La storia

Buone pratiche contro la violenza sulle donne: uno Sportello dedicato al Pronto soccorso

Si tratta dello Sportello Donna H24 all’interno del Pronto soccorso dell’Ospedale San Camillo di Roma, gestito dalla cooperativa Be Free

Buone pratiche contro la violenza sulle donne: uno Sportello dedicato al Pronto soccorso
Cooperativa Be free
sportello violenza sulla donne

Come dice il suo nome, lo Sportello Donna H24, è l’unico aperto 24 ore su 24 tutti i giorni della settimana. Dal 2009 si trova all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale San Camillo-Forlanini, la Asl più grande di Roma, è gestito dalla cooperativa Be Free ed è un punto di accoglienza stabile e gestito da personale specializzato sulla violenza contro le donne. Vi lavorano 7 operatrici, tra cui psicologhe, psicoterapeute, assistenti sociali, mediatrici culturali ed educatrici professionali, che si alternano per coprire l’intera giornata e la notte. Con loro collaborano inoltre due avvocate, una penalista e una civilista/minorile.

Con lo Sportello all’interno del Pronto soccorso, le operatrici riescono ad intercettare quelle donne che cercano cure mediche a seguito di violenze subite, ma che ancora non sono pronte a dare un nome a quello che accade loro. Questo approccio spesso permette di ridefinire un’iniziale aggressione in una cornice di maltrattamenti reiterati. Lo Sportello permette quindi di incontrare le donne che non andrebbero ad un centro antiviolenza e iniziare con loro percorsi strutturati di uscita dalla violenza. Inoltre, le operatrici si occupano della formazione del personale ospedaliero del Reparto di Emergenza, affinché sia in grado di riconoscere dietro un infortunio una storia di violenza domestica non dichiarata.

Abbiamo intervistato Giulia Paparelli di Be Free, che dall’interno della stanza dedicata, ci racconta perché è così importante uno sportello antiviolenza all’interno di un grande ospedale.

Nel 2021, 168 donne si sono rivolte per la prima volta allo Sportello. Il 32% ha un’età compresa tra i 31 e 50 anni, il 31,5% tra 18 e 30 anni. In calo il dato relativo alle ragazze minorenni (2020: 10%; 2021: 5,4%) che continua comunque a mostrare un fenomeno preoccupante. Rimane stabile, in leggera diminuzione, il dato relativo alle donne più anziane (2020: 4%; 2021: 3,6%).

Il 53% delle donne seguite dichiara di avere dei figli e il 40% di loro dichiara che i figli erano presenti alle aggressioni, attirando l’attenzione su un fenomeno pervasivo nelle situazioni di violenza intrafamiliare e cioè quello della violenza assistita che colpisce i minori. Il 65% delle donne seguite erano italiane, il 35% straniere. Per quanto riguarda la tipologia di violenza dichiarata al momento dell’accesso, i dati del 2021 confermano in larga parte le tendenze già individuate alla fine dell'anno precedente: la maggior parte dei casi seguiti (48%) sono stati direttamente riconducibili a violenza agita all’interno della coppia. 

Si conferma l’aumento della percentuale di accessi allo Sportello riconducibili a violenze agite in ambito familiare, già segnalato alla fine del 2020: infatti, se nel 2019 nel 61,5% dei casi le donne hanno dichiarato che l’aggressore era un partner/ex partner/familiare/amico, nel 2020 questa percentuale è balzata al 71,3%, per arrivare quest’anno al 74%. Sempre più esiguo il dato relativo alle violenze agite da sconosciuti (3,6%) o da semplici conoscenti (12,7%).

Per quanto riguarda le violenze sessuali si registra un forte aumento tra il 2019 e il 2021. Nel 2019 erano il 10%, nel 2020 sono state il 10,5% e nel 2021 il 15,5%. Aumentano anche i casi con uso/sospetto uso di droga dello stupro: il 15% nel 2020 e il 19% nel 2021. In crescita anche le violenze sessuali su minori: nel 2019 erano il 9%, nel 2020 sono state il 10% e nel 2021 il 15,3%.