Letteratura

Premio Nobel ad Annie Ernaux: "La sua scrittura un'arma affilata per sezionare la verità"

Tra le più interessanti intellettuali del panorama francese contemporaneo, nei suoi testi emergono le disparità di genere, lingue e classe sociale

Premio Nobel ad Annie Ernaux: "La sua scrittura un'arma affilata per sezionare la verità"
Leonardo Cendamo/Getty Images
Annie Ernaux a Torino il 21 maggio 2022

Il premio Nobel per la Letteratura è stato assegnato alla scrittrice francese Annie Ernaux "per il coraggio e l'acutezza clinica con cui svela le radici, gli allontanamenti e i vincoli collettivi della memoria personale". Intervistata dalla tv svedese,  ha detto che il riconoscimento è un "grande onore" e una "responsabilità".

"In L'occupazione (2002) Ernaux analizza la mitologia sociale dell'amore romantico. Sulla base di appunti in un diario che registra il suo abbandono da parte di un amante, confessa e attacca un'immagine di se' costruita su stereotipi. La scrittura diventa un'arma affilata per sezionare la verità", ha spiegato il comitato che assegna il prestigioso premio.

È ritenuta tra le più interessanti intellettuali del panorama letterario francese contemporaneo. Nata a Lillebonne, in Normandia, nel 1940, crebbe nella cittadina di Yvetot, dove i suoi genitori avevano un negozio di alimentari e una caffetteria, in un ambiente proletario che aspirava a una vita borghese. Nei suoi testi emergono le forti disparità di genere, di lingue e di classe sociale. Nonostante il suo stile classico, Ernaux si dichiara "etnologa di se stessa" piuttosto che una scrittrice di narrativa. La sua prima opera Gli armadi vuoti (1974) fa parte di una trilogia di romanzi autobiografici che comprende anche  Ce qu'ils disent ou rien (1977) e La Femme gelée (1981). Tra i temi affrontati l'aborto, ne Gli armadi vuoti, la solitudine e la disillusione in Ce qu'ils disent ou rien e la monotonia del matrimonio incarnando lo stereotipo della casalinga perfetta negli anni '60 in La Femme gelée. Nei lavori successivi si allontana dal genere autobiografico alternando diversi stili, dalla prosa narrativa alla diaristica passando per l'etnografica. Il suo romanzo più famoso, 'Gli anni' (2008),  a cui è ispirato il film "Gli anni" di Sara Fgaier, ha vinto numerosi riconoscimenti, compreso il premio Strega europeo 2016.

In una recente intervista, Ernaux ha dichiarato a proposito di quest'ultima opera: "Il motivo che mi ha spinta a scrivere Les années (Gli anni) non era quello di lottare contro l'imposizione dello sguardo maschile, ma di mostrare come lo scorrere del tempo fosse percepito dalle donne in modo del tutto diversa rispetto agli uomini. Racconto la storia della Francia dagli anni quaranta fino ai giorni nostri, filtrata dalla sensibilità femminile: se lo avessi scritto secondo la visione maschile, di sicuro il risultato finale del libro sarebbe stato molto diverso. In Les années insisto sulle metamorfosi che le donne hanno subito, sugli eventi che le hanno cambiate: ripenso alle donne degli anni cinquanta, ripenso a mia madre paragonandola alla donna che sono oggi, alla donna del tutto diversa dal passato che sono diventata. Al centro del libro infatti vi è proprio questa evoluzione della donna nel tempo, in un confronto inesauribile fra ciò che era e ciò che è, fra il passato e il presente".

Ernaux è la sedicesima autrice francese a ricevere il Nobel per la letteratura, facendo della Francia il paese che ne ha ricevuti di più nella storia del premio.