Il sostegno militare a Kiev

L'invio dei carri armati Leopard galvanizza gli ucraini: "Possiamo arrivare anche al Cremlino"

Con la conferma della consegna di 80 Leopard 2 da parte di Berlino, i vertici militari e l'intelligence della Difesa ammettono di aver commesso attacchi in territorio russo (all'aeroporto di Engels). Podolyak: "Inevitabile un'escalation interna"

L'invio dei carri armati Leopard galvanizza gli ucraini: "Possiamo arrivare anche al Cremlino"
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Sarà l’euforia del momento, nel vedersi destinatari di un invio totale di 80 carri armati Leopard. Oppure, semplicemente, sarà un misto di pura propaganda e azioni diversive. Sta di fatto che le forze armate di Kiev, ringalluzzite dall’ok definitivo della Germania all’invio dei tanto agognati mezzi corazzati (che andrà ad affiancarsi alla consegna degli Abrams americani), si spingono oltre e si lasciano andare a dichiarazioni forti e quantomeno allarmanti, che hanno subito fatto reagire anche Mosca e che stendono un’ombra di sospetto sulle reali intenzioni di Kiev.

 

Podolyak: “Escalation in Russia inevitabile, i russi nelle grandi città potranno sentire la guerra”

“Confermo ufficialmente che un'escalation interna della guerra in Russia è inevitabile” ha infatti affermato oggi Mykhailo Podolyak, consigliere militare del presidente Zelensky, in un'intervista al blogger Michael Nucky, citata da Unian. Il funzionario ha anche detto che “saranno effettuati attacchi diversi contro obiettivi diversi. Perché, da chi e per quale scopo è un'altra questione e non ne possiamo discutere oggi. Mancano le informazioni sufficienti” ha poi subito precisato Podolyak, sottolineando, tuttavia, che le forze armate ucraine non stanno attaccando la Russia ma che i russi, anche nelle grandi città, potranno “sentire la guerra”. Podolyak si riferisce a città che definisce “degradate e pigre”: Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg, tutti luoghi “che pensano di vivere in una realtà diversa”. Ma che, in qualche modo, sembra dire il consigliere militare di Zelensky, si ricrederanno.

Mykhailo Podolyak, consigliere militare del presidente Zelensky GettyImages
Mykhailo Podolyak, consigliere militare del presidente Zelensky

L’intelligence della Difesa ucraina: “Se arriviamo a Engels, arriviamo anche a Mosca”

Contemporaneamente alle dichiarazioni di Podolyak, l'intelligence della Difesa ucraina confermava che il Cremlino si trova nel raggio d'azione dei mezzi militari ucraini e per questo motivo Mosca ha iniziato a schierare sistemi di difesa aerea (notizia riportata da Unian). Queste informazioni sono state condivise in tv dal vicecapo dell'intelligence della Difesa, Vadym Skibitskyi. Che per prima cosa ha ammesso indirettamente che l'Ucraina ha effettuato attacchi in territorio russo. In secondo luogo, Skibitskyi si è azzardato a dire, in riferimento all’attacco all'aeroporto militare russo di Engels (dopo il quale i sistemi di difesa aerea sono stati installati a Mosca), che “se arriviamo a Engels, arriveremo al Cremlino”.

Berlino, il cancelliere tedesco Olaf Scholz oggi al Bundestag Getty
Berlino, il cancelliere tedesco Olaf Scholz oggi al Bundestag

Scholz: “Non mandiamo uomini e aerei”. L’addestramento per i Leopard potrebbe partire già nei prossimi giorni

Le preoccupanti affermazioni del vertice dell’esercito di Kiev giungono nel giorno in cui il cancelliere tedesco Olaf Scholz, davanti al Budestag, nel confermare l’invio dei Leopard, spiega che la Germania farà “tutto il necessario per sostenere l'Ucraina, ma allo stesso tempo che noi dobbiamo evitare una escalation che porti ad uno scontro fra Nato e Russia”. Berlino ha anche fatto sapere che non c’è alcuna intenzione di inviare uomini e aerei oltre il confine ucraino, a conferma di un sostegno militare che per ora resta circoscritto ad armi, munizioni, missili antiaerei e ora anche ai mezzi corazzati.

E mentre anche la Spagna si dice disponibile, nel quadro delle alleanze, ad inviare carri armati Leopard, si precisano più in dettaglio i termini dell’accordo: la consegna da parte della Germania di 14 esemplari Leopard2 fa parte di un piano più ampio che prevede la fornitura, insieme agli alleati europei, di un totale di 80 carri armati in due battaglioni da 40 veicoli. Lo ha scritto il giornale tedesco Spiegel, spiegando che la decisione tedesca è in coordinamento con i partner internazionali. Sono dodici i Paesi che hanno accettato, riferisce ancora il quotidiano, di fornire carri armati all'Ucraina, a condizione che la Germania fosse d'accordo.

Per quanto riguarda la fase successiva, quando i mezzi saranno già in territorio ucraino (oggi il ministro della Difesa di Berlino ha detto che ci vorranno “circa tre mesi” per la loro completa operatività), la Germania prevede di dare il via all'addestramento dei soldati ucraini sui carri armati Leopard2 già nei prossimi giorni. Per questo l'operazione potrebbe iniziare “forse questo mese” ma al più tardi all'inizio di febbraio, ha detto un portavoce del ministero della Difesa ai media tedeschi. L'obiettivo è consentire all'Ucraina di integrare i tank nelle proprie difese entro “la fine di questo trimestre”. L'addestramento sui Leopard dovrebbe durare più o meno lo stesso tempo impiegato per i corazzati Marder: circa otto settimane. Per una compagnia di 14 Leopard, compresa la manutenzione, sarebbero poi necessarie dalle 50 alle 100 persone.