Guerra in Ucraina

I carri armati Leopard: l'importanza nel conflitto e il ruolo della Germania

Kiev: "Ne servono centinaia, non 10 o 20". La Polonia chiede ufficialmente a Berlino l'ok per l'esportazione. Il generale Camporini: "Sono mezzi che fanno veramente la differenza sul terreno"

I carri armati Leopard: l'importanza nel conflitto e il ruolo della Germania
Wikipedia/Bundeswehr-Fotos
Carro armato Tedesco da combattimento Leopard 2

In questi giorni è acceso il dibattito sulla fornitura all'Ucraina dei carri armati Leopard da parte dell'Europa. Pressanti le richieste da Kiev: "Abbiamo bisogno di carri armati, non di 10-20, ma di diverse centinaia", ha affermato sul suo canale Telegram il capo dell'Ufficio del presidente ucraino, Andriy Yermak.

Kiev ritiene di poter utilizzare questi mezzi per avanzare tra le linee russe e riconquistare territorio. L'urgenza potrebbe inoltre trovare conferma nelle valutazioni di vari analisti che ipotizzano un'azione su larga scala da parte dell'esercito russo nei prossimi mesi. “L'intelligence ucraina ha stimato che le forze russe si stanno preparando a lanciare un'offensiva nella primavera o all'inizio dell'estate del 2023, confermando in parte la valutazione dell'Isw secondo cui le forze russe potrebbero intraprendere un'azione decisiva nei prossimi mesi”, ha dichiarato l'American Institute for the Study of War.

Gli alleati occidentali non hanno ancora raggiunto un accordo sull'invio di carri armati a Kiev, diffidenti verso azioni che potrebbero innescare una escalation. 

La Germania, che produce il carro Leopard e deve approvarne la riesportazione, non ha ancora deciso se inviare i propri carri armati in Ucraina, ma non si opporrà all'addestramento di personale ucraino per i carri armati Leopard da parte di altri Paesi alleati, ha detto il ministro della Difesa Boris Pistorius nella conferenza stampa tenuta a Berlino con il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. "Non c'è nessuna novità" riguardo all'invio dei carri, ha detto il ministro della Difesa tedesco ribadendo che "la Nato non deve diventare parte del conflitto".

Intanto il ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak, ha riferito di aver chiesto ufficialmente alla Germania l'autorizzazione all'invio di carri armati a Kiev. Domanda che il governo tedesco ha detto che esaminerà "con la dovuta urgenza". 

Da parte sua la Russia ha fatto sentire la sua pressione. Non verrà "niente di buono" dalla fornitura di carri armati tedeschi Leopard all'Ucraina, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Tass. "Le nostre relazioni sono già a un punto molto basso e non si vede alcun dialogo sostanziale con la Germania e gli altri membri dell'Unione Europea e dell'Alleanza Nord Atlantica", ha detto Peskov. Le eventuali forniture di carri armati "non sono di buon auspicio per le relazioni future e lasceranno sicuramente un segnoinevitabile sul futuro di tali relazioni".

Dall'inizio del conflitto Russia e Ucraina hanno usato soprattutto carri armati di epoca sovietica per i combattimenti, come i T-64 e i T-72. Mezzi micidiali ma datati e poco tecnologici. Molti di essi, inoltre, sono già stati distrutti.

Il carro armato Leopard 2, di fabbricazione tedesca, nella sua versione base - si legge sul sito tanks-encyclopedia - è un mezzo dal peso di 62 tonnellate per 9,6 metri di lunghezza e 3,7 di larghezza. Per governarlo richiede un equipaggio di 4 persone, può raggiungere i 70 km/h per con un autonomia di 385 chilometri. Monta un cannone Rheinmetall da 120 millimetri e due mitragliatrici MG3 da 7,62 mm. Dal 1978 ne sono stati prodotti 3850.

 

Carro armato Tedesco da combattimento Leopard 2 KMW, Tanks Encyclopedia.com
Carro armato Tedesco da combattimento Leopard 2

 

Il carro armato Leopard potrebbe cambiare le sorti del conflitto? Lo abbiamo chiesto al generale Vincenzo Camporini

"Dipende dalla qualità del materiale e dalla quantità. È chiaro che una dozzina di Leopard prima generazione non fanno nessuna differenza, un paio di centinaia di Leopard 2 con gli ultimi ammodernamenti la differenza la fanno. Dipende da quello che hanno coloro che sono disposti a darlo. Alcune agenzie hanno riferito di una certa disponibilità di mezzi citando anche il Leopard 1, prima versione del carro, che risale a qualche decennio fa. Certo i carri possono essere ammodernati ma l'ammodernamento richiede comunque tempi per le modifiche, quindi la disponibilità di questi mezzi non è certo assicurata nel breve periodo. Stiamo parlando di parecchi mesi per non dire più di un anno. L'importante è vedere di che tipo sono quelli che sono stati promessi dalla Polonia e altri paesi e che aspettano il nulla osta di Berlino per poter essere consegnati alle forze ucraine. È chiaro che è una consegna che presuppone un addestramento specifico, guidare un carro armato non è come cambiare macchina, anche un esperto carrista dovrebbe fare un addestramento specifico".

Kiev potrebbe richiederli anche in vista di una possibile azione russa in primavera?

“I tempi per una fornitura massiccia a mio avviso non ci sono, per una fornitura che comunque possa riequilibrare le forze sul terreno forse sì. Non dimentichiamo che siamo in un momento di stasi dovuto all'inverno, con tutti i problemi relativi a fango e ghiaccio. Quando la situazione cambierà con la primavera inoltrata, allora sicuramente i combattimenti potranno riprendere intensità e la disponibilità di un certo numero, purché significativo di mezzi moderni, potrà consentire agli ucraini o di resistere a una nuova offensiva russa o addirittura contrattaccare”.

Perché il Leopard può essere decisivo sul campo?

"È un carro veloce, potentemente armato, dotato di tutti quegli strumenti, visori, sistemi di puntamento, sistemi di calcolo, sistemi di comunicazione, che lo rendono particolarmente efficace. Sicuramente superiori alla maggior parte dei carri russi dove la tecnologia non è ancora stata applicata a livelli dei sistemi d'arma occidentali. Sistemi di comunicazione criptati, sistemi di trasmissione dati, cose che fanno veramente la differenza sul terreno. Chi non ne dispone rischia di combattere alla cieca".

Questa fornitura potrebbe implicare un maggior coinvolgimento Nato nel conflitto?

"Direi non un maggiore coinvolgimento, non c'è il rischio che le forze occidentali siano costrette a mettere il proprio personale su questi carri in Ucraina, c'è una enorme attenzione per evitare un coinvolgimento di militari occidentali. Non credo ci sia nulla di diverso rispetto al passato. In passato la Germania ha concesso i Gepard, carri anti aerei, insieme a tutta la logistica senza mettere a disposizione il personale. Quindi non cambierebbe nulla rispetto a quanto già fatto finora".