La linea dura del governo

La Rise Above arrivata in porto a Reggio Calabria. A Catania due navi bloccate: "Help Us"

Sulla Humanity ancora 35 migranti e 214 sulla Geo Barents. Dalla Ocean Viking: "Situazione esplosiva". Intanto, 500 salvati in un'operazione coordinata dall'Italia, per loro sbarco immediato

La Rise Above arrivata in porto a Reggio Calabria. A Catania due navi bloccate: "Help Us"
mission-lifeline.de
Nave Rise Above

La nave Rise Above è appena arrivata al porto di Reggio Calabria dove ha attraccato al molo di ponente. La nave è stata scortata da 2 motovedette della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto. Sono previste le operazioni di sbarco degli 89 migranti a bordo. Da giorni la nave della ong Mission Lifeline si trovava davanti alla costa orientale della Sicilia in attesa dell'assegnazione di un porto. Cosa che è avvenuta ieri sera. Secondo quanto si è appreso i migranti sbarcheranno tutti, a differenza della GeoBarents e Humanity one a Catania, perché quello della Rise Above è considerato come un evento Sar. Il gruppo di  migranti è composto da 55 adulti, tra cui 19 donne, e 34 minori, 8 dei quali di età inferiore ai 7 anni.

Continua invece l'attesa al largo della costa siciliana, dove gli equipaggi delle navi ong, Humanity 1 e Geo Barents, che hanno potuto fare scendere i migranti "fragili", si rifiutano di ripartire con a bordo le altre persone ritenute in buone condizioni di salute. Un centinaio di persone ha manifestato di fronte alla Geo Barents, scandendo slogan come "Se non scende l'ultimo, noi non ce ne andiamo". Dalla nave, i migranti gridano “help us”, aiutateci. "A bordo la situazione è molto tesa, le persone non capiscono perché gli altri sono sbarcati e loro no", afferma il capo missione Juan Matias Gil, “abbiamo chiesto una rivalutazione delle persone a bordo perché alcune hanno avuto attacchi di panico e nessuno ha avuto valutazioni psicologiche”. Gil ha poi aggiunto di stare valutando le prossime mosse con i legali: “Gli sviluppi sono abbastanza complessi”.

Ancora senza un porto la Ocean Viking. "La situazione sulla Ocean Viking è diventata insostenibile per i 234 naufraghi". Lo afferma l'ong Sos Mediterranee. "Dopo 17 giorni a bordo, il bilancio della loro salute mentale è critico: molti soffrono di insonnia, ansia e depressione. Alcuni - scrive - manifestano l'intenzione di buttarsi in mare per la disperazione. Lo stato di salute di diversi sopravvissuti che necessitano di cure ospedaliere si sta deteriorando, così come il benessere generale a bordo". "L'equipaggio assicura ai naufraghi che sbarcheranno tutti sani e salvi, ma la speranza si affievolisce con il persistere dell'incertezza - spiega l'Ong -. Siamo profondamente preoccupati per i sopravvissuti rimasti su Humanity1 e GeoBarents. Gli sbarchi selettivi sono inconciliabili con il diritto umanitario e marittimo e mettono in pericolo la sicurezza delle persone soccorse in mare. Tutti i naufraghi devono sbarcare ora".

Al contempo, circa 500 migranti sono stati salvati in un'operazione di ricerca e soccorso gestita dall'Italia nel Mediterraneo. Nessuna attesa né sbarchi selettivi, in questo caso: oltre 250 sono stati portati dalle motovedette ad Augusta e stanno già sbarcando mentre altri 220 circa, soprattutto donne e minori, saranno trasferiti a Pozzallo.

Mentre il tema degli sbarchi continua a infiammare il dibattito politico, le ong fanno appello: "La situazione continua a peggiorare, l'angoscia e la tensione salgono. Devono sbarcare tutti". Sulla Humanity, in particolare, un gran numero di naufraghi ha cominciato a mangiare poco o saltare i pasti a causa della fase depressiva che ora stanno attraversando, fa sapere l'equipaggio.

Tre giovani si sono tuffati in mare dalla Geo Barents. In due hanno nuotato fino ad un galleggiante e poi sono stati recuperati dalle autorità e portati sul molo vicino alla nave di Medici senza frontiere, dove hanno chiesto asilo. Il terzo è risalito a bordo.

"Nel provvedimento in cui si dice al comandante della nave di lasciare il porto di Catania con a bordo i 35 migranti rimasti a bordo non c'è una scadenza, un termine temporale". È quanto sottolineato in ambienti vicini ai legali della Humanity 1, anche in relazione alla tempistica di presentazione dei ricorsi al Tar e al tribunale civile. Il capo missione Till Rummenhohl ha inoltre sottolineato che "Quella che ci è stata concessa non è stata l'assegnazione di un porto, ci è stato concesso solo di attraccare a Catania per fare sbarcare i soggetti fragili. Questa è una cosa differente. Noi non vogliamo lasciare questo porto, non ci muoveremo da qui finché ogni singola persona non sarà scesa da questa nave. Ogni persona ha gli stessi diritti e la stessa protezione in base alla convenzione di Ginevra"

La situazione

“I 357 migranti che sono stati fatti sbarcare ieri a Catania, riconosciuti come minori o soggetti fragili, sono stati collocati al Palaspedini. Al momento siamo in attesa di capire la loro destinazione. Nel caso in cui il numero dei naufraghi dovesse crescere, siamo disponibili anche ad incrementare i dormitori", ha detto Federico Portoghese, commissario prefettizio del Comune e della Città metropolitana.

572 migranti restano a bordo delle imbarcazioni. Due navi sono arrivate in porto a Catania nel fine settimana, la Humanity 1 e la Geo Barents; un'altra, la Ocean Viking incrociano al largo delle coste catanesi. 

Nella Humanity 1 sono rimaste a bordo 35 persone soccorse, dopo che 144 sono state fatte scendere perché ritenute ‘fragili’ dalla commissione medica degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera. 

Sulla Geo Barents di Medici senza frontiere ci sono 214 migranti, dopo che 357 sono stati fatti sbarcare ieri ed un altro è stato evacuato nella notte.

Per quanto riguarda le navi non ancora in porto, sulla Ocean Viking ci sono 234 persone, mentre sulla Rise Above sono presenti 89 migranti.

"Una sanzione di 50 mila euro, se non lasciano il porto di Catania, è stata notificata alle due navi delle ong", ha detto il co-portavoce di Europa verde, Angelo Bonelli. La mail è stata notificata a Humanity 1, che l'ha resa nota mentre Medici senza frontiere precisano che la nave Geo Barents "ha ricevuto un avvertimento che ci dice che se non rispettiamo le norme del decreto rischiamo una multa fino a 50mila euro, ma che ancora non ha ricevuto nessuna multa". 

La Commissione Europea, attraverso una portavoce, ribadisce che vi è il "dovere morale e legale di salvare le persone in mare, in base alle leggi internazionali". Le Nazioni Unite, e l'alto comissariato per i rifugiati (Unhcr), hanno affermato in una nota: "Abbiamo accolto con favore gli sforzi dell'Italia per lo sbarco di circa 400 persone, le più vulnerabili a bordo di Humanity 1 e Geo Barents, tra cui minori che viaggiavano da soli e altre persone che avevano bisogno di cure mediche urgenti. Tuttavia, è urgente trovare una soluzione per tutti gli altri sopravvissuti su tutte e quattro le navi in mare".

"La selezione dei migranti non è fatta in base ai loro interessi ma a quelli degli scafisti che li portano. I poveri tra i poveri, vecchi, malati, moribondi, rimangono lì. Quelli che vengono in Italia possono permettersi di pagare dai 2 ai 5 mila euro a queste organizzazioni che li trasportano. Noi li prendiamo non perché siamo buoni ma perché siamo rassegnati", ha affermato il ministro della Giustizia Carlo Nordio. "Per quanto riguarda la gestione dei migranti, il trattato di Dublino è chiarissimo: la gestione deve essere fatta dallo Stato di primo accesso", ha affermato Nordio. "La vera soluzione - ha aggiunto - sta nell'accordarci con gli amici della Ue". Nordio ha ribadito che "il comandante di una nave è un pubblico ufficiale. Chi accoglie il migrante lo fa nel suo Stato, che è quello della bandiera della nave. Non c'è altra soluzione dal punto di vista giuridico", ha concluso.