Vertice Onu sull'educazione

130 Paesi s'impegnano a contrastare gli effetti della pandemia sulla formazione dei giovani

"Penalizzato l'apprendimento di oltre il 90 per cento dei bambini del mondo, il colpo più duro di sempre", recita il documento

Nel 2021 i bambini e i ragazzi che non hanno potuto frequentare le  scuole sono stati almeno 244 milioni. Un effetto della pandemia che "ha penalizzato l'apprendimento di oltre il 90 per cento dei bambini del mondo, il colpo più duro di sempre". Questo un passaggio del documento presentato durante il vertice 'Transforming Education Summit' organizzato a New York dall'Onu.

Per far fronte alle conseguenze negative dovute al Covid 19, i 130 Paesi si sono impegnati a rilanciare i propri sistemi scolastici e di formazione. Secondo le stime, a oggi, il 64,3 per cento dei bambini nel mondo non sono in grado di leggere e comprendere un racconto in modo compiuto. Nell'arco di pochi anni, sempre stando alle statistiche dell'Onu, 840 milioni di teenager lasceranno gli studi senza avere qualifiche per inserirsi con successo nel mercato del lavoro. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha detto nel suo discorso conclusivo che il diritto allo studio sta attraversando "una crisi profonda". 

Percorsi formativi inadeguati e stipendi non all'altezza per gli insegnanti starebbero "tradendo studenti e società". Il rischio, ha denunciato Guterres, è che ci si allontani ancora di più dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 e che la scuola si confermi come "grande divisore" tra realtà e Paesi ricchi da una parte e comunità povere e svantaggiate dall'altra. E ha rivolto un appello al governo dei talebani in Afghanistan, affinché revochino "ogni restrizione all'accesso delle ragazze all'istruzione secondaria".