Alta tensione al Cremlino

Putin parla alla nazione, anzi no. Il giallo del rinvio: ombre di grandi manovre nel cuore di Mosca

Rinviato a mercoledì alle 7 ora italiana il preannunciato 'grande' discorso di Putin che avrebbe dovuto confermare i referendum di annessione dei territori ucraini occupati dai russi. Non è chiaro il motivo del rinvio, tante le ipotesi in campo

Putin parla alla nazione, anzi no. Il giallo del rinvio: ombre di grandi manovre nel cuore di Mosca
LaPresse/Vladimir Smirnov
L'annuncio di un referendum di annessione da tenersi tra il 23 e il 26 settembre nelle regioni ucraine occupate dai russi del Donbass e nelle province di Kherson e di Zaporizhzhia, è stato accolto con la ferma condanna di tutti i leader occidentali che ne hanno immediatamente proclamato l'illegittimità.

E' ormai sera inoltrata quando da Mosca si chiarisce che l'atteso discorso di Vladimir Putin, presumibilmente sui prossimi referendum di annessione del territorio ucraino, è stato rinviato a domani mattina. Lo hanno riferito diversi media e canali Telegram russi. Il discorso del leader russo era stato annunciato da Kommersant e da altri media russi per le 19 ora italiana, a seguire avrebbe dovuto parlare il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu.  

Secondo quanto riferisce il Guardian citando media russi, il discorso televisivo è stato riprogrammato per le 8:00 ora di Mosca, le 7:00 in Italia.    

Non è chiaro il motivo per cui il discorso è stato rinviato. In giornata nelle ore in cui si attendeva il discorso, si erano rincorse tra media e analisti voci secondo cui Putin avrebbe potuto annunciare una mobilitazione, parziale o generale, per rafforzare l'impegno militare di Mosca in Ucraina. Tra le ipotesi, anche quella che il discorso fosse stato registrato ma ‘congelato’ in attesa di sviluppi su un possibile negoziato sotterraneo, come peraltro accennato lo stesso presidente turco Recep Taayip Erdogan all'Assemblea generale dell'Onu.

L'annuncio di un referendum di annessione da tenersi tra il 23 e il 26 settembre nelle regioni ucraine occupate dai russi del Donbass e nelle province di Kherson e di Zaporizhzhia, è stato accolto con la ferma condanna di tutti i leader occidentali che ne hanno immediatamente proclamato l'illegittimità. 

Secondo il sito di informazione russa indipendente Meduza, esistono timori che i provvedimenti approvati oggi dalla Duma russa per punire con pene più severe i militari colpevoli di resa volontaria" (punibile fino a 10 anni di carcere) e "saccheggio" (punibile fino a 15 anni di carcere), altro non siano, nonostante le ripetute smentite delle autorità russe, che un sotterraneo preannuncio della proclamazione della mobilitazione generale, che equivarrebbe per il Cremlino alla proclamazione della guerra contro l'Ucraina.

Secondo il Guardian, Putin ormai in un angolo, potrebbe essere pronto a minacciare di intensificare il conflitto fino all'orlo della guerra nucleare per non ammettere la sconfitta. L'annessione dei territori occupati con il referendum, secondo questo disegno, permetterebbe al leader russo di trasformare l'operazione militare speciale in una guerra difensiva (attaccare i territori occupati sarebbe come attaccare la Russia), mossa che lo autorizzerebbe ad usare più esplicitamente la minaccia del ricorso all'arma nucleare. 

In tal senso, Margarita Simonyan, caporedattrice dell'emittente statale RT e propagandista russa per la guerra, ha dichiarato: "A giudicare da ciò che sta accadendo e da ciò che potrebbe accadere, questa settimana segna la soglia della nostra imminente vittoria o la soglia di una guerra nucleare. Non riesco a vedere nessuna terza opzione".