Sulla direttiva presentati 1.500 emendamenti al Parlamento Ue

Slitta il voto al Parlamento europeo sulle "case green". Foti (Fdi): "Casa è sacra e non si tocca"

Allarme dei proprietari italiani sulla direttiva europea per trasformare in green il patrimonio edilizio europeo. Per il nostro Paese si tratterebbe di ristrutturare due case su tre. Si teme una "perdita devastante" del valore immobiliare

Slitta il voto al Parlamento europeo sulle "case green". Foti (Fdi): "Casa è sacra e non si tocca"
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In Italia non sarebbero in regola con le nuove norme, secondo i dati dell'associazione dei costruttori (Ance), oltre 9 milioni di edifici su 12,2 milioni.

Il voto alla commissione Industria, Ricerca ed Energia (Itre) dell'Europarlamento sulla nuova direttiva Ue per l'efficienza energetica degli edifici è stato rinviato al 9 febbraio. Lo riferiscono all'ANSA fonti vicine al dossier. Gli eurodeputati avrebbero dovuto esprimersi il 24 gennaio, ma l'appuntamento è stato posticipato per consentire lo smaltimento degli oltre 1.500 emendamenti presentati alla proposta della Commissione europea.

Il testo presentato dal relatore del Parlamento europeo, l'irlandese Ciaran Cuffe (Verdi europei), introduce obblighi di ristrutturazione più stringenti a fronte di maggiori tutele sociali per i proprietari, con l'utilizzo del Fondo sociale per il clima e dei finanziamenti del Recovery come garanzia per un quadro di sostegno specifico tramite strumenti finanziari.   

L'eurodeputato vorrebbe anche inserire nella direttiva ambiziosi target per le pompe di calore e incoraggiare i Paesi Ue a promuovere "ristrutturazioni di comunità" a livello di quartiere.

La presidenza di turno svedese dell'Unione europea si è impegnata ad approvare la cosiddetta direttiva sulle case green entro sei mesi, direttiva sulla quale l'Italia è pronta a dare battaglia per bloccare una normativa che di fatto imporrebbe l'obbligo di ristrutturare due immobili italiani su tre per renderli più efficienti da un punto di vista energetico. 

Patrimonio edilizio italiano: Gli attestati di prestazione energetica per gli edifici italiani emessi nel 2020 si riferiscono nel 75,4% dei casi a immobili nelle classi più inquinanti, E, F, G. E quest'ultima, in particolare, incide per oltre un terzo (35,3%), secondo il monitoraggio Enea-CTI. Ansa
Patrimonio edilizio italiano: Gli attestati di prestazione energetica per gli edifici italiani emessi nel 2020 si riferiscono nel 75,4% dei casi a immobili nelle classi più inquinanti, E, F, G. E quest'ultima, in particolare, incide per oltre un terzo (35,3%), secondo il monitoraggio Enea-CTI.

Troppe case inquinano troppo. Gli edifici, nell'Unione europea, sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra.

Ma i proprietari, d'altro canto, temono "effetti devastanti" dall'obbligo di ristrutturare, in pochi anni, milioni di edifici residenziali e chiamano alla battaglia contro "l'eco-patrimoniale europea".

Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Tommaso Foti, ha annunciato la presentazione di una risoluzione in Parlamento per chiedere al governo Meloni di scongiurare l'approvazione della normativa: "La casa è sacra e non si tocca", ha affermato, raccogliendo anche il grido d'allarme dei proprietari."

Confedilizia prefigura una tensione "senza precedenti" sul mercato delle ristrutturazioni, "una perdita di valore della stragrande maggioranza degli immobili italiani e, di conseguenza, un impoverimento generale delle nostre famiglie". Mentre la presidente dell'Ance, Federica Brancaccio, chiede "subito un sistema strutturato di incentivi statali mirati e stabili".  

Non sarebbero in regola con le nuove norme, secondo i dati dell'associazione dei costruttori, oltre 9 milioni di edifici su 12,2 milioni. Del resto, il 74% degli immobili, in Italia, è stato realizzato prima dell'entrata in vigore della normativa completa sul risparmio energetico e sulla sicurezza sismica.

Gli attestati di prestazione energetica per gli edifici italiani emessi nel 2020 si riferiscono nel 75,4% dei casi a immobili nelle classi più inquinanti, E, F, G. E quest'ultima, in particolare, incide per oltre un terzo (35,3%), secondo il monitoraggio Enea-CTI.

Case green, secondo il nuovo testo entro il primo gennaio 2030 tutti gli immobili residenziali dovranno rientrare nella classe energetica E. Tre anni più tardi sarà obbligatorio passare alla classe D. Una promozione che richiede un taglio dei consumi energetici di circa il 25%, con interventi come cappotto termico, sostituzione degli infissi, nuove caldaie a condensazione, pannelli solari. Per arrivare alle emissioni zero al 2050. Pixabay
Case green, secondo il nuovo testo entro il primo gennaio 2030 tutti gli immobili residenziali dovranno rientrare nella classe energetica E. Tre anni più tardi sarà obbligatorio passare alla classe D. Una promozione che richiede un taglio dei consumi energetici di circa il 25%, con interventi come cappotto termico, sostituzione degli infissi, nuove caldaie a condensazione, pannelli solari. Per arrivare alle emissioni zero al 2050.

Di seguito ecco tutti gli elementi principali dell'ultima bozza all'esame del Parlamento europeo:  

* NUOVO TESTO - Entro il primo gennaio 2030 tutti gli immobili residenziali dovranno rientrare nella classe energetica E. Tre anni più tardi sarà obbligatorio passare alla classe D. Una promozione che richiede un taglio dei consumi energetici di circa il 25%, con interventi come cappotto termico, sostituzione degli infissi, nuove caldaie a condensazione, pannelli solari. Per arrivare alle emissioni zero al 2050.  

* SANZIONI - Saltate al momento le possibili limitazioni alla vendita o all'affitto della case per chi non possiede il bollino verde Ue. Toccherebbe comunque ai governi decidere quali sanzioni applicare, oltre all'automatica perdita di valore degli immobili non a norma.  

* ESENZIONI - Dagli interventi sono escluse le case di vacanza, i palazzi storici ufficialmente protetti, le chiese egli altri edifici di culto. Ma anche le abitazioni indipendenti con una superficie inferiore a 50 metri quadrati.  

* DATE - La proposta di direttiva è stata presentata dal vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, il 15 dicembre 2021. Con una rassicurazione rivolta soprattutto all'Italia: "Nessun burocrate di Bruxelles confischerà la vostra casa se non è ristrutturata". Il 24 gennaio (ma a quanto pare c'è un rinvio) il testo sarà messo ai voti alla commissione Energia del Parlamento europeo e potrebbe planare sul tavolo della plenaria a Strasburgo il 13 marzo. All'ok dell'Eurocamera seguiranno le trattative con i Paesi membri per arrivare all'approvazione definitiva.