L'opposizione del Terzo Polo

Manovra, Calenda: "Salvini detta l'agenda. Le nostre proposte? Meloni ci dica cosa vuole fare"

"Su Ong, sul tetto al contante, sulla flat tax, su quota 43, è la manovra di Salvini", dice il leader di Azione. "Meloni si fermi un secondo per capire cosa sta facendo. Mi pare un po' confusa"

Manovra, Calenda: "Salvini detta l'agenda. Le nostre proposte? Meloni ci dica cosa vuole fare"
Ansa
Calenda

"Ho perso le tracce. Abbiamo incontrato la Meloni, abbiamo riconosciuto che ci sono distanze siderali su gran parte della manovra però abbiamo cercato di dare una mano, in particolare sulla questione dell'energia, sul reddito di cittadinanza e su impresa 4.0. I nostri tecnici hanno incontrato nei giorni successivi i loro tecnici, non sappiamo più nulla di quello che vogliono fare". Carlo Calenda, leader di Azione ed esponente del Terzo Polo, interviene in conferenza stampa a Montecitorio a proposito della legge di bilancio.

"In questo momento questo è il governo di Matteo Salvini. Su ong, sul tetto al contante, sulla flat tax, su quota 43, è la manovra di Salvini. La politica dell'immigrazione purtroppo è di Salvini. Avere alla regia di governo uno che andava in mutande al Papeete è estremamente pericoloso", sottolinea il leader di Azione. “Sono dell'avviso che sia ora che la Meloni si fermi un secondo per capire cosa sta facendo. Perché mi pare un po' confusa”. E insiste: "Meloni deve darsi una svegliata, stiamo parlando da giorni dell'innalzamento al tetto al contante e la trovo una cosa assurda. Questo non è il vero problema di questo Paese. L'incontro con la premier è andato bene per il meccanismo sul taglio delle bollette, poi nei giorni successivi i nostri hanno proseguito il lavoro con i tecnici di Chigi, ma anche se migliorassero quelle poche cose su cui concordavamo non si può ancora sentire parlare di Pos o tetto al contante, noi abbiamo ben altri problemi da risolvere, perché non c'è un solo elemento fatto bene in questa manovra", ha ribadito Calenda.

Poi a proposito di riforme ha aggiunto: "Noi pensiamo che l'autonomia vada discussa nell'ambito di un riassetto generale delle istituzioni dello Stato che prevedano che, per esempio, alcune competenze vengano riattratte al centro, come le reti strategiche di investimenti energetici. Ci sono cose che devono essere ricentralizzate e cose che devono essere devolute. Questo ragionamento può essere fatto solo nell'ambito di una più ampia Commissione bicamerale che in sede anche redigente, analizzi cosa vuol dire l'autonomia nel contesto del federalismo, nel contesto della questione del bicameralismo perfetto, nella questione del premierato, del presidenzialismo".

Da qui il suggerimento al governo: "Noi - ha proseguito Calenda - suggeriamo al governo di evitare fughe in avanti e di impostare una Commissione bicamerale redigente e di fare un lavoro serio su tutti i pezzi delle Istituzioni che oggi lavorano male, nel loro insieme, per il Nord e per il Sud, evitando di costruire un'Italia fatta a puzzle".