Sanità

A fine anno scade la ricetta elettronica, i medici chiedono al ministro Schillaci di prorogarla

Con l'inizio del 2023 dovrebbe terminare il periodo concesso da un'ordinanza della Presidenza del Consiglio (marzo 2020) che consentiva ai medici e ai pazienti, causa Covid, di usufruire della cosiddetta "ricetta dematerializzata"

A fine anno scade la ricetta elettronica, i medici chiedono al ministro Schillaci di prorogarla
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Non solo mascherine: con la fine dell’anno, oltre all'obbligo di usare i dispositivi di protezione naso e bocca in ospedali ed Rsa (che però il ministro Orazio Schillaci ha più volte ribadito verrà prorogato), va in scadenza anche un altro importante strumento per cittadini e medici, che negli ultimi due anni ha facilitato, e di molto, la vita dei pazienti: la ricetta elettronica. Alla fine del mese, infatti, scadrà la possibilità di usufruire della cosiddetta “ricetta dematerializzata”. Immediata la richiesta di una proroga al ministro della Salute, richiesta che sembra aver già trovato un favorevole riscontro.

“Abbiamo interpellato sul provvedimento la segreteria del ministro e ci aspettiamo una risposta positiva su una eventuale proroga” ha detto il presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), Filippo Anelli. “Sappiamo che il tema è sul tavolo, sicuri che il ministro mostrerà la sua attenzione verso l'argomento” aggiunge Silvestro Scotti, segretario nazionale dei medici di medicina generale.

Tecnicamente, si tratta di una ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri che - secondo il sindacato dei medici e di Cittadinanza attiva - andrebbe rinnovata e allungata. “Chiediamo al ministro della Salute la proroga almeno per un anno e un provvedimento che renda il suo utilizzo strutturale”, così da “liberare i medici da impropri carichi burocratici” - ha detto Pina Onotri, segretario generale del Sindacato Medici italiani (Smi).

“I medici di famiglia, di continuità assistenziale e dell'emergenza territoriale” spiega ancora Onotri “sono carenti in tutta Italia e al tempo stesso sono sempre più oberati da impropri carichi burocratici, con una sempre minore disponibilità di tempo per l'attività clinica”. Il ritorno alla ricetta cartacea, così come era prima dell'emergenza Covid, conclude Onotri, “rappresenterebbe un salto indietro, causando lunghe attese negli studi medici”.

La ricetta dematerializzata è la versione elettronica della tradizionale ricetta rossa e negli ultimi anni è stata implementata anche in Italia; ma fino al 2020 era accompagnata comunque da un promemoria cartaceo, da ritirare nello studio medico. L'ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 21 marzo 2020, ha disposto la possibilità di utilizzo di strumenti alternativi al promemoria cartaceo e prevede che, al momento della generazione della ricetta elettronica da parte del medico, l'assistito possa chiedere il rilascio del promemoria dematerializzato, ovvero il numero di ricetta elettronica. La ricetta elettronica prevede la completa informatizzazione dell'intero ciclo di vita della tradizionale ricetta medica cartacea del Sistema Sanitario Nazionale.