La guerra in Ucraina

Scoperte "stanze della tortura" nelle città liberate dall'ultima controffensiva di Kiev

Le testimonianze parlano di torture effettuate con la corrente elettrica e ustioni provocate con saldatori

Un’inchiesta riportata su Le Monde denuncia il ritrovamento di stanze adibite alla tortura dei prigionieri nelle strutture destinate dai russi alla detenzione dei prigionieri ucraini in alcune città liberate nell’ultima controffensiva di Kiev. L’account del ministero della difesa ucraino ha diffuso foto e video di questi ritrovamenti a Izyum ed in altre quattro località riconquistate. A Izyum, nei giorni scorsi, ricordiamo che era stata scoperta una fossa comune con oltre 400 cadaveri, alcuni dei quali presentavano segni di tortura. 

 

La stanza delle torture a Balakliya Facebook
La stanza delle torture a Balakliya
Una cella a Balakliya Facebook
Una cella a Balakliya

A Balaklyia è stata trovata una “camera delle torture” ed alcune celle in un sotterraneo. I prigionieri hanno inciso il “Padre Nostro” su una delle pareti della cella, e sono state trovati gli “attrezzi” usati per torturare i prigionieri. Sempre nel Kharkiv, ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky, sono ormai più di dieci le "camere delle torture" scoperte, mentre la controffensiva avanza ancora.

 

 

Una preghiera incisa sul muro della cella Facebook
Una preghiera incisa sul muro della cella
Il Padre Nostro inciso sul muro della cella Facebook
Il Padre Nostro inciso sul muro della cella

I Servizi segreti dell'Ucraina, noti anche attraverso l'acronimo SBU, hanno raccolto la testimonianza di un residente di Kupyansk che è stato torturato dai servizi segreti della Federazione Russa (FSB): "C'erano sempre molte urla da questa stanza". Secondo le informazioni del SBU tutti coloro che sono stati interrogati dai dipendenti dei servizi segreti della Federazione Russa (FSB), che erano di stanza a Kupyansk occupata, hanno dovuto subire violenze e torture.

 

Riferisce il testimone che durante gli interrogatori, gli ufficiali dell'FSB minacciavano i prigionieri con l'esecuzione su un campo minato e il massacro delle famiglie rimaste sotto occupazione. "Durante il primo interrogatorio mi hanno picchiato per 40 minuti, torturato con scariche elettriche, mi hanno sparato o con una pistola pneumatica o con una pistola a gas, non so - ero in un sacco... Mi hanno picchiato con mazze o tubi di ferro", dice la vittima delle torture russe. 

Anche le condizioni di detenzione degli ucraini detenuti illegalmente erano terribili: 8 persone erano trattenute in piccole cella progettate per 2 persone senza un servizio igienico. La Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984 condanna queste pratiche e l'alto commissariato per i diritti umani dell’ONU è intenzionato a svolgere accertamenti sul campo. Il Cremlino, come aveva già fatto per Bucha, nega tutto e parla di falsi inscenati ad arte dagli ucraini.