresentanti non solo di governo, ma anche diplomatici di Paesi sotto sanzioni da parte dell'Occidente come l'Afghanistan, la Siria e il Venezuela che si aggiungono alla Russia di Vladimir Putin, messa all'indice a causa della guerra in Ucraina, assieme alla sua alleata Bielorussia, e alla Birmania della giunta militare golpista.

Non senza polemiche. Mosca ha giudicato "blasfemo" il mancato invito alla Russia dopo che il Cremlino qualche giorno fa aveva smentito la notizia secondo cui il presidente russo Vladimir Putin, insieme ai leader di Myanmar e Bielorussia, non fosse stato invitato. "Il presidente ha inviato un telegramma di condoglianze, ma fin dall'inizio non aveva in programma di partecipare a commemorazioni o altri eventi", aveva spiegato alla stampa il portavoce Dmtri Peskov. 

Ci sarà, in rappresentanza dell'Ucraina, la First Lady Olena Zelenska che figura anche tra gli invitati al ricevimento che sarà ospitato da re Carlo il giorno prima dei funerali.

Ci saranno Iran, Nicaragua e Corea del Nord, seppure invitati al livello di ambasciatori e non di governanti. 

Un discorso a parte vale per la Cina. A una delegazione del governo cinese sarebbe stato negato dalle autorità della Camera dei Comuni il permesso di partecipare alla veglia per la regina Elisabetta a Westminster Hall. "La partecipazione di delegazioni straniere ai funerali della regina su invito del Regno Unito è un segno di rispetto per la regina", ha tuonato la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Mao Ning, in risposta a una domanda sull'episodio, rivelato da Politico e di cui ha dichiarato di non essere a conoscenza. Xi Jinping è stato invitato ma al suo posto dovrebbe partecipare il vicepresidente Wang Qishan.

Non è prevista inoltre la presenza degli ex: dagli Usa, per esempio, non dovrebbe arrivare Barack Obama.

Chi ci sarà

Dal presidente statunitense Joe Biden con la moglie Jill - gli invitati possono portare una sola persona a testa - al presidente francese Macron. Dal presidente turco Erdogan al primo ministro canadese Trudeau. A Londra andrà il nostro presidente Sergio Mattarella con la figlia Laura, mentre il vescovo Paul Gallagher, rappresenterà papa Francesco, ha fatto sapere il Vaticano. 

Ci saranno il presidente della Germania Frank-Walter Steinmeir e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Hanno confermato la loro presenza Alexander Van Der Bellen, presidente austriaco, Gitanas Nauseda, presidente della Lituana, Ranil Wickremesinghe, presidente dello Sri Lanka, Yoon Suk-yeol presidente della Corea del Sud. 

Ci sono anche il polacco Andrzej Duda, il lettone Egils Levits, Paula Mae Weekes presidente di Trinidad e Tobago, il presidente della Finlandia Sauli  Niinisto, il presidente ungherese Katalin Novak e il presidente irlandese Michael Higgins e quello israeliano Isaac Herzog.

Il “comizio di Bolsonaro”

A Londra anche il presidente Bolsonaro, accusato dalla stampa brasiliana di voler migliorare la sua "immagine a livello internazionale", quando mancano poco più di due settimane alle presidenziali. Dalla Gran Bretagna, Bolsonaro andrà poi a New York diretto all'assemblea generale dell'Onu. Secondo quanto riporta il Guardian, il presidente, dopo aver espresso "profondo rispetto" per la famiglia reale e i cittadini britannici, affacciato dal balcone dell'ambasciata del suo paese, ne ha approfittato per fare un discorso ai suoi sostenitori.

Lo “strappo” di Naruhito

Alle prese con il loro primo “viaggio ufficiale” all'estero anche il capo di stato del Kenya William Ruto entrato in carica martedì, un mese esatto dopo l'elezione, e l'imperatore Naruhito accompagnato dalla consorte Masako, alla loro prima visita all'estero dall'ascesa al trono nel 2019. Uno strappo alla tradizione giapponese che non prevede la presenza di un imperatore ai funerali - la morte è sempre considerata "impura" nella visione religiosa shinto di cui la figura dell'imperatore è uno dei capisaldi - ma profondamente legato alla famiglia reale britannica tanto che la coppia imperiale giapponese ha osservato tre giorni di lutto per Elisabetta II. 

Il caso Bin Salman

Il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman non parteciperà al funerale. L'invito al principe reggente saudita aveva scatenato critiche tra gli attivisti per i diritti umani. Bin Salman non è mai più stato in Gran Bretagna dopo il brutale omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi, omicidio del quale - secondo l'intelligence americana- lui è responsabile. Re Carlo III, dal canto suo, è un assiduo visitatore dell'Arabia Saudita. È il Paese del Medio Oriente che ha visitato più frequentemente, con 12 visite ufficiali.

Secondo il Foreign Office, il principe ha delegato la rappresentanza saudita a un altro membro della sterminata Famiglia reale al Saud, il principe Turki al-Faisal.  

I re e i premier

Ci saranno poi tutti i regnanti d'Europa, dal re di Spagna, Felipe VI, con la regina Letizia e i genitori Juan Carlos I e Sofia, i re del Belgio, re Filippo e la regina Matilde, il re olandese Guglielmo Alessandro e la regina  Maxima, i principi di Monaco, Alberto e Charlene.

Ci saranno anche il re del Bhutan Jigme Khesar Namgyel Wangchuk, il sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah; il re di Giordania Abdullah; il principe ereditario del Kuwait, lo sceicco Meshal al-Ahmad al-Sabah; il re del Lesotho, Letsie III; il principe ereditario Alois del Liechtenstein. Sono attesi i leader reali di Lussemburgo, Malesia, Monaco, Marocco, Oman, Qatar e Tonga.

Tra i premier ci saranno l'irlandese Micheal Martin, quello palestinese Mohammad Shtayyeh, la premier della Nuova Zelanda Jacinda Ardern, l'austriano Antony Albanese.  

Dai Balcani

Nella capitale britannica vi saranno i presidenti di Slovenia Borut Pahor, Croazia Zoran Milanovic, Romania Klaus Iohannis, Bulgaria Rumen Radev, Montenegro MiloDjukanovic, Macedonia del Nord Stevo Pendarovski, Kosovo Vjosa Osmani. Per la Serbia a Londra vi sarà la premier Ana Brnabic, mentre la Bosnia-Erzegovina sarà rappresentata dalla ministra degli esteri Bisera Turkovic.   

La regina Elisabetta II effettuò nell'ottobre 1972 una visita ufficiale nell'allora Jugoslavia su invito di Josip Broz Tito.Oltre a Belgrado la sovrana, accompagnata dal consorte Principe Filippo e dalla figlia Principessa Anna, fece tappa a Podgorica (che allora si chiamava Titograd), Dubrovnik, Zagabria e Brioni. Il nuovo re Carlo III, allora Principe di Galles, visitò laJugoslavia nel 1978, tornando in Serbia nel 2016.

Da San Marino

I Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino Oscar Mina e Paolo Rondelli sono tra i capi di Stato presenti al funerale della sovrana.

Londra blindata

Per quanto riguarda la logistica, si sa che la gran parte degli ospiti illustri arriverà all'Abbazia di Westminster - tre ore prima dell'inizio dei funerali - su delle navette. Solo al presidente americano, Joe Biden, sarà concesso il privilegio di spostarsi per le strade di Londra con The Beast, la sua limousine super-corazzata. Ma avrannno auto private anche il presidente francese Emmanuel Macron, l'imperatore giapponese Naruhito, il presidente israeliano Isaac Herzog, per ragioni di sicurezza. 

Anche le foto saranno 'blindate' da Buckingham Palace. Le centinaia di leader, reali e dignitari che parteciperanno ai funerali della regina Elisabetta II dovranno sottostare a un rigidissimo protocollo deciso dal cerimoniale di corte che cerca di non lasciare nulla al caso per l'evento del secolo.