Corruzione nell'Unione europea

Qatargate: si cercano soldi, computer e carte nelle abitazioni di Panzeri a Milano

Il presidente dei vescovi europei: "Fa riflettere e provoca rammarico il fatto che ad essere coinvolti siano in prevalenza degli italiani"

Qatargate: si cercano soldi, computer e carte nelle abitazioni di Panzeri a Milano
Ansa
Pier Antonio Panzeri

Una serie di perquisizioni sono state effettuate fra ieri sera e la giornata di oggi in alcune abitazioni di Milano e provincia riconducibili ad Antonio Panzeri e alla sua famiglia. L'operazione è stata condotta dalla Guardia di finanzia in esecuzione di un ordine di investigazione europea nell'inchiesta di Bruxelles per associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio per favorire Qatar e Marocco. Un'inchiesta che, finora, ha portato all'arresto, fra gli altri, dell'ex europarlamentare, della figlia, della moglie e della vicepresidente del Parlamento Europeo Eva Kaili. Da quanto si è saputo, sono stati sequestrati supporti informatici, documenti e una somma in contanti in euro non significativa. 

Il decreto di perquisizione, firmato dal procuratore aggiunto di Milano, Fabio De Pasquale, a capo del dipartimento Affari internazionali, che sta lavorando in collaborazione con Eurojust, riguarda in particolare l'abitazione della famiglia Panzeri a Calusco D'Adda (Bergamo), ma anche un ufficio a Milano e l'abitazione milanese dell'arrestato Francesco Giorgi, ex collaboratore dell'ex europarlamentare dem Panzeri. Da quanto emerge sono stati sequestrati 17mila euro nell'abitazione in provincia di Bergamo, ma anche (non si sa a chi) degli orologi di lusso, oltre a supporti informatici e documenti.

Giudice Appello Brescia: “Non appaiono sussistere cause ostative”

"Non appaiono sussistere cause ostative alla consegna" al Belgio. Lo ha scritto il giudice della Corte d'appello di Brescia, Anna Dalla Libera, nel provvedimento di convalida dell'arresto di Maria Dolores Colleoni e Silvia Panzeri, moglie e figlia dell'ex eurodeputato Antonio Panzeri, fermate venerdì nell'abitazione di famiglia a Calusco d'Adda (Bergamo) in esecuzione di un mandato di arresto europeo e poi poste ai domiciliari. Le due donne sono accusate di corruzione, riciclaggio e associazione per delinquere per fatti commessi dal 1 gennaio 2021 all'8 dicembre 2022.

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Vlaams Belang

L'eurodeputato Belang: "Corruzione è un soprannome dei socialisti"

In Belgio "corruzione è un soprannome dei socialisti", quindi "non sono affatto sorpreso" che gli eurodeputati belgi Maria Arena e Marc Tarabella siano rimasti la prima sfiorata e il secondo coinvolto nelle indagini condotte dalla magistratura belga per sospetta corruzione ad opera del Qatar. Lo dice l'eurodeputato Vlaams Belang, partito della destra fiamminga di orientamento nazionalista e separatista, “Tom Vandendriessche”, del gruppo Identità e Democrazia. 

"Non so - afferma - se si tratti in particolar modo di persone provenienti dall'Italia, ma so che si tratta di socialisti del gruppo S&D. Ed è lo stesso gruppo che dà sempre lezioni all'Ungheria per sospetta corruzione, quando tutti sanno che corruzione è un soprannome dei socialisti". "E ci sono due eurodeputati, Maria Arena e Marc Tarabella, che sono entrambi di origine italiana. Io, come fiammingo, non sono affatto sorpreso che questi due siano coinvolti".

 

Monsignor Mariano Crociata Ansa
Monsignor Mariano Crociata

I vescovi europei chiedono giustizia

"La giustizia faccia il suo corso e punisca con rigore chi risulterà colpevole, ma serve una riflessione collettiva su quello che è un decadimento generale. Il problema più grave della vita pubblica è la qualità morale delle persone". È l'appello di mons. Mariano Crociata, delegato della Cei e vice presidente della Commissione delle conferenze episcopali della Comunità Europee (Comece), che riflette sullo scandalo delle presunte mazzette del Qatar ad esponenti del Parlamento europeo. "Fa riflettere e provoca rammarico il fatto che ad essere coinvolti siano in prevalenza degli italiani. Naturalmente esiste la presunzione di innocenza fino a giudizio definitivo ma questo ci deve interpellare tutti senza diventare moralisti unilaterali". 

Uno scandalo che contribuisce ad aumentare la sfiducia nelle istituzioni. "L'effetto oggettivamente - osserva il vescovo - è di questo genere. Sia punito chi risulterà colpevole ma ci deve essere una presa di coscienza collettiva. Questo malcostume, grave, e che per la prima volta succede a livello europeo, è segno di un malessere più generale, o di un decadimento più generale che deve fare riflettere tutti. Chi ha più potere, ovviamente, è anche più esposto, ma il problema della corruzione va visto nel contesto della vita sociale nel suo insieme".