In Iran si è arrivati alla sesta settimana di proteste

L'Iran conferma attacco hacker ad agenzia atomica "da estero". Hacker chiedono rilascio prigionieri

Il gruppo di hacker che si fa chiamare Black Reward ha rivendicato l'attacco all'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, chiedendo a Teheran il rilascio dei prigionieri politici arrestati nelle recenti proteste

L'Iran conferma attacco hacker ad agenzia atomica "da estero". Hacker chiedono rilascio prigionieri
Ansa
Hacker

L'Organizzazione dell'energia atomica iraniana ha dichiarato che il server di posta elettronica di una delle sue filiali è stato violato da un hacker "proveniente da un Paese straniero". 

L'Iran è entrato nella sesta settimana delle proteste dopo la morte di una giovane arrestata per aver portato il velo in modo non conforme alle regole della repubblica islamica. Oltre 200 persone, secondo le stime delle Ong, sono morte durante la repressione delle manifestazioni, e altre centinaia sono state arrestate.    

Un gruppo che si fa chiamare Black Reward ha lanciato venerdì un ultimatum di 24 ore alle autorità iraniane, invitandole a rilasciare tutti i "prigionieri politici, i prigionieri di coscienza e le persone arrestate durante le recenti proteste" o a rendere pubblici i documenti relativi al programma nucleare iraniano. Allo scadere dell'ultimatum, ieri sono stati diffusi sui social network documenti, tra cui un breve video che mostra un sito nucleare iraniano, oltre a mappe e buste paga.

L'agenzia atomica iraniana sminuisce: “operazioni psicologiche prive di valore”

La Atomic Energy Development and Production Company ha ammesso di essere stata attaccata dagli hacker, pur sminuendo l'importanza dei documenti in questione. "L'accesso non autorizzato al sistema di posta elettronica dell'azienda da parte di una fonte proveniente da uno specifico Paese straniero ha portato alla pubblicazione del contenuto di alcuni messaggi sui social network", ha dichiarato, senza nominare il Paese. Questi messaggi contengono "messaggi tecnici e scambi normali", ha aggiunto.     

"L'obiettivo di tali atti illegali (...) è quello di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica (...) conducendo operazioni psicologiche prive di valore", ha dichiarato in una nota l'Organizzazione dell'energia atomica iraniana.    

I Paesi occidentali e l'Iran cercano da più di un anno di rilanciare il JCPOA, l'accordo nucleare concluso nel 2015 tra le principali potenze e Teheran: volto a impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari in cambio dell'abolizione delle sanzioni internazionali, è in crisi dopo il ritiro unilaterale di Donald Trump nel 2018, che ha portato all'imposizione di sanzioni statunitensi e alla graduale liberazione di Teheran dai suoi obblighi. I negoziati con l'Iran, per ripristinare l'accordo, sono in stallo da mesi ma Teheran continua a negare a di essere alla ricerca di un'arma nucleare.