Le reazioni internazionali al voto italiano

La premier francese Borne dopo la vittoria di Giorgia Meloni: "Vigileremo sul rispetto dei diritti"

Il presidente Macron: "Rispettiamo la scelta dell'Italia". Dall'immigrazione al tetto al prezzo del gas, i vari banchi di prova su cui si misureranno le relazioni tra Roma e Parigi. Con il rapporto speciale tra Giorgia Meloni e Marine Le Pen

La premier francese Borne dopo la vittoria di Giorgia Meloni: "Vigileremo sul rispetto dei diritti"
LaPresse/Sarah Meyssonnier
Elisabeth Borne

Nel commentare il risultato delle elezioni italiane, con la netta vittoria del centrodestra guidato da Fratelli d’Italia, il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso “rispetto per la scelta democratica” degli elettori italiani, lanciando un appello a “continuare a lavorare insieme”. In una dichiarazione trasmessa dall'Eliseo, Macron ha lanciato l'appello a Roma a proseguire sul cammino di cooperazione e alleanza che legano Francia e Italia, in quanto “europei”. Il presidente francese ha dichiarato: “Il popolo italiano ha fatto una scelta democratica e sovrana. Noi la rispettiamo. Come Paesi vicini e amici, noi dobbiamo continuare a lavorare insieme”.

La dichiarazione serve quasi a controbilanciare quella della sua premier, Elisabeth Borne, che stamane aveva detto: “Non commento la scelta democratica del popolo italiano” ma allo stesso tempo la Francia dovrà essere attenta “a certi valori come i diritti umani e il diritto all'aborto”.

La “relazione speciale” con Parigi

Dalla guerra in Ucraina alla crisi energetica che ne è scaturita; dall'immigrazione alle posizioni da prendere a livello di Unione europea, anche su questioni spinose come l'Ungheria di Viktor Orban e la Polonia: sono queste, e solo in parte, alcune delle numerose sfide internazionali che attendono il nuovo governo italiano. Il rapporto con alcuni Paesi sarà fondamentale e, tra questi, cruciale sarà la relazione con Parigi, alleato storico dell’Italia. Il recente Trattato del Quirinale istituisce una partnership strategica fra Roma e l'Eliseo, con l'obiettivo di creare un legame analogo a quello tra la Francia e la Germania, nato in seguito al trattato firmato da De Gaulle e Adenauer nel 1963. Ma per dare un contenuto a questo nuovo patto franco-italiano e collaborare in Europa servirà un'intesa vera. Un’alleanza politica. Certamente Francia e Italia, definite “sorelle latine” dai francesi, hanno un legame storico, profondo, seppur con rivalità naturali.

Bisognerà vedere se la Francia di Emmanuel Macron e l'Italia di Giorgia Meloni riusciranno a camminare fianco a fianco. In un’intervista rilasciata a Le Figaro appena dieci giorni fa, Meloni ha chiarito che “vogliamo un'Italia che conti di più, in una Europa più equilibrata di quella che abbiamo visto negli ultimi anni. L'Italia – aveva proseguito la leader di Fratelli d'Italia – deve essere capace di difendere i suoi interessi in Europa, come fanno la Francia e la Germania. Nelle nostre relazioni con l'Ue e con i nostri partner, vogliamo essere trattati con la stessa dignità e lo stesso rispetto".

Ferma nel ribadire che, da premier, non avrebbe accettato “alcuna subordinazione o posizione di inferiorità, come purtroppo è accaduto in questi ultimi anni”, la neovincitrice delle politiche aveva chiarito che anche per lei “Francia e Italia sono due nazioni amiche. Abbiamo tanti interessi in comune e, proprio perchè tengo a questo rapporto, credo che debba essere fondato sul rispetto reciproco e su un piano paritario. Se siamo d'accordo su questo punto, non ci sarà alcun motivo di tensione fra i nostri Paesi”.

Quirinale, la firma del trattato del Quirinale tra Draghi e Macron alla presenza di Mattarella GettyImages
Quirinale, la firma del trattato del Quirinale tra Draghi e Macron alla presenza di Mattarella

Tra interessi comuni e la sintonia con Le Pen

Fra gli interessi in comune evocati da Meloni, c'è quello dell'immigrazione. Macron ha promesso un giro di vite per quanto riguarda i migranti irregolari, soprattutto quelli che “disturbano l'ordine pubblico”, che dovranno essere rimpatriati. L'inquilino dell'Eliseo, che ha perso la maggioranza assoluta all'Assemblea Nazionale nelle elezioni legislative dello scorso giugno, e che deve quindi cercare compromessi con le opposizioni per legiferare, ha annunciato un progetto di legge sull'immigrazione per l'inizio del prossimo anno.

C'è indubbiamente da parte sua una disponibilità a rafforzare le frontiere esterne dell'Ue, anche se non si è mai espresso a favore di un blocco navale, che vorrebbe Meloni. Sull'immigrazione un'intesa sembra comunque abbastanza raggiungibile. I due leader sono invece già d'accordo sulla necessità di introdurre un tetto al prezzo del gas: entrambi si sono detti favorevoli. Ma è da un’altra parte che la leader di Fratelli d’Italia ha una sponda importantissima Oltralpe: nel Rassemblement National di Marine Le Pen, sua storica alleata ‘di ferro’.