Prima uscita all'estero dopo la vittoria. Entrerà in carica il 1° gennaio

Alla Cop27 il gran ritorno di Lula: "Ospitiamo in Amazzonia la Conferenza del 2025"

Il presidente eletto del Brasile, arrivato a Sharm con un jet privato suscitando polemiche in patria, partecipa al meeting sul clima: "Il mondo ha ignorato gli avvertimenti sul cambio climatico mentre spendeva trilioni di dollari per la guerra"

Alla Cop27 il gran ritorno di Lula: "Ospitiamo in Amazzonia la Conferenza del 2025"
AP Photo/Nariman El-Mofty
Lula parla al summit sul clima

In occasione della Giornata della biodiversità, alla Cop27 in corso a Sharm el-Sheikh, in Egitto, fa il suo grande ritorno sulla scena internazionale il presidente eletto brasiliano, Luis Iñacio Lula Da Silva (assumerà l'incarico il prossimo 1° gennaio).

In plenaria ha dichiarato: “Il mondo ha ignorato gli avvertimenti sul cambiamento climatico mentre spendeva trilioni di dollari nella guerra”, aggiungendo che “la lotta al cambiamento climatico avrà la massima rilevanza nel mio prossimo governo” ma questa lotta “non è separabile da quella alla povertà”. Il presidente uscito vincitore dal ballottaggio dello scorso 30 ottobre ha poi proseguito: “Daremo priorità alla lotta alla deforestazione; rafforzeremo e finanzieremo gli organismi di tutela ambientale, che sono stati smantellati negli ultimi tre anni; perseguiremo i minatori e gli agricoltori illegali; istituiremo il ministero delle Popolazioni originarie”.

In un altro passaggio, il nuovo presidente brasiliano ha detto: “Dimostreremo che è possibile generare ricchezza senza produrre cambiamento climatico”, per poi aggiungere: “Faremo sviluppo e inclusione sociale senza danneggiare la natura. Investiremo nella transizione ecologica, nelle fonti rinnovabili come solare, eolico, biocarburanti e idrogeno, forniremo mezzi di trasporto alternativi”.

Lula ha puntualizzato che “l'agrobusiness brasiliano sarà strategico, sarà un'agricoltura sostenibile, valorizzando le conoscenze dei popoli nativi. Abbiamo le tecnologie per rendere produttive le aree degradate, 40 milioni di ettari. Non abbiamo bisogno di deforestare”. Il presidente eletto del Brasile ha annunciato che rispetterà l'accordo con Indonesia e Congo per la tutela delle foreste e che sbloccherà i 500 milioni di dollari da Germania e Norvegia per l'Amazzonia, bloccati durante la presidenza Bolsonaro.

Lula alla Cop27 Ap Photo
Lula alla Cop27

Eppure, già dalle modalità con cui il presidente eletto è arrivato sul mar Rosso si sono levate voci critiche: Lula ha usato il jet privato di un miliardario brasiliano per raggiungere la Conferenza internazionale sul clima. Secondo il suo staff, la scelta è stata dettata da motivi di sicurezza ma in patria non sono mancate polemiche.

Il Brasile è tornato, dopo quattro anni di isolamento” e ora serve “una forte lotta alla deforestazione” e “un ministero dei popoli indigeni” ha annunciato Lula visitando il padiglione dell'Amazzonia. Con la voce bassa a causa di una laringite, si è rivolto a una folla di connazionali brasiliani, fra cui alcuni indios con i tipici copricapi di piume, che lo hanno accolto con entusiasmo. Il presidente eletto ha detto di “non voler fare nulla senza il dialogo. Non è possibile che un presidente non parli e non incontri i governatori” (chiara allusione all’atteggiamento tenuto da Bolsonaro durante la sua presidenza).

“Abbiamo bisogno con urgenza di un meccanismo per le perdite e i danni del cambiamento climatico. È tempo di agire, non possiamo perdere tempo per evitare l'abisso” ha aggiunto Lula nel suo intervento di oggi pomeriggio in plenaria. “Voglio dire che il Brasile partecipa di nuovo alle discussioni sul clima” ha detto precisato il presidente eletto, secondo cui “al mondo era mancato il Brasile”. Il presidente eletto ha ricordato l'impegno non rispettato dei Paesi ricchi per il fondo da 100 miliardi di dollari all'anno per aiutare i Paesi poveri nelle politiche climatiche. “Sono tornato per domandare quanto era stato promesso alla Cop15 nel 2009”, ha detto ancora.

Lula ha annunciato le sue prossime mosse in tema di tutela ambientale e forestale: “Dobbiamo prendere le risorse senza danneggiare la biodiversità. L'Amazzonia è il cuore del mondo, dobbiamo convincere la gente che è meglio preservare gli alberi che abbatterli”. Al padiglione gli è stata consegnata una lettera dei governatori degli Stati dell'Amazzonia, in cui si chiede di tenere lì la Cop del 2025. E infatti Lula ha approfittato dell’occasione per annunciare che il suo Paese è candidato a ospitare la prossima Cop30. “Siamo venuti alla Cop27 per parlare con il segretario generale delle Nazioni Unite e chiedergli che il summit si svolga fra tre anni in Brasile, e in particolare in Amazzonia, nello Stato di Amazonas o nello Stato di Parà”, ha detto il presidente eletto, aggiungendo che “mi sembra molto importante che sia fatto in Amazzonia, che le persone che difendono il clima conoscano l'Amazzonia”.

Lula arriva alla Cop27 Ap Photo
Lula arriva alla Cop27

Proseguono i negoziati alla Cop27, stallo tra Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo

Intanto, entrano nella fase più intensa i negoziati della Conferenza internazionale sul clima. La presidenza egiziana vuole avere entro stasera una bozza di documento finale. Sul punto più spinoso, il Fondo ristori per le perdite e i danni del cambiamento climatico (Loss&Damage), al momento non c'è accordo e le posizioni sono ancora lontane.

Da una parte ci sono i Paesi in via di sviluppo ed emergenti del G77+Cina, capitanati da Pechino, che vogliono l'istituzione del Fondo già alla Cop27 e la nomina di una commissione per definire il suo funzionamento alla prossima Cop28 a Dubai, l’anno prossimo. 

Dall'altra parte ci sono i Paesi più ricchi, i donatori, in testa Usa e Unione europea, che pensano che un Fondo unico sia uno strumento troppo oneroso e complesso, e preferiscono aggiornare gli aiuti internazionali esistenti, mirati a singoli Paesi o ad aree omogenee. 

La presidenza egiziana vuole arrivare a un documento che dia attuazione agli impegni di decarbonizzazione e adattamento al cambiamento climatico presi l'anno scorso a Glasgow, e che preveda uno strumento finanziario di ristori per perdite e danni. Ma al momento i risultati non si vedono: la crisi energetica e delle materie prime porta i Paesi emergenti a frenare sullo sforzo di decarbonizzazione, mentre molti Paesi sviluppati non sembrano impegnarsi troppo per i ristori.