"L'Europa abbia i propri mezzi per le missioni"

Samantha Cristoforetti: "Mi occuperò di Gateway, la stazione spaziale in orbita intorno alla luna"

L'astronauta italiana ai lavori della quindicesima Conferenza europea sullo Spazio, racconta i suoi nuovi progetti

Samantha Cristoforetti: "Mi occuperò di Gateway, la stazione spaziale in orbita intorno alla luna"
LaPresse
Samantha Cristoforetti

"Il nostro Paese è uno degli attori principali nel mondo spaziale in ambito europeo, uno dei maggiori contributori al budget dell'Agenzia spaziale europea ma anche alle attività che svolgiamo in collaborazione con la Commissione europea". Lo ha spiegato l'astronauta italiana, Samantha Cristoforetti, a margine dei lavori della quindicesima Conferenza europea sullo Spazio. "L'Italia poi ha anche programmi nazionali molto importanti, basti pensare a quello che partirà a breve nell'ambito del Pnrr, Iride, che è questa costellazione nazionale di osservazione della Terra e tanti altri progetti su cui il nostro Paese o è un contributore importante o ha addirittura una posizione di leadership".

Prossimi progetti

"Io sono tornata dalla Stazione spaziale da pochi mesi e adesso sono nella fase di post-flight: sto chiudendo le ultime attività di esperimenti e c'è un'attività abbastanza intensa di comunicazione sulla missione, fino alla metà della primavera", ha ricordato. "Poi inizierò a occuparmi in parte di Gateway, che è questa stazione spaziale che costruiremo nei prossimi anni in orbita attorno alla luna e per la quale Esa (l'Agenzia spaziale europea), con un contributo molto importante dell'Italia, costruisce un modulo abitativo, che è il modulo abitativo principale. Sicuramente aiuterò, per una parte del mio tempo, su questo", ha aggiunto l'astronauta. "Poi quest'anno credo che cercherò di dare il mio contributo allo Space Summit, questo grande Summit che abbiamo a fine anno".

Il ruolo dell'Europa

L'astronauta ha fatto riferimento anche al settore spaziale europeo, dove l'Italia gioca uno dei ruoli principali, e che punta ad acquisire autonomia, che significa la capacità di mandare nello Spazio astronauti a bordo di veicoli europei piuttosto che, come fatto finora, ottenere possibilità di volo su veicoli russi o americani. Per "accesso autonomo per gli astronauti in Europa" si intende "la capacità autonoma di mandare esseri umani nello Spazio piuttosto che, come è successo finora, acquisire delle possibilità di volo su veicoli in passato russi, ora americani", ha spiegato. "Credo che siamo in un momento estremamente importante e anche delicato per l'Europa spaziale. Da una parte c'è una grande consapevolezza dell'importanza del settore spaziale per aspetti strategici che vanno dal combattere il cambiamento climatico e diventare sempre più resilienti al cambiamento climatico, aspetti di sicurezza, aspetti di risposta alle situazioni di crisi, aspetti di mantenimento e messa in sicurezza delle orbite, dell'ambiente spaziale, con tutti i servizi e i benefici che vengono dallo sfruttamento dell'orbita e degli assetti spaziali, fino all'autonomia dell'accesso allo Spazio sia per satelliti che, in prospettiva, un giorno, anche per esseri umani. Dall'altra c'è una necessità di agire", ha evidenziato ancora. "Noi, in Esa, parliamo di acceleratore, quindi di accelerare, di mettere a sistema, di mettere insieme i contributi di tanti stakeholders, sia pubblici che privati, per un po' recuperare in alcuni settori e in alcuni settori lanciarci avanti per mantenere un certo livello di leadership", ha concluso.