I guai di Musk

"Licenziamenti illegali", in Ghana i dipendenti di Twitter si appellano al governo

E intanto chiude la sede di Bruxelles: la Commissione Ue senza interlocutori sul rispetto dei regolamenti contro disinformazione e illegalità

"Licenziamenti illegali", in Ghana i dipendenti di Twitter si appellano al governo
Reuters
Elon Musk

Quattro giorni. Sono quelli passati dall'apertura della sede di Twitter nella capitale ghanese Accra, la prima in Africa, e il licenziamento di tutti i dipendenti che vi avrebbero dovuto lavorare, tranne uno. Così ora Elon Musk deve fare i conti con un contenzioso di lavoro in uno dei paesi subsahariani più attivi sul social network. 

I lavoratori, una decina, si sono rivolti al ministero del Lavoro, e si appellano al rispetto delle leggi nazionali su buonuscite, liquidazioni e preavvisi. La loro avvocata, Carla Olympio, ha detto alla Cnn che "sembra che sia stato fatto poco tentativo di rispettare le leggi sul lavoro del Ghana e le protezioni ivi sancite per i lavoratori in circostanze in cui le aziende stanno intraprendendo licenziamenti di massa a causa di una ristrutturazione o riorganizzazione"

"A tutti sono stati offerti 3 mesi di licenziamento, che è il 50% in più rispetto a quanto richiesto dalla legge", aveva twittato Musk nelle scorse settimane. Sulla vicenda africana non ha voluto rispondere alle domande dell'emittente all-news statunitense. 

Un altro fronte aperto per la piattaforma di microblogging è quello europeo. Twitter ha deciso infatti di chiudere il suo ufficio di Bruxelles, gli ultimi due dipendenti hanno lasciato l'azienda la settimana scorsa. Eranoi responsabili della digital policy del social in Europa, inclusa quindi la conformità al codice contro la disinformazione dell'Ue e al Digital Services Act, il regolamento in vigore da febbraio 2024 che impone alle piattaforme online di fare di più per contrastare contenuti illegali, pena multe fino al 6% del fatturato globale annuo. “Sono preoccupata per la notizia del licenziamento di una grande quantità di personale di Twitter in Europa. Se vuoi rilevare efficacemente e agire contro la disinformazione e propaganda, ciò richiede risorse. Soprattutto nel contesto della guerra di disinformazione russa”, ha twittato la vicepresidente della Commissione europea Vera Jourova.

 

Non si sono ancora spenti, intanto, gli echi della decisione di ieri di riammettere gli account banditi: gli esperti esprimono preoccupazione che il ritorno di massa di utenti che erano stati vietati per reati come minacce violente, molestie e disinformazione, e c'è chi invita Google e Apple a riconsiderare l'offerta dell'app stessa dai loro cataloghi.