Amsterdam

"Un missile sparato dai separatisti abbatté il volo MH17", ergastolo a Igor Girkin e altri due

Il 17 luglio 2014 morirono l'equipaggio e tutti i 298 passeggeri, più della metà olandesi. Il premier olandese Mark Rutte: "Passo verso verità e giustizia", il presidente dell'Ucraina Zelensky: "Ora si trovino i mandanti". Mosca: "Sentenza politica"

"Un missile sparato dai separatisti abbatté il volo MH17", ergastolo a Igor Girkin e altri due
REMKO DE WAAL/EPA/ANSA
La lettura della sentenza sul volo MH17, ad Amsterdam

Un tribunale olandese ha sancito in una sentenza emessa oggi che il volo MH17 della Malaysia Airlines del 17 luglio 2014 è stato abbattuto da un missile di fabbricazione russa sparato da un campo in Ucraina orientale e che all'epoca la Russia controllava le forze separatiste. "Non vi è alcun ragionevole dubbio" che il volo sia stato abbattuto da un missile Buk, ha detto il giudice Hendrik Steenhuis nell'aula di alta sicurezza dell'aeroporto di Amsterdam-Schiphol, gremita di parenti delle vittime.

Gli ex ufficiali russi Igor Girkin e Sergei Dubinsky e il leader separatista ucraino Leonid Kharchenko sono stati condannati all'ergastolo per omicidio, il russo Oleg Poulatov, anche lui nei ranghi dei servizi, è stato assolto per mancanza di prove. Girkin,  51 anni, ex colonnello del Servizio di sicurezza federale russo (Fsb) era ai tempi ministro della difesa e comandante delle forze armate dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Secondo quanto riferito. Oggi risulta essere attivamente coinvolto nell'invasione dell'Ucraina, su di lui Kiev ha messo una taglia da 100.000 dollari.

Igor Strelkov alias Igor Girkin, in una conferenza stampa del 27 settembre scorso a Mosca Getty Images
Igor Strelkov alias Igor Girkin, in una conferenza stampa del 27 settembre scorso a Mosca

Agli imputati è contestato di aver ordinato il dispiegamento e l'uso del sistema missilistico, non di aver personalmente provveduto allo sparo. Il giudice ha affermato che i quattro non godevano di alcuna immunità dall'accusa in quanto non erano membri delle forze armate russe. Solo Pulatov si era dichiarato non colpevole tramite i propri legali, gli altri sono stati processati in contumacia e nessuno ha assistito al processo, iniziato a marzo 2020.

All'epoca l'area era teatro di scontri tra separatisti filo-russi e forze ucraine, un conflitto a bassa intensità precursore di quello scatenato dall'invasione russa dello scorso 24 febbraio. Sull'aereo, decollato da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur, in Malesia, morirono l'equipaggio e tutti i 298 passeggeri. Le intercettazioni telefoniche hanno indicato che gli imputati che credevano di avere mirato a un jet da combattimento ucraino.

La Russia nega qualsiasi coinvolgimento o responsabilità per l'abbattimento del velivolo e ha anche negato di avere avuto quasivoglia presenza in Ucraina nel 2014 e definisce la sentenza di oggi "politica" e "scandalosa". Si legge in una dichiarazione del ministero degli Esteri: “Siamo profondamente rammaricati del fatto che la corte abbia trascurato i principi di giustizia imparziale per il bene dell'attuale situazione politica, infliggendo così un grave colpo alla reputazione dell'intero sistema giudiziario dei Paesi Bassi”.

Giovedì, in un briefing a Mosca, il vice portavoce del ministero degli Esteri Ivan Nechaev ha detto ai giornalisti che il governo esaminerà i risultati della corte: "Studieremo questa decisione perché in tutte queste questioni, ogni sfumatura è importante", ha detto. Le vittime dell'MH17, che era in viaggio da Amsterdam a Kuala Lumpur, provenivano da 10 paesi diversi. Più della metà erano olandesi.

I rottami dell'aereo abbattuto, il 17 luglio 2014 AP Photo/Dmitry Lovetsky
I rottami dell'aereo abbattuto, il 17 luglio 2014

"La verità è sul tavolo: questa è la cosa più importante", ha detto Anton Kotte, che ha perso il figlio, la nuora e il nipote di 6 anni quando l'aereo è stato abbattuto. Robbert van Heijningen, che ha perso il fratello, la cognata e il nipote, ha definito l'abbattimento "un atto di barbarie" che non avrebbe mai potuto lasciarsi alle spalle, indipendentemente dal verdetto: "È una pietra nel mio cuore, e le pietre ... non spariscono".

Il pubblico in aula durante la lettura della sentenza AP Photo/Phil Nijhuis
Il pubblico in aula durante la lettura della sentenza

"Il verdetto della corte sul processo MH17 era atteso da tempo. È un fatto positivo che questo punto sia stato finalmente raggiunto. Questo è un altro passo nella ricerca della verità e della giustizia per le vittime e i loro cari", ha scritto su Twitter il premier olandese Mark Rutte, "ma è anche un altro giorno difficile e angosciante per molti familiari e amici delle 298 persone che hanno perso la vita in quel terribile giorno, il 17 luglio 2014. E per quanto importante sia questo verdetto, non è la conclusione finale. Non è la fine. Tutte le parti hanno ancora il diritto di presentare ricorso". 

 Il presidente ucraino Volodymyr Zelkensky ha definito una "decisione importante" quella presa dal tribunale olandese, aggiungendo di ritenere "cruciale che si tenga anche conto dei mandanti". Ciò è “fondamentale, poiché il sentimento di impunità porta a nuovi crimini. Dobbiamo dissipare questa illusione”.