Da Teheran a Roma

Alessia Piperno è rientrata in Italia: "In cella sono stati 45 giorni duri"

Tornata nell'appartamento dei genitori tra le braccia del padre. La blogger romana era stata arrestata il 28 settembre scorso in Iran. Presa in consegna dalle autorità italiane direttamente in aeroporto a Teheran. Ad accoglierla a Ciampino la premier

Alessia Piperno è rientrata in Italia: "In cella sono stati 45 giorni duri"
Ansa
Alessa Piperno rientrata a casa

“In carcere sono stati 45 giorni duri": è l'unico commento, per ora, che affida ai cronisti che l'hanno attesa sotto casa, nel quartiere romano di Appio Latino. Alessia Piperno è rientrata da pochi minuti nell'appartamento dei genitori, ai Colli Albani. Riabbracciata dal padre, che l'ha accompagnata a casa, la trentenne romana - arrivata intorno alle 17 a Ciampino - con indosso un piumino bluette con cappuccio e un cappello verde, è entrata nel portone del condominio senza rilasciare altre dichiarazioni.

Il volo che l'ha riportata a Roma è arrivato a destinazione circa due ore fa. Il Falcon 900 ha toccato la pista dell'aeroporto militare di Ciampino alle 17,08. Ad attenderla, i genitori insieme alla premier Giorgia Meloni. La blogger romana è stata liberata dopo 40 giorni di prigionia in Iran. C'era attesa sotto casa, nel quartiere Appio Latino, dove vive la famiglia e i genitori gestiscono una libreria.

"Sto bene, sono emozionata e commossa": Alessia Piperno ha chiamato i genitori al telefono appena salita sull'aereo per Roma che le ha restituito la libertà. La blogger sarebbe stata consegnata ai funzionari dell'ambasciata italiana a Teheran direttamente in aeroporto. Una volta sull'aereo, la prima cosa che ha fatto è stata chiamare i genitori in Italia.

"Dopo un intenso lavoro diplomatico oggi Alessia Piperno è stata rilasciata dalle autorità iraniane e si appresta a tornare in Italia. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a che Alessia riabbracci i familiari, ha informato i suoi genitori nel corso di una telefonata, pochi minuti fa" ha poi reso noto Palazzo Chigi in un una nota, cui ha fatto seguito l'annuncio in diretta tv della premier, mentre era impegnata in un vertice con il segretario della Nato.

"Mi perdonerà il segretario Stoltenberg se faccio una cosa irrituale, ma avrete saputo che Alessia Piperno sta tornando a casa. Volevo ringraziare il nostro servizio di intelligence, il sottosegretario Mantovano e il ministero degli Esteri per il lavoro straordinario e silenzioso fatto per riportare a casa questa ragazza" ha detto Meloni, chiudendo il punto stampa con il numero uno della Nato oggi in visita a Palazzo Chigi. 

La presidente ha informato personalmente i genitori di Alessia del suo rilascio. E sarà la stessa presidente del consiglio ad accogliere la blogger al suo arrivo all'aeroporto di Ciampino, dove si stanno dirigendo anche i genitori di Alessia. 

"Intenso lavoro, è una bella notizia per tutti", ha detto il ministro degli esteri Tajani che in mattinata ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo iraniano Amirabdollahian.

La blogger, 30 anni, era incarcerata a Evin da due mesi. Un fattore chiave è stato quello della tempestività nel rilascio prima che iniziasse il processo a suo carico. “Non riesco ad andarmene da qui” aveva detto in uno dei suoi video. 

Un doppio canale per liberazione

Un lavoro durato oltre un mese e che si è mosso su un 'doppio' canale: quello diplomatico e quello d'intelligence. La trentenne era stata trasferita a fine settembre nel carcere di Evin dopo l'arresto e là, secondo quanto è stato possibile ricostruire al momento, era stata messa in una cella con un'altra donna. Le sue condizioni e il trattamento a lei riservato per tutto il tempo in cui è rimasta rinchiusa in carcere, sarebbero stati monitorati dalla nostra diplomazia.

Alla liberazione, avvenuta questa mattina, si è arrivati dunque con un lavoro su più piani e al quale le autorità di Teheran hanno risposto positivamente, con un gesto di distensione in un momento in cui - vista anche l'attuale situazione internazionale - non sarebbe stato opportuno creare ulteriori frizioni con altri paesi e in particolare con l'Italia, visti i diversi rapporti e relazioni che intercorrono tra i due paesi.

"Rilasciata. Ti aspettiamo Ale". Questo uno dei primi messaggi pubblicati su Instagram dagli amici di Alessia Piperno appena appresa la notizia della sua liberazione. #rilasciata diventa trend topic sui social.

L'arresto di Alessia

Alessia era stata arrestata il 28 settembre scorso, giorno del suo trentesimo compleanno, mentre era in viaggio in Iran, nello stesso mese in cui sono cominciate le massicce proteste per Mahsa Amini. Piperno stava documentando il suo viaggio nel paese islamico e aveva avuto problemi con il rinnovo del visto. Momenti d'ansia avevano avvolto il caso, sin dall'inizio anche quando le autorità iraniane hanno usato parole poco tranquilizzanti sugli stranieri detenuti accusati di aver preso parte alle proteste anti-governative. “Mia figlia non partecipava a quelle proteste” aveva chiarito il padre Alberto

E soprattutto quando la famigerata prigione di Evin ha preso fuoco il 15 ottobre scorso. La Farnesina aveva subito tranquillizzato sulla sorte della viaggiatrice “Sta bene”. Poi giorni di silenzio intorno al caso, ma solo per garantirne il lieto fine. Di recente altri prigionieri prima di Alessia sono stati rilasciati, tra cui una coppia blogger neozelandese, anche loro viaggiatori seriali.