Patrimonio culturale immateriale

L'Unesco premia il festival dei giochi di strada Tocatì e l’allevamento dei cavalli Lipizzani

Riconoscimento a due antiche tradizioni, molto differenti tra loro, che danno lustro alla cultura italiana

L'Unesco premia il festival dei giochi di strada Tocatì e l’allevamento dei cavalli Lipizzani
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cavalli Lipizzani

L’allevamento dei cavalli Lipizzani e la tradizionale festa veronese Tocatì, il festival internazionale dei giochi di strada, hanno ottenuto l'importante riconoscimento Unesco nella due giorni della 17ª sessione del Comitato del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, in corso a Rabat fino a domani e presieduto dall’italiano Pier Luigi Petrillo. Prevista la proclamazione di 55 nuove tradizioni come patrimonio dell’umanità, molte delle quali sono collegate a pratiche agricole e alimentari. 

Il Tocatì, tradizionale festival veronese del gioco di strada, è considerato una pratica esemplare per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. L’Organizzazione delle Nazioni Unite, nell’iscrivere il Tocatì quale “buona pratica per l’umanità”, si è complimentato con l’Italia per aver sviluppato nel corso di tanti anni un percorso condiviso tra le comunità, l’associazione dei Giochi Antichi, la comunità di Verona, la Regione Veneto, e le omologhe comunità di Belgio, Croazia, Cipro e Francia. Il programma Tocatì, infatti, vede ogni anno protagonisti a Verona uomini e donne, giovani e meno, provenienti da tutti queste nazioni, nonché dai tanti paesi della penisola, rivivere i tradizionali giochi di un tempo, così da consentire di tenerne viva la memoria. 

È la prima buona pratica italiana ad ottenere questo riconoscimento internazionale. Il Tocatì è una tradizione sociale che ha consentito di tenere viva la memoria e la pratica di giochi antichi, salvaguardando così un ricco patrimonio di conoscenze e, al tempo stesso, una manualità e una gestualità che tende a scomparire dinanzi alle nuove tecnologie”.   

Pier Luigi Petrillo, presidente dell’Unesco e professore alla Luiss Guido Carli

Il Tocatì, dal veneto “toca a ti”, ovvero “tocca a te”, viene organizzato a partire dal 2003 e quest'anno si è tenuto dal 15 al 18 settembre a Verona.

Tra le Comunità ludiche tradizionali italiane abbiamo la Bala créela della di in Val Camonica, Battaglie di Pastellessa di Macerata Campania (Caserta), Cacio al fuso di Pienza in Val d’Orcia, Ciäräméla di Meda (Pavia), la Corsa con la cannata di Arpino in Ciociaria, il Gioco delle noci di Monterosso al Mare (La Spezia), il Lancio del maiocchino di Novara di Sicilia (Messina), il Pallone col bracciale di Treia (Macerata), le Torri umane di Irsina (Potenza), la Rouotta di Lillianes (Aosta), Sbürla la rôda di Fossacaprara, Cremona, e i Trampolieri di Schieti (Urbino) e molte altre.

Le tradizionali torri umani, in catalano conosciute con il celebre nome "Castellers" Wikipedia
Le tradizionali torri umani, in catalano conosciute con il celebre nome "Castellers"

Il riconoscimento ai cavalli Lipizzani, viene sottolineato, è una candidatura multinazionale che dà luce ad una tradizione antichissima ma ancora viva che unisce popoli diversi con una medesima identità culturale legata all’amore per gli animali. La candidatura dei Lipizzani è infatti stata presentata da Austria, Bosnia e Erzegovina, Croazia, Ungheria, Italia, Romania, Slovacchia e Slovenia. Un grande applauso ha accolto il riconoscimento.

Sono 403 i cavalli Lipizzani iscritti in Italia al Libro genealogico tenuto da Anareai, aderente a FedAna”

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Questa razza prende il nome da Lipizza, località vicino a Trieste, oggi in territorio sloveno, come informa il Ministero dell’Agricoltura. Le sue origini risalgono anno 1.580, come risultato dell’incrocio tra giumente di origine italiana, provenienti dal Polesine, da Aquileia e da Verona e stalloni di razza Andalusa, in seguito sostituiti da cavalli di razza Napoletana, Kladruber, Frederiksborg e, in un secondo tempo, Arabi. Questo cavallo divenne famoso perché utilizzato dalla Scuola d’Equitazione reale di Vienna. Dopo la Prima guerra mondiale, l’allevamento era già stato trasferito a Piber in Austria, ma quello di Lipizza fu mantenuto in attività grazie ad un certo numero di soggetti che L’Italia riuscì a ottenere al tavolo delle trattative di pace.

II cavallo Lipizzano viene attualmente allevato in molti Paesi, fra cui La Slovenia a Lipizza, l’Ungheria a Silvasvarad, la Romania a Fogaras, la Cecoslovacchia a Topilcianky, la Croazia a Djakovo e L’Italia a Monterotondo vicino a Roma, presso L’Istituto Sperimentale per la Zootecnia. È un animale molto intelligente, docile, elegante, robusto e longevo. I puledri nascono con i più svariati mantelli e solo più tardi prendono il mantello definitivo grigio.

La razza è considerata autoctona del Lazio avendo superato tutti i requisiti di permanenza fissati dalla Fao per la conservazione della biodiversità animale”

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Nel corso dei lavori, l’Unesco ha poi iscritto la tipica salsa Harissa diffusa in tutto il nord Africa, il tradizionale liquore di prugne Slivovitz della Slovenia, le coltivazioni del tè in Cina e in Uzbekistan. Rinviata invece l’iscrizione della pittura tradizionale dell’Afghanistan per la carenza nelle informazioni fornite. I lavori proseguiranno ancora domani 2 dicembre.