Migranti

Geo Barents a Catania: a terra 357 persone, 215 restano a bordo. Da Humanity 1 scesi in 144 su 179

SOS Humanity decide di ricorrere al Tar del Lazio contro le decisioni del governo di uno sbarco "selettivo". In attesa Ocean Viking e Rise Above. Crosetto: "Coniugate umanità e fermezza". Tajani: "Patto europeo per la gestione di tutte le rotte"

Sono 357 i migranti - soprattutto donne e bambini -  sbarcati dalla nave Geo Barents, natante di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere, approdata nel porto di Catania. Concluse le operazioni di sbarco, a bordo restano 215 naufraghi. Lo riferisce la stessa Ong. Su disposizione del Viminale è stato concesso solamente lo sbarco dei soggetti fragili.

La nave aveva ricevuto l'autorizzazione dalle autorità italiane affinché venissero valutati i casi di vulnerabilità a bordo. Medici Senza Frontiere aveva fatto sapere che, tra i 572 a bordo, c'erano tre donne in gravidanza e più di 60 i minori, di cui 56 non accompagnati.

Intanto, Sos Humanity fa sapere che ricorrerà al Tar del Lazio contro i provvedimenti del governo in relazione alle operazioni in corso a Catania. Lo afferma una nota della Ong. La sua nave Humanity 1 è ancora ormeggiata nel molo di levante del porto di Catania. A bordo, secondo stime della Ong tedesca, ci sono ancora circa 24 uomini, dopo lo sbarco di 155 migranti che rientravano nei requisiti previsti dal provvedimento adottato dal Viminale. “Oggi il nostro capitano Joachim Ebeling è stato contattato dalle autorità affinché lasci il porto con i 24 sopravvissuti. Il nostro capitano ha risposto alla email e ha spiegato che che non può farlo e che rimarremo qui assieme ai sopravvissuti finché non saranno sbarcati”: lo ha riferito la Ong Sos Humanity.

“Un'operazione di soccorso si può considerare terminata solamente una volta che tutti i sopravvissuti sono stati fatti sbarcare in un luogo sicuro. Lo sbarco selettivo e parziale, come quello proposto dalle autorità italiane, non è da considerarsi legale secondo le convenzioni di diritto marittimo”: lo sostiene Medici Senza Frontiere, che aggiunge: “Secondo il diritto internazionale - prosegue la ong - una nave non è responsabile dell'accoglienza a bordo dei sopravvissuti laddove siano possibili soluzioni alternative. Inoltre, il governo responsabile dovrebbe prendere ogni misura necessaria per far sì che i sopravvissuti restino a bordo il minor tempo possibile, secondo quanto stabilito dalle Linee guida sul trattamento delle persone soccorse in mare”.

Restano al largo della costa etnea altre due navi Ong: la tedesca Rise Above, con a bordo 90 persone, e le norvegesi Ocean Viking, 234 migranti a bordo. La situazione resta delicatissima anche per le incerte condizioni meteo.

Intanto, arriva un tweet di ringraziamento del premier ungherese Viktor Orban, che ringrazia Giorgia Meloni per proteggere i confini dell'Europa con la nuova politica migratoria inaugurata dal suo governo.

I migranti a bordo della Humanity 1 Twitter/@soshumanity_de
I migranti a bordo della Humanity 1

Allarme per un altra imbarcazione a largo di Malta

Alarm Phone lancia nel frattempo un'allerta per una nave con circa 500 perone a bordo, “in fuga dalla Libia”, che si trova “in difficoltà nella zona Sar a est dell'arcipelago di Malta”. Il servizio di vigilanza degli attivisti sulle rotte dei migranti segnala su Twitter che “le autorità sono state informate: chiediamo l'immediata attivazione di un'operazione di salvataggio” dei migranti “a rischio della loro vita”, si legge nel post.

"È stato firmato anche dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, insieme ai colleghi di Interno e Difesa, il divieto alla Geo Barents di sostare nelle acque territoriali nazionali oltre il termine necessario ad assicurare le operazioni di soccorso e assistenza nei confronti delle persone che versino in condizioni emergenziali e in precarie condizioni di salute segnalate dalle competenti Autorità nazionali. A tutte le persone che restano sulla imbarcazione sarà comunque assicurata l'assistenza occorrente per l'uscita dalle acque territoriali". Lo confermano fonti vicine al ministero.

I migranti sbarcano a Catania Twitter/@soshumanity_de
I migranti sbarcano a Catania

Gli sbarchi nella notte

Sono 35, e non 24 come appreso in precedenza dalla ong Sos Humanity, i naufraghi che restano a bordo della Humanity 1 al porto di Catania, al termine delle ispezioni. Si tratta di uomini adulti, senza problemi medici. Sarebbero quindi sbarcati a Catania 144 dei 179 migranti che erano a bordo della nave. Lo riferisce la stessa ong.
La nave Humanity 1 della ong Sos Humanity è attraccata ieri sera a Catania con 179 migranti naufraghi a bordo. Dopo una ispezione da parte delle autorità italiane, ai sensi del decreto che sancisce il solo sbarco delle persone fragili, sono stati fatti uscire tre ragazze minorenni e un bambino di 7 mesi, mentre sul molo una trentina di attivisti chiedevano lo sbarco di tutti i naufraghi. 

"Un pool di avvocati sta seguendo la posizione legale dei 35 profughi rimasti a bordo della nave Humanity  1. Non partiranno, perché sarebbe illegale. Ci stiamo attivando per  fare valere la legge e il diritto internazionale" ha affermato Aboubakar Soumahoro, deputato della Camera di Verdi e Sinistra  italiana, sul molo 25 del porto di Catania.

I naufraghi soccorsi a Catania scendono dalla Humanity 1 Twitter/@soshumanity_de
I naufraghi soccorsi a Catania scendono dalla Humanity 1

Il governo: chi ha i requisiti può sbarcare

"Le persone che hanno i requisiti possono sbarcare, ci facciamo carico di chi  presenta problemi di ordine assistenziale e umanitario senza derogare al fatto che gli obblighi di presa in carico competono allo Stato di bandiera". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi a Milano, parlando delle navi di ong con migranti a bordo al largo delle coste italiane. "Gli altri devono tornare fuori dalle acque territoriali e se ne deve fare carico lo Stato di bandiera - ha aggiunto. Noi saremo fermi su questo principio senza venire meno agli obblighi umanitari su cui non faremo mai marcia indietro".

"Si è deciso di dare assistenza sanitaria e accoglienza a chi ne ha bisogno e assistenza alla nave che riprenderà la sua rotta con gli altri a bordo. Non si è voluto accettare la sfida tribale di chi è disposto ad usare le persone per calpestare diritto, accordi e leggi". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Si sono coniugati umanità e fermezza - prosegue il ministro - non è accettabile che un Paese intervenga a gamba tesa sapendo che abbiamo ragione. Va difesa una posizione giusta senza sudditanza e senza giocare sulla vita di chi soffre". 

Al vertice dei ministri degli esteri dei Paesi Ue del 14 novembre "andrò a dire una cosa molto chiara: che serve un patto a livello europeo per la gestione degli sbarchi e delle rotte dei migranti". Così il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, che conferma la linea dura sulle Ong e chiama in causa la magistratura. "Gli Stati - sottolinea Tajani - devono farsi carico delle navi che portano la loro bandiera", ma non è un problema di singoli Paesi, ma di "rispetto delle regole generali". "Siamo d'accordo- afferma - con il ministro Piantedosi: la priorità è accogliere i fragili, i malati, le donne, i bambini, le donne incinte". "La responsabilità - prosegue - è dei comandanti. Non possiamo agire sugli Stati, ma su di loro sì. Con l'intervento della magistratura laddove si configurasse un reato in acque italiane".

La nave attraccata in porto a Catania Twitter/@soshumanity_de
La nave attraccata in porto a Catania

Le reazioni delle Ong

SOS Humanity -"Respingere i rifugiati al confine italiano viola la Convenzione di Ginevra e il diritto internazionale. Tutte le 179 persone soccorse in mare a bordo di Humanity 1, così come a bordo delle navi di soccorso civile Ocean Viking, Geo Barents e Rise Above, hanno bisogno di protezione. L'Italia è obbligata a lasciare che tutti i sopravvissuti scendano a terra immediatamente". A dirlo all'Adnkronos è Mirka Schäfer, dell'ufficio legale di Sos Humanity. 

Msf - "A dieci giorni dal primo soccorso è inaccettabile l'attesa a cui sono sottoposti i profughi a bordo. Parliamo di sopravvissuti del mare che hanno passato giorni alla deriva, di uomini e donne che ci hanno raccontato mesi di torture". Lo dice Candida Lobes, responsabile comunicazione Msf.

Humanity 1 a Catania questa mattina ansa
Humanity 1 a Catania questa mattina