Lotta al tabagismo

Fumo, Schillaci annuncia la stretta: vietato all'aperto se ci sono bambini. Nei locali niente e-cig

Il ministro della Salute: "Gli interessi economici non prevalgano sulla tutela della salute. Il tabagismo è tuttora la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile in Italia"

Fumo, Schillaci annuncia la stretta: vietato all'aperto se ci sono bambini. Nei locali niente e-cig
(Pixabay)
sigaretta

Il tabacco è ancora oggi una delle principali minacce per la salute pubblica ed la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile in Italia.

I dati ci mostrano un quadro per nulla confortante: nel nostro Paese il numero dei fumatori negli ultimi anni è aumentato e nello stesso tempo si è ridotto quello di chi smette o prova a farlo. 

A 20 anni dall'entrata in vigore della legge Sirchia che stabiliva il divieto di fumo nei locali pubblici chiusi, la lotta al tabagismo resta ancora una priorità. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha anticipato una riforma che dovrebbe dare un'ulteriore stretta. “Il governo intende affrontare la prevenzione e il contrasto del tabagismo per conseguire l'obiettivo sfidante del Piano Europeo contro il cancro 2021 (Europe's Beating Cancer Plan) di creare una "generazione libera dal tabacco", nella quale meno del 5% della popolazione consumi tabacco entro il 2040" ha affermato il ministro in audizione in Commissione Affari Sociali della Camera.

Le proposte

Il ministro ha spiegato che "a tal fine dovranno essere adottate misure atte a garantire a tutti i cittadini la massima tutela della salute, tenendo conto della costante crescente diffusione nel mercato di nuovi prodotti (sigarette elettroniche; prodotti del tabacco senza combustione) e delle sempre più numerose evidenze sui loro possibili effetti dannosi per la salute". 

Schillaci ha quindi affermato che intende “Proporre l'aggiornamento e l'ampliamento dell'articolo 51 della legge 3/2003 per estendere il divieto di fumo in altri luoghi all'aperto in presenza di minori e donne in gravidanza; eliminare la possibilità di attrezzare sale fumatori nei locali chiusi; estendere il divieto anche alle emissioni dei nuovi prodotti non da fumo (sigarette elettroniche e prodotti del tabacco riscaldato); estendere il divieto di pubblicità ai nuovi prodotti contenenti nicotina e ai device dei prodotti del tabacco riscaldato".

Per agire è necessario contrastare “i molteplici interessi economici legati al tabacco” che coinvolgono i dicasteri economici e che non devono prevalere sulla “tutela della salute” ha aggiunto il ministro: in primo luogo recependo “entro il 23 luglio 2023 della direttiva delegata della Commissione relativamente all'eliminazione di alcune esenzioni che riguardano i prodotti del tabacco riscaldato, per consentirne l'entrata in vigore dal 23 ottobre 2023”.

I numeri del fumo

I dati del “Rapporto sul fumo in Italia” dell’Istituto Superiore di Sanità, presentato in occasione della Giornata mondiale contro il tabacco 2022 (World No Tobacco Day, 31 maggio), ci mostrano che a fumare è un italiano su quattro (24,2 per cento della popolazione totale) e bisogna tornare al 2006 per trovare una percentuale analoga.

Oggi sono 12,4 milioni i fumatori nel nostro Paese e rappresentano il 24,2% della popolazione. L’aumento riguarda sia gli uomini sia le donne. Fumano più gli uomini giovani (ben il 43 per cento fra i 25 e i 44 anni) e le donne mature (il 24,5 per cento fra i 45 e i 64 anni). Gli ex fumatori sono invece il 15 per cento della popolazione. 

La sigaretta elettronica e i prodotti a tabacco riscaldato

In Italia gli utilizzatori abituali e occasionali di sigarette elettroniche sono il 2,4% della popolazione, ovvero circa 1.200.000 persone. L’81,9% di chi usa l’e-cig è un fumatore, dunque un consumatore duale che fuma entrambe. Il 2,8% dei fumatori abituali o occasionali di sigaretta elettronica sono invece persone che prima di utilizzare l’e-cig non avevano mai fumato sigarette tradizionali.  

Le sigarette a tabacco riscaldato invece vengono utilizzate dal 3,3% della popolazione italiana, circa 1.700.000 persone. Il loro consumo è triplicato, passando dall’ 1,1% nel 2019 al 3,3% nel 2022. 

Interessante analizzare la percezione del rischio legata a questo tipo di prodotti: il 36,6% dei fumatori ritiene che siano meno dannose per la salute.

Fumo passivo

Esistono da tempo evidenze scientifiche che stabiliscono la nocività del fumo passivo per la salute dei non fumatori. Oltre alle malattie respiratorie il fumo passivo è correlato anche ad un aumentato rischio per malattie coronariche e attacchi cardiaci del 20% (soprattutto a causa della nicotina e del monossido di carbonio).

Quanto si fuma

Si fumano in media 11,5 sigarette al giorno (il consumo medio giornaliero risulta in lieve calo). I forti consumatori (più di 20 sigarette al giorno) sono soprattutto maschi (25,6 per cento rispetto al 13,4 per cento delle donne). Molto pochi sono i forti fumatori fra i 15 e i 24 anni: quasi la metà dei ragazzi che fumano si limitano a meno di 9 sigarette al giorno, e un’altra quota rilevante (il 45,5%) ne fuma fra 10 e 19.

Le conseguenze

L'OMS stima che ogni anno, nel mondo, più di 8 milioni di persone muoiono a causa del consumo di tabacco (1,2 milioni per fumo passivo), 700.000 in Europa e si stimano 93.000 vittime solo in Italia, quasi la metà per tumore. In Europa quasi un terzo dei casi di cancro sono attribuiti all’uso di tabacco oltre a patologie cardiovascolari, respiratorie e diabete. Malattie che potrebbero essere prevenute rimuovendo la loro principale causa evitabile: il fumo. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea inoltre il nesso tra fumo e problematiche ambientali: l’industria del tabacco, infatti, contribuisce anche al riscaldamento globale, alla deforestazione, al depauperamento di risorse. Un danno, come quello alla salute, grave e prevenibile.