Il caso abusi nella ginnastica ritmica

Nina Corradini parla al Gr1: "Nessuna ragazza deve più scegliere tra la sua passione e la salute"

La ex atleta Corradini, insieme alle ex colleghe Basta e Galtarossa, ha denunciato abusi e violenze verbali da parte dello staff della nazionale durante il loro periodo di attività nel mondo della ritmica

Nina Corradini parla al Gr1: "Nessuna ragazza deve più scegliere tra la sua passione e la salute"
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Nina Corradini, nazionale italiana di ginnastica ritmica

E' stata la prima a rompere il silenzio sugli abusi nel mondo della ginnastica ritmica. Un caso che scotta e che è deflagrato subito dopo l'insediamento del nuovo Ministro dello Sport e dei Giovani, Andrea Abodi.

Alla sua denuncia hanno fatto seguito quelle di altre colleghe ex farfalle, Anna Basta e Giulia Galtarossa, che hanno trovato il coraggio di abbattere il muro di omertà sulle pressioni psicologiche subite in giovanissima età da allenatori e staff della nazionale di ginnastica ritmica. 

Oggi Nina Corradini, dai microfoni del Giornale Radio Rai, ha ringraziato tutti coloro che l'hanno supportata e incoraggiata in questo momento difficile, ma soprattutto ha lanciato un appello perchè nessuna bambina o ragazza debba più trovarsi a dover scegliere tra la propria passione e la salute

“Non è stato facile per me ripercorrere la mia esperienza ma ho scoperto di essere tutt’altro che sola. Il mio caso è paragonabile a quello di tantissime altre bambine e ragazze che tutti i giorni vivono la stessa esperienza, subendo in silenzio quello che ho vissuto io. Mai avrei pensato che le mie parole potessero avere una forza e un’eco così grandi”, ha detto Nina Corradini al microfono di Bruno Sokolovic.

In questo contesto, il Ministro Abodi ha voluto incontrare insieme il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e quello della Federginnastica, Gherardo Tecchi, con il caso già finito sul tavolo del sostituto procuratore di Brescia Alessio Bernardi dopo l'esposto presentato dalle atlete, in cui però non compaiono nomi di allenatori o dirigenti. Il neo ministro è stato chiaro. “Le medaglie sono un fattore di orgoglio nazionale, ma non potranno mai coprire gli errori”.

Andrea Abodi è il ministro dello Sport e dei Giovani ansa
Andrea Abodi è il ministro dello Sport e dei Giovani

Sul caso è intervenuta anche Marta Pagnini, capitana delle Farfalle a Rio 2016, solidale con la Corradini e le sue colleghe: "Uno degli aspetti fondamentali della ritmica - ha spiegato in una lettera aperta ai media - é la grande disciplina che viene presto appresa dalle atlete, fin dai primi giorni in palestra e senza distinzione di livello: dalla pettinatura alla postura, dalla cura del proprio corpo al rispetto per le compagne e per gli insegnanti. Nel mio percorso ho dovuto far fronte a tanti ostacoli, alcuni ‘fisiologici’, classici del percorso di una ginnasta, altri assolutamente evitabili e che hanno lasciato piccole o grandi ferite nel mio cuore di bambina, adolescente e poi donna".