L'invasione russa

Ucraina, il Patriarca russo Kirill chiede una tregua per il Natale ortodosso: "Spegnete le armi"

Il Natale ortodosso si celebra il 7 gennaio. La notizia arriva mentre Kiev lancia un allarme sui piani di Mosca, che starebbe mettendo a punto una maxi offensiva

Ucraina, il Patriarca russo Kirill chiede una tregua per il Natale ortodosso: "Spegnete le armi"
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Patriarca Kirill

Il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill chiede una tregua per il Natale ortodosso nella guerra in Ucraina.  La ricorrenza religiosa si celebra il 7 gennaio.

"Faccio appello a tutte le parti coinvolte nel conflitto affinché cessino il fuoco dalle 12 del 6 gennaio alle 24 del 7, in modo che gli ortodossi possano partecipare alle funzioni della vigilia di Natale e del giorno della Natività di Cristo", ha detto il patriarca vicinissimo al presidente Putin che all'inizio del conflitto aveva perfino benedetto l'invasione russa in Ucraina pubblicamente. Il religioso era entrato anche nel mirino delle sanzioni Ue a causa del suo sostegno alla guerra.

Ieri una portavoce del comando militare ucraino "Sud" aveva annunciato la notizia che le truppe russe starebbero preparando un nuovo massiccio attacco missilistico contro l'Ucraina, probabilmente per il 6-7 gennaio, proprio nei giorni del Natale ortodosso e ha invitato i cittadini a prestare "particolare attenzione". L'attacco potrebbe coinvolgere anche la centrale nucleare di Zaporizhia. Allo stesso tempo il Ministero degli affari interni ha fatto sapere che "gli invasori tengono conto non solo delle vacanze, ma anche del tempo e di altri fattori quando si preparano al bombardamento. Attualmente il meteo favorisce l'uso da parte della Russia di armi ad alta precisione".

Il religioso russo è stato al centro di polemiche anche con il Vaticano a seguito di una dichiarazione di Papa Francesco di maggio scorso in cui il pontefice al Corriere della Sera aveva affidato alcune sue considerazioni: ''Siamo pastori dello stesso popolo di Dio. Ecco perché dobbiamo cercare vie di pace, per cessare il fuoco delle armi. Il patriarca non può diventare il chierichetto di Putin'', aveva detto lapidario Bergoglio.

Non solo il Natale, la Russia peraltro, si starebbe preparando a un'escalation al fronte per febbraio e allo stesso tempo si muove dietro le quinte per spingere Kiev a firmare "accordi di pace" sul modello di quelli di Minsk: lo ha detto all'emittente pubblica ucraina Suspilne il segretario del consiglio di sicurezza e di difesa ucraino, Oleksii Danilov. "Febbraio sarà decisivo per loro - ha affermato Danilov -. Perchè le date sono importanti per loro, gli anniversari, ecc. Si stanno preparando a un'escalation". 

A rinforzare l'appello di Kirill c'è anche il presidente turco Erdogan che oggi ha avuto un colloquio telefonico con il leader del Cremlino. I due hanno parlato della guerra in Ucraina, di questioni energetiche e degli sviluppi regionali, e soprattutto la Siria per cui Erdogan ha chiesto misure specifiche per liberare il nord della Siria dai terroristi. "Gli appelli alla pace e ai negoziati tra Mosca e Kiev dovrebbero essere sostenuti da un cessate il fuoco unilaterale e da una visione per una soluzione equa", ha detto "il mediatore" dell'accordo sul grano. Lo riferisce la presidenza turca. Il presidente Erdogan ha sottolineato che Ankara punta a completare la tabella di marcia e compiere passi concreti verso la creazione di un hub di gas naturale in Turchia in breve tempo. 

E le telefonate non finoscono qui: il leader del Cremlino dovrebbe parlare anche con il presidente francese Emmanuel Macron ''Non è stato programmato, ma è possibile che si parlino'', ha detto la ministra degli Esteri francese Catherine Colonna nel corso di una intervista all'emittente Lci, sottolineando che un simile colloquio sarebbe ''utile soprattutto per cercare di limitare il rischio di un incidente nucleare attorno alla centrale di Zaporizhia" nel sud dell'Ucraina.