La testimonianza

Elisa Ramundo: “Dopo il tumore non mi fidavo più della vita. La malattia non ha ucciso il mio sogno"

La storia di Elisa, curata per un tumore al colon: “Se non fosse per la ricerca io non sarei qui”

Elisa Ramundo: “Dopo il tumore non mi fidavo più della vita. La malattia non ha ucciso il mio sogno"
@Carlo Ramerino
Elisa Ramundo

Elisa Ramundo, padovana di 44 anni, è una top manager nel settore legale. L’amore per la sua professione l’ha condotta fin negli Stati Uniti. 

A 29 anni, come uno tsunami, la diagnosi di tumore travolge la sua giovane esistenza. Elisa in quel momento si trova a Roma, lavora presso uno studio legale della città e sta progettando il suo trasferimento negli Stati Uniti per frequentare un master all’università di Chicago.

Elisa inizialmente sottovaluta il dolore al ventre e il sangue nelle feci ma ad un certo punto i sintomi si intensificano e la colonscopia evidenzia un tumore al colon. “Non ho mai fumato una sigaretta o bevuto alcol, sono stata sempre attenta e in famiglia non c’erano altri casi”, racconta- “Era il giugno del 2008, ho ricevuto la diagnosi con mia sorella, mentre lei piangeva io chiedevo al medico le tempistiche dell’intervento, perché a settembre mi aspettava l’America”.

“E’ stato un percorso faticoso- confessa- ho trascorso il mio trentesimo anno in ospedale, inchiodata ad un letto. Un giorno chiesi a mia madre: mamma, credi che ritornerò a sorridere?”. 

Elisa a causa della malattia è costretta ad affrontare due interventi e otto cicli di chemioterapia combinata all’ospedale San Raffele di Milano. Viene sottoposta ad una chemio sperimentale, proprio per la giovane età e il cancro particolarmente aggressivo. “Se non fosse per la ricerca io non sarei qui” afferma commossa e racconta “Dopo il cancro, non è tutto in discesa. Sono stata fortunata, è vero, ma hai paura di fidarti di nuovo della vita. Invece bisogna continuare a fidarsi della vita e a scommettere nella vita, a investire”. E lancia un appello: “Bisogna parlare del cancro e della ricerca per far si che questa malattia sia sempre più curabile. Tutti noi investiamo sul nostro futuro, anche 50 centesimi, anche 1 euro sono il migliore investimento per il futuro”.

Oggi Elisa fa tesoro della sua esperienza ed è grata alla ricerca, ai progressi che le hanno regalato una nuova esistenza. L’esperienza del tumore è sempre presente ma, con forza e tanto coraggio non ha rinunciato al sogno più grande, l’America.

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