Centrodestra

Sciopero dei benzinai, Berlusconi: "Penalizza i cittadini, ma sbagliato definirli speculatori"

Senza Forza Italia " non esisterebbe il centrodestra di governo" dice Berlusconi e sulla giustizia ribadisce: "Sosteniamo le riforme annunciate dal ministro Nordio"

Sciopero dei benzinai, Berlusconi: "Penalizza i cittadini, ma sbagliato definirli speculatori"
(Ansa)
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi

Lo sciopero dei benzinai è "sbagliato perché penalizza i cittadini incolpevoli. Però va detto che i benzinai sono stati ingiustamente indicati come speculatori per un andamento dei prezzi che non dipende da loro". A parlare, in un'intervista al Corriere della Sera è il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che, dopo aver commentato lo sciopero (con una critica alla gestione del caso) ribadisce il ruolo del suo partito all'interno del centrodestra. Un ruolo "fondamentale", lo definisce perché "solo noi siamo il centro liberale, cristiano garantista, europeista, atlantico" e senza "non esisterebbe il centrodestra di governo né come coalizione né come partito unico".

Coalizione e partito unico "non sono due cose in contraddizione", osserva Berlusconi e "il segnale politico delle regionali sarà una nuova importante vittoria del centrodestra, non solo in Lombardia ma anche nel Lazio. Una vittoria che dimostrerà la vitalità della formula politica alla quale abbiamo dato vita da quasi trent'anni", "in questo ambito Forza Italia ha un ruolo e un compito insostituibili". Per quanto lo riguarda "non credo di aver bisogno di ruoli formali per lavorare per il mio Paese come ho sempre fatto". L' incontro con la premier Giorgia Meloni "prima delle regionali" ci sarà "appena le rispettive agende lo consentiranno".

A proposito delle tensioni emerse negli ultimi giorni sulla posizione del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, Berlusconi difende le scelte fatte e rilancia: "Noi sosteniamo con assoluta convinzione le riforme annunciate dal ministro Nordio. La riforma della giustizia è una delle ragioni per le quali è nato questo governo. Una riforma che non è certo contro la magistratura, anzi è dalla parte dei magistrati seri e corretti, che sono la grande maggioranza. Non esiste alcuna questione politica nella maggioranza su questo. Il ministro Nordio è stato voluto dal presidente del Consiglio che gli ha ribadito anche in questi giorni il suo appoggio. Il centrodestra è unito e proprio su questi temi lo ha dimostrato pochi giorni fa in Parlamento", sottolinea il leader di Fi. 

Quanto alle intercettazioni, osserva il leader azzurro: "Non possiamo trattare ogni cittadino come se fosse un sospetto mafioso. Il diritto alla privacy di ciascuno di noi è fondamentale. Può essere sacrificato solo in casi eccezionali e per ragioni gravissime. L'idea che "non esistano innocenti, ma solo colpevoli non ancora scoperti", come diceva uno dei protagonisti di "Mani pulite" è un incubo orwelliano, è il simbolo del male che vogliamo combattere". Insomma, rilancia, "l'idea che essere garantisti significhi essere meno fermi nella lotta alla mafia è semplicemente assurda" e "il fatto che si continui a ripeterlo dimostra soltanto quanta faziosità, quanta falsità e quanta incultura giuridica esistano in alcuni settori, per fortuna minoritari, della magistratura, del giornalismo e naturalmente della politica".

L' autonomia differenziata? "Noi siamo un grande partito nazionale, non possiamo permettere che su questo tema vi siano contrapposizioni territoriali. L'autonomia è una giusta esigenza che deve valorizzare tutti, Sud e Nord, senza dimenticare il Centro e la Capitale, non certo privilegiare qualcuno a discapito di altri. Il presidenzialismo, al quale penso da trent'anni, va realizzato con il concorso di tutti, anche delle opposizioni, che però non hanno un diritto di veto. Su strumenti ad hoc per le riforme non sono pregiudizialmente contrario, ma vedo il rischio di un forte allungamento dei tempi. Le procedure ordinarie probabilmente consentono di marciare più spediti", conclude.