Le parole per capire

Cosa è la spirale della violenza

Le intimidazioni, le denigrazioni e l'isolamento della violenza psicologica, le deprivazioni della violenza economica, fino a sfociare nella violenza fisica e sessuale. Per passare poi da false riappacificazioni e nuovi inizi

Cosa è la spirale della violenza
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Murale contro il femminicidio a Roma

Ogni tre giorni in Italia una donna viene uccisa da un uomo. Nel 58,8% dei casi l’omicidio si è verificato nell’ambito della relazione di coppia, il 25,2% delle donne è invece vittima di un altro parente. Una guerra quotidiana, nascosta tra le mura delle nostre case, una guerra degli uomini contro le donne.

La violenza domestica spesso si presenta in modo subdolo. Non sempre si tratta di violenza fisica, o almeno non sempre inizia come tale, bensì nasce come violenza psicologica e manipolazione, difficile da riconoscere, difficile da raccontare. E una volta che una donna entra nella cosiddetta spirale della violenza è difficile uscirne: ci vogliono coraggio e molta determinazione. Ci vuole quella sicurezza in sé che l’uomo maltrattatore tenta in tutti i modi di attaccare, in modo da avere il controllo totale della partner.

1. Intimidazione: l’uomo fa di tutto perché la partner viva in uno stato costante di paura. Minaccia di lasciarla, di andarsene se lei non lo ascolta, se non si sottomette, se non è disponibile sessualmente. Spesso questa prima fase passa in sordina, confusa con quella che la nostra cultura ci indica come gelosia (tipica l’espressione “Se fai questo… vuol dire che non mi ami”, che va a pizzicare anche le corde del senso di colpa).

2. Isolamento: a seguito delle continue richieste e lamentele del compagno, la donna è spinta a isolarsi dal resto del mondo: si allontana dalle sorelle e dalla madre, dalle amiche, dalle colleghe. In questo modo risulta ancora più in balia del compagno, sola se non fosse per lui. E il maltrattatore acquista maggiore controllo e potere.

3. Svalorizzazione: è l’apice della violenza psicologica. I comportamenti dell’uomo sono volti a svalorizzare la donna e far nascere in lei insicurezza, senso di inadeguatezza e incapacità, che presto portano a una profonda perdita dell’autostima. La donna, ormai sempre più succube, tende a giustificare quanto le accade.

4. Segregazione: non solo l’uomo allontana la donna dai suoi precedenti contatti, ma la priva anche dei contatti casuali che la portano fuori di casa nella vita di tutti i giorni, come ad esempio il medico di base, i negozianti, la vicina.

5. Violenza economica: l’uomo cerca di limitare l’accesso all’indipendenza economica della donna, per esempio impedendo la ricerca o il mantenimento del lavoro di lei, non dando informazioni riguardo ai soldi sul conto corrente, costringendola a sottoscrivere contratti e tenerla in una situazione di continua privazione economica.

Questo clima di violenza psicologica fatta di minacce, divieti, denigrazione, colpevolizzazione, può sfociare in episodi di violenza fisica e sessuale, oppure alternarsi con momenti di false riappacificazioni.

6. Violenza fisica: alla violenza psicologica segue e/o si accompagna la violenza fisica, che spesso sfocia nella violenza sessuale. Vi sono compresi comportamenti quali: spintonare, costringere nei movimenti, sovrastare fisicamente, rompere oggetti come forma di intimidazione, picchiare, schiaffeggiare, soffocare, bruciare con la sigaretta, minacciare o usare armi da taglio o da fuoco, privare di cure mediche, privare del sonno.

7. Violenza sessuale: battute a sfondo sessuale, telefonate oscene, rapporti sessuali non voluti, umilianti, dolorosi, o non protetti (con rischio di gravidanze non volute), esposizione a materiale porno, costrizione alla prostituzione. La violenza sessuale avviene anche nei casi in cui la donna non è costretta in quel momento ad avere rapporti sessuali, per esempio dopo essere stata picchiata.

8. False riappacificazioni: è la cosiddetta “luna di miele”. A momenti di violenza si alternano momenti di pentimento. E sono proprio questi momenti, in cui il partner sembra tornare quello di cui si è innamorata tempo prima, a spingere la donna a perdonare, a giustificare, a sperare in un cambiamento perenne. Un cambiamento che non arriverà mai. Queste fasi possono durare da 3 giorni a 6 mesi.

9. Ricatto sui figli: se le minacce e i maltrattamenti sono quotidiani o tali comunque da scatenare la paura della donna, allora giunge la ribellione. A questo punto l’uomo fa leva sui figli: minaccia di toglierli alla partner qualora non torni ad essere remissiva.