Cambiamenti climatici

Banca d'Italia: la crisi climatica peserà su Pil

Si prevede una riduzione Pil pro-capite fino al 9,5% al 2.100. Nel medio-lungo termine saranno colpiti soprattutto i settori dell’agricoltura e del turismo.

Banca d'Italia: la crisi climatica peserà su Pil
Ansa
Cambiamento climatico

Il cambiamento climatico e l'aumento delle temperature previsto dalla comunità scientifica, avrà effetti negativi sull'economia italiana nel medio-lungo termine, colpendo in particolare l'agricoltura e il turismo. 

È quanto emerge da un progetto di ricerca della Banca d'Italia intitolato “Gli effetti del cambiamento climatico sull'economia italiana”.

La ricerca è composta di vari studi in cui, tra l’altro, si misura l'impatto delle variazioni climatiche sulle attività economiche ed umane e si suggerisce che appropriate politiche locali e nazionali possono limitare tali effetti negativi.

 

Riduzione del Pil pro capite

In uno studio, gli analisti sottolineano come un incremento di 1,5°C "potrebbe condurre ad avere nel 2.100 un livello di Pil pro capite tra il 2,8% e il 9,5% inferiore rispetto allo scenario con temperature stabili".

Per l’Italia, i vari modelli climatici concordano nel prevedere un aumento della temperatura fino a 2°C nel periodo 2021-2050 (rispetto al periodo 1981-2010). Negli scenari più sfavorevoli l'aumento della temperatura è molto più elevato. È attesa una diminuzione delle precipitazioni estive, principalmente nelle regioni centrali e meridionali, che però si accompagna a un aumento della loro intensità. È previsto un generalizzato aumento degli eventi climatici estremi.

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Il riscaldamento è globale, le conseguenze sono locali

Mentre la localizzazione delle fonti emissive non ha rilevanza sul riscaldamento globale, le previsioni dei climatologi indicano invece che i cambiamenti climatici saranno estremamente eterogenei nelle diverse regioni del pianeta.

Ad esempio, per quanto riguarda l’impatto sulla mortalità umana, si prefigura una sostanziale differenza tra nord e sud del pianeta: in uno scenario estremo il riscaldamento globale porterebbe a salvare circa 230 vite all’anno in Norvegia, e a causare 160 morti in più in Ghana (entrambe ogni 100.000 abitanti).

 

Le conseguenze in agricoltura

Un’analisi econometrica su mais, grano duro e uva da vino rivela che nel caso italiano gli effetti negativi sulla resa di queste colture si manifestano quando la temperatura sale oltre i 29°C circa per i cereali e oltre i 32°C nel caso dei vitigni. L’agricoltura è inoltre esposta a eventi estremi come le grandinate, ma sono pochi gli agricoltori italiani assicurati contro questo tipo di rischio, nonostante la presenza di sussidi statali.

 

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Le conseguenze in altri settori economici e sociali

Il progetto di ricerca della Banca d'Italia “Gli effetti del cambiamento climatico sull'economia italiana” analizza vari fenomeni del cambiamento climatico con conseguenze a livello economico:

  • l’aumento del numero di giorni in cui si riscontrano temperature elevate riduce il tasso di entrata sul mercato di nuove imprese e ne aumenta il tasso di uscita;
  • gli eventi idrogeologici (soprattutto alluvioni), la cui frequenza è in aumento a causa del cambiamento climatico, hanno effetti negativi sulla demografia e sulla performance delle imprese di tutti i comparti;
  • la diminuzione delle precipitazioni nevose ha conseguenze sul turismo invernale e sulle presenze;
  • le alte temperature condizionano anche il mercato immobiliare, con effetti legati al fatto che il caldo scoraggia la ricerca di case da parte degli acquirenti;
  • l’impatto negativo del cambiamento climatico sulle attività economiche è così pervasivo che può essere colto anche utilizzando i dati macroeconomici e le serie storiche su temperature e Pil da fine Ottocento a oggi.

 

Gli effetti negativi del cambiamento climatico non interessano solo la produttività delle attività economiche ma anche quella dei singoli individui:

  • le alte temperature registrate il giorno delle prove d’esame possono essere messe in relazione con le performance degli studenti italiani nei test Invalsi: oltre i 30° si manifestano più effetti negativi sia sui risultati dei test, soprattutto in matematica, sia sullo stress emotivo degli studenti;
  • l’inquinamento dell’aria può avere effetti negativi sulle performance umane, perché altera la concentrazione e la prontezza mentale; 
  • una peggiore qualità dell’aria causa anche un maggior numero di infortuni sul lavoro, soprattutto nelle attività che si svolgono all’aperto.

 

L’efficacia di alcune politiche ambientali 

Il progetto di ricerca della Banca d’Italia include anche quattro contributi tesi a valutare l’efficacia di alcune politiche ambientali:

  • per esempio, alcune misure di semplificazione delle autorizzazioni per costruire impianti fotovoltaici introdotte dalle Regioni risultano efficaci nell’aumentare la capacità installata;
  • un’altra misura virtuosa analizzata riguarda l’introduzione in alcuni Comuni della tassazione dei rifiuti basata sull’effettiva produzione degli stessi, con conseguenze di abbassamento delle quantità di rifiuti prodotti, in particolar modo quelli indifferenziati, con un conseguente risparmio sia in termini di costi che di impatto ambientale;
  • in Italia l’attività innovativa green è in calo dal 2008, in misura maggiore rispetto ad altri paesi europei, con un legame evidente fra finanziamenti e transizione ecologica, laddove una maggiore offerta di credito aumenta la propensione delle imprese ad investire in tecnologie verdi;
  • nel settore automobilistico, dopo il 2015 le imprese italiane hanno acquisito le competenze necessarie ad affrontare la transizione verso l’auto elettrica, ma scontano ancora un ritardo rispetto ai concorrenti francesi e tedeschi.