Il caso Cospito

Nordio: "Il trasferimento di Cospito nel carcere di Opera non è cedimento. Il 41bis resta"

Tajani: "L'auspicio è che tutti sostengano il Governo". Il vicepremier in conferenza con Nordio e Piantedosi: "Di fronte alla violenza non si tratta". Bagarre alla Camera dopo le accuse di Donzelli (FdI) al Pd di incoraggiare l'anarchico

Nordio: "Il trasferimento di Cospito nel carcere di Opera non è cedimento. Il 41bis resta"
LaPresse
Conferenza Stampa Consiglio dei Ministri

"Ieri in consiglio dei ministri abbiamo confermato la volontà di non scendere a patti con chi usa minaccia e violenza come strumento di lotta politica". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani che, in conferenza stampa con i ministri Nordio e Piantedosi, ha definito inaccettabile "la  violenza conto lo Stato e l'autorità".

Parole a cui fanno da risonanza quelle del ministro della Giustizia: "Di fronte alla violenza non si tratta". Alfredo Cospito “è stato trasferito per sicurezza sanitaria ma non cambia il suo regime carcerario. La scelta del trasferimento è stata fatta perché Opera ha una struttura sanitaria forse la più efficiente in Italia, ma il 41bis non cambia”. Il trasferimento di Alfredo Cospito, ha continuato Nordio, "non è un minimo cedimento dello Stato ma il riconoscimento che una cosa è la doverosa espiazione della pena, ma altro l'assoluta tutela della salute. Tutela della salute che è principio sacro e inderogabile".

"Ci auguriamo che tutti sostengano l'azione del governo contro la violenza". È l'auspicio espresso dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ma "l'ondata di gesti vandalici prova che il legame tra il detenuto e i suoi compagni rimane e tenderebbe - specifica Piantedosi -  a giustificare il mantenimento del 41 bis".

E, in merito al carcere duro, il ministro Nordio ha specificato che: "La decisione sul mantenimento del 41bis ad Alfredo Cospito sarà presa dopo un maturato studio della situazione giuridica. Qualsiasi decisione sulla parte che ci compete non può e non deve essere adottata se prima non riceviamo i pareri delle  autorità giudiziarie". 

"La metodologia messa in atto dagli anarchici ci impone di porre  attenzione alle sedi istituzionali per le modalità molto insidiose con cui si sono manifestate le azioni, anche" in forma di "attacchi terroristici". Così Matteo Piantedosi, che proprio domani presiederà una riunione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo con forze di polizia ed intelligence. "Non ci sarà - ha sottolineato - alcuna valutazione sulla procedura del 41 bis o su Cospito. Non ci sono motivi per dire che non è successo niente, ma neanche che la minaccia terroristica è dietro l'angolo. Prenderemo decisioni equilibrate".

"Esiste un'internazionale anarchica che è mobilitata in questo momento contro l'Italia", questa la risposta di Antonio Tajani alla domanda sulla serie di atti vandalici contro le sedi diplomatiche all'estero delle ultime settimane. "Che esista una rete anarchica è noto, gli anarchici dei vari Paesi sono in contatto e c'è una federazione. È ovvio che c'è una solidarietà internazionale e l'attacco contro l'Italia viene effettuato in tutto il mondo", ha aggiunto il ministro.

La conferenza stampa arriva dopo giorni di scontri e di attacchi alle ambasciate italiane e nella stessa giornata in cui, ancora, la città di Napoli si è svegliata con una nuova scritta “bis=tortura”, comparsa su un muretto di piazza Marcello Torre al Centro Direzionale di Napoli, a pochi metri dal Palazzo di Giustizia.

"Come qualsiasi altra persona gli vengono riconosciuti tutti i suoi diritti e il primo è il diritto alla cura. Qui siamo molto attenti alla tutela della sua salute". È quanto intanto hanno fatto sapere dal carcere milanese di Opera in merito ad Alfredo Cospito, trasferito ieri per motivi medici dal carcere di massima sicurezza di Sassari all'ex centro clinico del penitenziario alle porte di Milano.

 

Cospito era in sciopero della fame da oltre tre mesi per protestare contro il regime del 41 bis a cui è sottoposto.  Lo scorso 25 gennaio il medico di fiducia aveva fatto sapere che l’anarchico “mentre faceva una doccia verso le 23.30, Cospito è caduto a terra e ha sbattuto la faccia, si è rotto il naso ed è stato portato al pronto soccorso. Gli hanno rimesso a posto la frattura scomposta e gli hanno dato antidolorifici".

Ma il caso Cospito oggi ha provocato confronti, anche duri, tra i banchi della Camera.

La bagarre nell'Aula è iniziata dopo l'intervento in cui Giovanni Donzelli, Fratelli d'Italia, ha citato parti delle affermazioni di Alfredo Cospito riportate dal quotidiano Repubblica in relazione al 41 bis. Dai banchi sono insorti subito il Partito democratico assieme all'Alleanza Verdi e Sinistra contro l'esponente di Fdi che parlava durante l'esame della proposta di legge sulla istituzione della commissione Antimafia. 

"Cospito è un terrorista e lo rivendicava con orgoglio dal carcere. Dai documenti che si trovano al ministero della Giustizia, Francesco Di Maio del clan dei casalesi diceva, incontrando Cospito: 'Pezzetto dopo pezzetto si arriverà al risultato', che sarebbe l'abolizione del 41 bis. Cospito rispondeva: 'Dev'essere una lotta contro il 41 bis'. Ma lo stesso giorno, il 12 gennaio 2023, mentre parlava con i mafiosi, Cospito incontrava anche i parlamentari Serracchiani, Verini, Lai e Orlando che andavano a incoraggiarlo nella battaglia. Io voglio sapere se la sinistra sta dalla parte dello Stato o dei terroristi". Così in Aula il deputato di Fratelli D'Italia. 

Durissima la reazione dem, con diversi esponenti del Pd che definiscono “intollerabili” le parole di Donzelli e chiedono scuse immediate. Richiesta però subito respinta dal parlamentare di FdI.