Manovra

L'emendamento sull'abbattimento dei cinghiali scatena le polemiche. WWF: "Pagina vergognosa"

In Italia si conta un esemplare ogni ventisei abitanti, per un totale di 2,3 milioni di esemplari che mettono a rischio la salute e la sicurezza degli italiani con un incidente ogni 41 ore causato dalla fauna selvatica

L'emendamento sull'abbattimento dei cinghiali scatena le polemiche. WWF: "Pagina vergognosa"
pixabay
Cinghiale

L'Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) non usa mezzi termini quando si tratta di commentare l'emendamento, inserito dal governo nella legge di bilancio, che apre alla possibilità di abbattimenti di fauna selvatica ovunque (cinghiali compresi), anche in città e nelle aree protette, nei giorni di silenzio venatorio e nei periodi di divieto.

"In linea generale bisogna dire che sono 20 anni che si fanno abbattimenti selettivi di cinghiali - spiega Alessandro Piacenza, responsabile fauna selvatica dell'Oipa - ma non è un metodo corretto perché in questo arco di tempo il numero di esemplari continua a non diminuire. Ci sono studi scientifici che dimostrano come l'abbattimento selettivo faccia aumentare la dispersione degli animali. Se si ammazza la matriarca, ad esempio, i cinghiali si disperdono".

In Italia si conta un esemplare ogni ventisei abitanti, per un totale di 2,3 milioni di esemplari (analisi di Coldiretti su dati Asaps) che mettono a rischio la salute e la sicurezza degli italiani con un incidente ogni 41 ore causato dalla fauna selvatica. Per l'Oipa però l'emergenza cinghiali andrebbe affrontata “partendo da una miglior gestione dei rifiuti. L'emendamento ”Far west" non è accettabile perché andrebbe a "modificare la legge nazionale sulla caccia n. 157/92 che richiama una direttiva europea".

Prevedere l'abbattimento di cinghiale per cui si utilizzano pallettoni molto grossi, calibro 12, - per l'associaziane animalista - potrebbe creare pericolosità in città. Per evitare gli incidenti è importante non ricorrere alla caccia, perché in questo modo, gli animali vengono dispersi e spinti fuori dalle zone rurali verso la città. 

Noi di Oipa - conclude Piacenza - abbiamo avviato una sperimentazione con dei dissuasori per far restare gli animali nel bosco".

Manovra: ok emendamento su caccia a cinghiali in città ansa
Manovra: ok emendamento su caccia a cinghiali in città

Per il Pd sui cinghiali c'è la destra di Asterix e Obelix

"Per l'agricoltura italiana - ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura di Montecitorio - solo chiacchiere e distintivo, d'altronde quello è stato il filo conduttore di tutta la manovra, quel distintivo che avete voluto esibire sul petto con un'imboscata arrogante fatta alle 6 del mattino al termine della commissione Bilancio, quando avete forzato la mano per approvare un emendamento su un tema che noi per primi avevamo posto al ministro: la presenza abnorme dei cinghiali ungulati in gran parte d'Italia. Con il vostro blitz avete dato vita alla destra di Asterix e Obelix, che, di fronte all'invasione dei cinghiali, usano la pozione magica della caccia ovunque e contro qualsiasi animale per risolvere il problema. Con il vostro emendamento, siete andati molto oltre le necessità, modificando la legge n. 157, intervenendo su tutta la fauna selvatica, anche sulle specie protette in ogni luogo, aree urbane comprese".

cinghiali in città gettyimages
cinghiali in città

Per FdI la sinistra usa i cinghiali per aizzare le piazze

"La sinistra la smetta di aizzare le piazze come se ora fosse autorizzato sparare per le strade ai cinghiali. È spiegato chiaramente nell'emendamento che nessuno potrà cacciarli autonomamente e che si interverrà con un piano concordato tra i vari ministeri e le regioni. Quello dei cinghiali è un problema serio, un'emergenza reale che i cittadini lamentano da tempo: incidenti stradali, rischio di diffusione della peste suina, ingenti danni agricoli. È necessario contrastare la crescita indiscriminata della fauna selvatica, a partire proprio dai cinghiali e intervenire con decisione. Chi legge la norma e ha buona memoria sa benissimo che anche i partiti che ora sono all'opposizione, fino a poco tempo, si erano espressi favorevolmente in tal senso e adesso hanno perso l'ennesima occasione per tacere". Lo dichiara in una nota il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Tommaso Foti.

 

Cinghiali in una zona residenziale Getty
Cinghiali in una zona residenziale

Cacciatori formati abbatteranno i cinghiali

Saranno cacciatori ma "previa frequenza di corsi di formazione" coordinati dagli agenti dei corpi di polizia regionale o provinciale a partecipare ai piani di controllo del numero dei cinghiali che prevedono l'abbattimento e cattura degli animali anche in città. Piani che vengono autorizzati dalle Regioni, sentito l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, qualora altre misure di controllo si siano rivelati inefficaci. È quanto prevede l'emendamento in materia approvato alla manovra. Oltre ai cacciatori formati, le autorità deputate al coordinamento dei piani possono avvalersi dei proprietari o gli affittuari dei fondi nei quali si attuano i piani, purché muniti di licenza per l'esercizio venatorio, e anche nel loro caso, dopo la frequenza di corsi di formazione. Possono essere coinvolti, infine, le guardie venatorie, agenti dei corpi di polizia locale, con l'eventuale supporto, ma in termini tecnici e di coordinamento, del personale del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri.

cinghiali (Ansa/repertorio)
cinghiali

WWF: norma cinghiali è pagina vergognosa per tutela ambiente

"Una pagina vergognosa per la tutela dell'ambiente in Italia". Così il WWF definisce l'emendamento alla Legge di Bilancio che secondo l'associazione "stravolge la gestione faunistica italiana. Il provvedimento, inserito senza alcuna giustificazione nella Legge di Bilancio, introduce una norma che consentirà di cacciare nelle aree protette e persino nelle aree urbane, tutte le specie e per tutto l'anno". Per il WWF non ci sono dubbi: "È pericolosissimo prevedere la possibilità di cacciare in città e in parchi e riserve naturali che sono frequentati da cittadini, escursionisti, bambini (magari impegnati in attività di educazione ambientale). Già oggi sono decine ogni anno le persone, anche del tutto estranee alla caccia, vittime di incidenti di caccia, figuriamoci cosa potrà accadere se si consentiranno battute di caccia nei nostri centri urbani. Viene da chiedersi se i parlamentari che stanno votando a favore di questo provvedimento si rendano effettivamente conto di cosa stanno approvando e se sono pronti anche ad assumersene le responsabilità. Il provvedimento non ha alcuna giustificazione tecnico-scientifica e non è un caso che la norma ridimensioni fortemente il ruolo di ISPRA affidando direttamente la gestione faunistica ai cacciatori e ad organi regionali non ben identificati".

"Si sta per introdurre nel nostro Paese una caccia senza regole mascherata da attività di controllo. Un'attività che peraltro non porrà alcun freno alla proliferazione dei cinghiali perché si continua ad insistere nell'errore di affidare ai cacciatori la gestione faunistica, nonostante sia stata proprio la caccia a determinare, prima, l'immissione dei cinghiali a scopo venatorio in tante parti d'Italia e, dopo, il loro aumento attraverso sistemi di caccia sbagliati che determinano il disgregamento dei branchi moltiplicando il successo riproduttivo". 

 

Cinghiali 'urbani' nel letto del torrente Bisagno, Genova (Ansa)
Cinghiali 'urbani' nel letto del torrente Bisagno, Genova

Federparchi, per fauna selvatica servono specialisti 

"C'è ampia discussione e confusione sulla norma per il controllo della fauna selvatica. Non viene aperta la caccia in nessuna zona dove oggi è vietata, né in città né tantomeno nelle aree naturali protette. Già con le leggi vigenti è possibile svolgere attività di controllo in tali aree, nei soli parchi nazionali e regionali nel 2021 sono stati abbattuti oltre 16.000 cinghiali". Lo afferma Federparchi commentando in una nota la misura inserita in manovra e spiegando in particolare che "la norma va a modificare la legge157/92 (che riguarda la fauna selvatica) e non la 394/91, che riguarda le aree protette". L'emendamento, prosegue la federazione, "contiene aspetti positivi e criticità. È anche positivo che fra le motivazioni degli interventi sia stata inserita la sicurezza stradale. È invece inutile e dannoso limitare la possibilità degli interventi di controllo ai soli cacciatori per due motivi. Il provvedimento riguarda tutta la fauna selvatica, non solo quella oggetto di caccia, e se un cacciatore può possedere il know how per le operazioni di controllo che riguardano specie cacciabili (cinghiali, cervi, daini, mufloni etc.), nulla sa di come si deve intervenire su altre specie, soprattutto aliene (scoiattolo grigio, procione, parrocchetto etc.). Occorre l'ausilio di specialisti per la buona riuscita delle azioni".

 

Peste suina Ansa
Peste suina

Legambiente: con norma cinghiali è deregulation venatoria

"L'emendamento al testo della legge di Bilancio approvato nelle scorse ore nella V Commissione Bilancio, Tesoro, Programmazione della Camera dei deputati che prevede la possibilità di abbattimento della fauna selvatica anche in contesti urbani e nelle aree protette di fatto stabilisce una vera a propria deregulation venatoria. Nonostante si basi sul pretesto del controllo faunistico non ha nulla a che vedere con una seria gestione del tema, oltre ad essere del tutto estraneo alla natura stessa di una legge di Bilancio e a presentare forti vizi di incostituzionalità. Si tratta di un provvedimento dannoso, inapplicabile e in contrasto con la Direttiva Comunitaria Habitat, con la Strategia UE sulla tutela della biodiversità e con gli orientamenti emersi dalla recente COP 15 di Montreal-Kunming". Così Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, si schiera contro l'emendamento alla manovra con nuove misure per il contenimento dei cinghiali.