Le previsioni dei bookmakers

Premio Nobel per la letteratura, giovedì l'annuncio. E parte il 'toto-nomi', tra Fosse e Houellebecq

Dato per favorito anche Salman Rushdie, dopo l'aggressione dello scorso agosto. In salita le quotazioni di Cormac McCarthy, dell'ungherese László Krasznahorkai. Calano quelle di Haruki Murakami, Margaret Atwood e della russa Lyudmila Ulitskaya

Premio Nobel per la letteratura, giovedì l'annuncio. E parte il 'toto-nomi', tra Fosse e Houellebecq
rainews
Da sinistra: Salman Rushdie, Michel Houellebecq e Jan Fosse

A due giorni dall’atteso annuncio dell’Accademia svedese (giovedì 6 ottobre alle 13), il Premio Nobel per la Letteratura 2022 torna a far scaldare i motori dei bookmakers, i siti di scommesse britannici che si esercitano a fare pronostici su chi otterrà l’ambito riconoscimento.

Segnalando favoriti e nomi in ascesa (o in calo), il conto alla rovescia per sapere chi sarà l’autore “laureato” è già partito; intanto impazza il cosiddetto ‘toto-scommesse’ sullo scrittore (o la scrittrice) che potrebbe ottenere il massimo premio letterario al mondo.

Alcuni nomi non sono una novità e compaiono da anni nelle classifiche: dall'intramontabile scrittore giapponese Haruki Murakami alla canadese Margaret Atwood (ma c’è anche la connazionale Anne Carson), va comunque detto che questi tre autori sono dati in discesa nelle ultime ore. Al contrario, pare che ci sia una virata verso un nome scandinavo: la gara è guidata da Jan Fosse, 63 anni, scrittore e drammaturgo norvegese, le cui opere sono state tradotte in più di quaranta lingue. Anche la stampa svedese, che da settimane segue il ‘toto-Nobel’ con particolare attenzione, ritiene Fosse uno dei nomi più probabili per la vittoria, ipotizzando insieme a lui altri due norvegesi: Karl Ove Knausgård e Dag Solstad. A salire sono anche le quotazioni dello statunitense Cormac McCarthy e dell'ungherese László Krasznahorkai. Calano, invece, oltre a Murakami, Atwood e Carson, quelle della russa Lyudmila Ulitskaya.

Fino a pochi giorni fa i siti di scommesse britannici hanno dato per maggior favorito il controverso autore francese Michel Houellebecq, dalla cui penna sono usciti Le particelle elementari, Sottomissione e Serotonina. Il suo ultimo romanzo, uscito lo scorso gennaio, è Annientare, pubblicato in Italia – come gli altri – da ‘La Nave di Teseo’.

Ha scalato la classifica anche Salman Rushdie, il celebrato autore dei Versi satanici. Nel suo caso, l’ascesa nelle quotazioni è legata soprattutto all’aggressione dello scorso 12 agosto al festival letterario di Chautauqua, a New York, nella quale l’autore angloindiano ha rischiato la vita: colpito al collo con un coltello da un giovane di origine libanese (che poi ha ammesso di non aver mai letto il suo titolo ‘incriminato’), Rushdie è da anni un apprezzato autore internazionale e si batte per la libertà di espressione contro l’oscurantismo religioso. Per lui, inoltre, nelle scorse settimane si è speso apertamente Bernard Henri-Lévy, pubblicando un appello affinché a Rushdie venisse attribuito il Nobel: “Non riesco a immaginare, oggi, nessun altro scrittore che abbia l'audacia di meritarlo più di lui”.

Ma nella rosa dei papabili ci sono anche, per l'Italia, Claudio Magris e la misteriosa scrittrice Elena Ferrante, nom de plume che potrebbe nascondere anche uno scrittore: negli ultimi tempi, ha guadagnato molte posizioni. Tornano la francese Annie Ernaux, l'ungherese Peter Nadas, lo statunitense Don DeLillo e il ceco naturalizzato francese Milan Kundera. Ma le scommesse non si arrestano e nella girandola ecco di nuovo il keniota Ngugi wa Thiong'o, la scrittrice caraibica di lingua inglese Jamaica Kincaid, il romeno Mircea Cartarescu e la nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie.

Non bisogna dimenticare, in ogni caso, che indovinare il nome del vincitore resta un'impresa impossibile. Per regolamento, i nomi sono segretissimi e la shortlist all'esame dei giurati è super blindata. Finora, su 118 laureati, le donne premiate sono state 16: l'ultima, Louise Glück nel 2020, “per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l'esistenza individuale”. Il vincitore più giovane è stato Rudyard Kipling, che nel 1907 a 41 anni ottenne il Nobel; la più anziana è stata Doris Lessing, premiata nel 2007 a 88 anni. L’ultimo nome italiano è quello di Dario Fo, nel 1997.

Dopo gli scandali sessuali che hanno fatto saltare l'edizione 2018, la doppia assegnazione nel 2019 a Olga Tokarczuk e al contestato Peter Handke, le restrizioni per il Covid 19 nel 2020, la ripresa un po' sottotono nel 2021 per gli strascichi della pandemia, quella del 2022 sembra l'edizione del ritorno alla tradizione: farla vincere a un autore di grande successo internazionale, di critica e di pubblico, potrebbe marcare questo atteso rilancio.