Il parere dell'esperto

Vespa orientalis, come riconoscerla e come proteggersi. L'esperto: "E' importante segnalare i nidi"

Numerose le richieste di aiuto dei cittadini. Andrea Monaco, zoologo dell’Ispra, avverte: “Evitare il fai da te, può essere pericoloso”

Vespa orientalis, come riconoscerla e come proteggersi. L'esperto: "E' importante segnalare i nidi"
Ansa
Esemplare di ''vespa orientalis''

Nelle ultime settimane sono aumentate le segnalazioni e le richieste di aiuto per arginare la presenza di Vespe orientalis, soprattutto nella capitale, dove l’amministrazione cittadina ha messo a disposizione un numero verde per le segnalazioni. Le vespe, attirate anche dagli avanzi di cibo e dai rifiuti, possono nidificare anche nelle città e nei parchi urbani. 

Possono essere aggressive e pericolose per la salute se vengono approcciate nel modo sbagliato, ma secondo gli esperti al momento non si può parlare di un vero e proprio allarme. L’ Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, sta monitorando la situazione.

"Simile al calabrone europeo, la Vespa orientalis in Italia è una specie nativa, storicamente presente nelle regioni del Sud Italia come Sicilia, Calabria e Campania” spiega Andrea Monaco zoologo dell’Ispra. “Negli ultimi anni, complice probabilmente anche il clima sempre più mite, la Vespa orientalis sta ampliando la sua area di presenza anche verso le regioni più settentrionali. Numerose le segnalazioni a Roma ma un aumento della presenza di questa specie è stata rintracciata anche in altre città come Firenze, Genova, La Spezia, Savona e Trieste. La sua pericolosità per l’uomo è del tutto comparabile a quella del calabrone europeo. È, invece, particolarmente aggressiva nei confronti delle api da miele”. 

Come riconoscere la Vespa orientalis

“Lunga da 3 a 5 cm, è simile al calabrone europeo, dal quale si differenzia per la colorazione rossiccia del corpo e per l’unica, evidente banda gialla nella parte terminale dell’addome” spiega l’esperto.

Dove costruisce il nido

Come il calabrone europeo, fa il nido all’interno di cavità naturali, come alberi e buchi nel terreno, o artificiali, come soffitte e intercapedini negli edifici.

Come proteggersi

Non servono allarmismi secondo Monaco ma è importante adottare una serie di precauzioni “le stesse che si usano per evitare la puntura dei calabroni europei- afferma. Nel caso in cui si verificasse la presenza di un nido è indispensabile evitare il fai da te e rimuovere i nidi autonomamente o andare in prossimità del nido ma bisogna richiedere l’intervento ai soggetti competenti (Vigili del fuoco, Protezione civile, ditte specializzate)”.