A 11 milioni di km dalla Terra

Missione Dart: stanotte l'impatto della sonda sull'asteroide per deviarne l'orbita

Alle 01:14 ora italiana. A documentare l'evento il nanosatellite italiano LiciaCube

Missione Dart: stanotte l'impatto della sonda sull'asteroide per deviarne l'orbita
Steve Gribben/Johns Hopkins APL/NASA
Un'illustrazione mostra la navicella spaziale DART della NASA e LICIACube dell'Agenzia Spaziale Italiana prima della collisione con Dimorphos

Nella notte tra lunedì e martedì, quando in Italia sarà circa l'una e un quarto (01:14), la Nasa tenterà un esperimento che l'umanità non ha mai realizzato: far schiantare volutamente un veicolo spaziale contro un asteroide per deviarne la traiettoria. Un test chiave per misurare la capacità dell'uomo di impedire l'impatto di oggetti cosmici, potenzialmente pericolosi, contro la Terra.

Lanciata nel novembre 2021, la sonda Dart (Double Asteroid Redirection Test), dal peso di circa 600 kg, sta viaggiando alla velocità di 6,1 chilometri al secondo (circa 23mila km orari) e si troverà a circa 11 milioni di chilometri dalla Terra quando colpirà Dimorphos, un asteroide dal diametro di 160 metri che orbita attorno a un altro asteroide, Didymos, dal diametro di 780 metri.

Dimorphos orbita attorno a Didymos in 11 ore e 55 minuti: ciò che si intende fare è rallentare leggermente questo periodo orbitale (di circa 10 minuti) ed essere in grado di quantificarne la differenza. La missione, realizzata dalla Nasa insieme al Johns Hopkins Laboratory, testerà dunque in modo pionieristico la forza dell'impattatore cinetico senza carica esplosiva, ovvero utilizzando una sonda in stile kamikaze che colpirà l'asteroide e proverà a modificarne leggermente l'orbita.

L'effetto atteso dell'impatto sull'orbita di Dimorphos Nasa
L'effetto atteso dell'impatto sull'orbita di Dimorphos

Ad assistere e documentare l'impatto da vicino ci sarà il nanosatellite LiciaCube, fiore all'occhiello della ricerca scientifica e tecnologica italiana, che si è separato da Dart lo scorso 11 settembre. Il team del Jpl sta lavorando insieme all'Asi per far si che il LiciaCube si trovi a una distanza di 40-80 km da Dimorphos nei successivi 2 o 3 minuti dopo l'impatto: abbastanza vicino per avere delle buone immagini del cratere e della nuvola di materiali espulsi, ma non troppo da esserne colpito. Successivamente, LiciaCube immortalerà anche il lato nascosto dell'asteroide, per poi allontanarsi nello spazio profondo.

A dire il vero, né Dydimos né Dimorphos rappresentano attualmente una minaccia, ma questo esperimento è considerato importante dalla Nasa, che vuole metterlo a punto prima che ve ne sia una reale necessità.

A osservare l'evento ci saranno anche una serie di telescopi, sia sulla Terra che nello spazio, tra cui il James Webb, il più potente mai lanciato in orbita. Ma il quadro completo del sistema sarà rivelato quando una missione dell'Agenzia spaziale europea, chiamata Hera, arriverà, tra quattro anni, a esaminare il cratere d'impatto e i danni causati a Dimorphos; e a quel punto rimanderà sulla Terra anche i dati sulla composizione, struttura e natura del sistema di asteroidi. Finora infatti si sa molto poco di Dimorphos, la sua struttura interna è sconosciuta e c'è solo un'idea di quale possa essere la sua composizione.

La diretta streaming della Nasa