Russia

La minaccia di Medvedev: "Anche armi nucleari per difendere i territori annessi"

"La Russia userà qualsiasi arma. Non si torna indietro"

La minaccia di Medvedev: "Anche armi nucleari per difendere i territori annessi"
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Dmitrij Medvedev

“I vari generali idioti in pensione non hanno bisogno di spaventarci parlando di un raid della Nato in Crimea”. Non usa mezzi termini l'ex presidente e primo ministro russo Dmitry Medvedev, ora vicepresidente del Consiglio di sicurezza, per “chiarire” che “la Russia ha scelto il suo cammino e non torna indietro”.

Sul suo canale Telegram scrive: "Si terranno referendum (da domani al 27 settembre) e le repubbliche del Donbass e altri territori saranno accettati in Russia. La protezione di tutti i territori che avranno aderito sarà notevolmente rafforzata dalle forze armate russe. La Russia ha annunciato che non solo le capacità di mobilitazione, ma anche qualsiasi arma russa, comprese le armi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi, potrebbero essere utilizzate per tale protezione".

E poi la sferzata alla Nato: "Con i missili ipersonici la Russia è in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente" di quanto la Nato possa colpire la Crimea". Il riferimento è ai missili che viaggiano a una velocità compresa tra 5 e 25 volte la velocità del suono. Attualmente Cina, India, Russia e Stati Uniti hanno sviluppato armi ipersoniche completamente funzionanti. Per la Russia comprendono il sistema missilistico antinave ipersonico Kinzhal, i sistemi missilistici strategici con testata alata ipersonica Avangard, il missile da crociera anti-nave ipersonico Zirkon, gli Iskander e anche il missile del complesso D-30 Bulava.

Questo è quello che devono capire "l'establishment occidentale e in generale tutti i cittadini dei paesi della Nato", ha concluso.

Intanto, l'Alto rappresentante per la Politica Estera, Josep Borrell, preannuncia nuove sanzioni nei confronti di Mosca e denuncia: "I referendum illegali sono un'altra sfacciata violazione dell'indipendenza e della sovranità territoriale dell'Ucraina, e una seria violazione della Carta delle Nazioni Unite". "La Russia e la sua leadership politica - si legge in una nota - saranno ritenuti responsabili per l'organizzazione di questi referendum e per altre violazioni della legge internazionale in Ucraina, e ulteriori misure restrittive contro la Federazione Russa saranno proposte il prima possibile".

Sul tavolo del nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, si apprende da fonti europee, ci sarà anche il price cap al petrolio. Sulla misura c'è stato già un accordo del G7 e la Commissione Ue ha già dato la propria disponibilità a procedere. Resta da vedere se Bruxelles riuscirà a ottenere il necessario consenso, con l'Ungheria che ha già manifestato la propria contrarietà nelle settimane scorse a nuove sanzioni che riguardino l'energia. Sul tema il portavoce della Commissione Eric Mamer non è sceso in dettagli limitandosi a sottolineare, in settori come il petrolio, la necessità di "coordinamento" con gli Alleati.