Wall Street Journal

Media: gli Usa "inclini" ad inviare i loro potenti carri armati Abrams in Ucraina

L'invio di un consistente numero dei carri armati americani sarebbe frutto di un accordo in base al quale Berlino si impegnerebbe a fornire un numero inferiore dei Leopard 2 e ad autorizzare alla consegna altri Paesi utilizzatori

Media: gli Usa "inclini" ad inviare i loro potenti carri armati Abrams in Ucraina
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M1 Abrams, carro armato da combattimento di fabbricazione americana. Nei giorni scorsi il Pentagono aveva escluso l'invio degli Abrams in quanto ritenuti non adatti al teatro di operazioni, dato il loro consumo elevato di combustibile per aerei e per le difficoltà logistiche legate al loro dispiegamento.

L'a Casa Bianca sarebbe "incline" a fornire all'Ucraina i carri armati Abrams M-1, contrariamente all'opinione del Pentagono: è quanto scrive il quotidiano statunitense The Wall Street Journal, aggiungendo che un annuncio in tal senso potrebbe arrivare già questa settimana. La decisione farebbe parte di un più ampio accordo diplomatico con la Germania in base al quale Berlino si impegnerebbe a fornire un numero inferiore dei propri carri armati Leopard 2 e ad autorizzarne la consegna a Kiev da parte di altri Paesi utilizzatori.

Il cambio di politica sarebbe stato deciso dalla Casa Bianca dopo il colloquio telefonico del 17 gennaio scorso fra il presidente Joe Biden e il Cancelliere tedesco Olaf Scholz. Nei giorni scorsi il Pentagono aveva escluso l'invio degli Abrams in quanto ritenuti non adatti al teatro di operazioni, dato il loro consumo elevato di combustibile per aerei e per le difficoltà logistiche legate al loro dispiegamento. Il governo tedesco inizialmente aveva affermato che non sarebbero stati i primi a inviare carri armati in Ucraina e non lo avrebbero fatto a meno che gli Stati Uniti non avessero fornito i propri carri armati Abrams.

M1 Abrams, carro armato da combattimento di fabbricazione americana. Il cambio di politica sarebbe stato deciso dalla Casa Bianca dopo il colloquio telefonico del 17 gennaio scorso fra il presidente Joe Biden e il Cancelliere tedesco Olaf Scholz. Getty
M1 Abrams, carro armato da combattimento di fabbricazione americana. Il cambio di politica sarebbe stato deciso dalla Casa Bianca dopo il colloquio telefonico del 17 gennaio scorso fra il presidente Joe Biden e il Cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Questa intesa, conclude il Wsj, dovrebbe chiudere il disaccordo che si era aperto tra gli alleati Nato sulla questione dei carri armati e che ha minacciato di creare tensioni transatlantiche proprio mentre ci si avvicina al primo anniversario dell'inizio del conflitto con Kiev intenzionata a preparare una controffensiva per cercare di riprendersi il territorio ucraino e con la Russia che continua a mobilitare truppe per le proprie operazioni.

L'Ucraina sostiene che i carri armati occidentali, pesantemente corazzati e tecnologicamente superiori a quelli russi, garantirebbero alle sue truppe maggiore mobilità e protezione in vista di una ripresa delle offensive, dopo la fase attuale di stallo, prevista in primavera. La Polonia ha dichiarato di aver presentato una richiesta formale alla Germania per consentire la riesportazione dei suoi carri armati Leopard in Ucraina.

M1 Abrams, carro armato da combattimento di fabbricazione americana Getty
M1 Abrams, carro armato da combattimento di fabbricazione americana

I carri armati da combattimento Abrams, fiore all'occhiello della tecnologia militare Usa

Utilizzati nella prima Guerra del Golfo, in Afghanistan e in Iraq, i carri armati Abrams, che gli Stati Uniti si appresterebbero ad inviare in Ucraina, sono la punta di diamante dei mezzi corazzati statunitensi, forse i più potenti al mondo, capaci di resistere ad attacchi nucleari, biologici e chimici.   

Sono stati prodotti nella prima versione (M1) nel 1978 dalla Chrysler Defense, oggi General Dynamics Land Systems, e prendono il nome dal generale Creighton Abrams che guidò le truppe americane nella guerra del Vietnam dal 1968 al 1972. Sono entrati in servizio nel 1980 e nel 1985 è iniziata la produzione degli M1A1, cui ha fatto seguito quella dell'ultima generazione, gli M1A2. Non è ancora chiaro quale versione il Pentagono deciderà di spedire a Kiev, se la versione più antica dei tank o quella più aggiornata.  

Pesanti 62 tonnellate, gli M1A1 sono dotati di motori a reazione diretta ed equipaggiati con un cannone da 120 millimetri, capace di distruggere un edificio a quasi quattro chilometri di distanza, e raggiungono una velocità di 70 km all'ora. Hanno una corazza di uranio impoverito per impedire la penetrazione di proiettili Heat (High-explosive anti-tank), un esplosivo ad alto potenziale studiato proprio per distruggere i carri armati. Soprattutto, gli Abrams sono progettati per resistere ad attacchi nucleari, biologici e chimici.   

Strategicamente consentono una mobilità e un'agilità nelle operazioni di terra altrimenti impossibile. Con il loro intervento, infatti, i soldati possono contare su operazioni di copertura praticamente immediate, senza dover attendere l'impiego di aerei per i conseguenti bombardamenti richiesti da terra sulle aree e i bersagli ritenuti a rischio.  

Gli M1A1 hanno fatto il loro esordio in battaglia nel 1991, durante la prima guerra del Golfo. Sono poi stati utilizzati dalle forze Usa in Afghanistan e Iraq. Al momento l'esercito americano dispone di circa 4.400 Abrams, mentre la marina ne ha in dotazione 400. Gli Stati Uniti hanno inoltre creato una versione dei carri armati per l'export che è attualmente utilizzata in Egitto, Kuwait, Arabia Saudita, Australia e in Iraq.