Busia in audizione davanti alla Commissione Ambiente del Senato

L'Anac avvisa: un errore la soglia dei 500mila euro inserita nel nuovo Codice degli appalti

L'Autorità nazionale anticorruzione chiede di tornare alla soglia dei 150.000 euro. Con le nuove disposizioni i 90% degli affidamenti fuoriesce dalla regola della qualificazione" e "il 60% delle gare è svolto da chi non sa farlo

L'Anac avvisa: un errore la soglia dei 500mila euro inserita nel nuovo Codice degli appalti
ANAC

L'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ritiene "un errore che l'obbligo della qualificazione delle stazioni appaltanti scatti solo per appalti sopra i 500.000 euro. Questo significa che il 90% degli affidamenti fuoriesce dalla regola della qualificazione" e che "il 60% delle gare è svolto da chi non sa farlo. Noi chiediamo di tornare alla soglia dei 150.000 euro". La richiesta viene dal presidente dell'Anac, Giuseppe Busia, in audizione davanti alla Commissione Ambiente e Lavori pubblici del Senato sul disegno di legge sul Codice Appalti. 

Busia ha spiegato che Anac dà un giudizio "molto positivo" sulla bozza del nuovo Codice, perché "enfatizza il ruolo dell'Autorità come ausilio alle stazioni appaltanti e la digitalizzazione delle gare, che garantisce semplificazione e trasparenza".  Anac tuttavia ritiene "un errore che sia stato soppresso il registro degli affidamenti in house (cioè delle amministrazioni che possono dare appalti direttamente a proprie società, n.d.r.). Dalle nostre verifiche, risulta che due terzi delle stazioni appaltanti non abbiano i requisiti per questi affidamenti". 

L'Autorità ritiene "profondamente insoddisfacente la norma sul conflitto di interesse, che contrasta con le direttive e la normativa". Il nuovo Codice secondo Busia "prevede che sia l'imprenditore che si ritiene danneggiato a dimostrarlo, mentre è interesse della Pubblica amministrazione che emerga ciò che è in contrasto con l'interesse generale".  Sugli affidamenti diretti per lavori sotto i 140.000 euro, permessi dal nuovo Codice, l'Anac chiede che "sia prevista prima una indagine di mercato, e siano garantiti il principio di rotazione e la pubblicazione". L'appalto integrato per l'Autorità "può essere utile, ma solo laddove l'opera sia particolarmente complessa". 

"L'esperienza di tanti anni - ha aggiunto Busia - ha mostrato che in genere non comporta un vantaggio di tempi, ma apre contenziosi e fa aumentare i costi".   L'Anac ritiene "giusto che l'impresa possa prevedere di non utilizzare il contratto collettivo indicato dalla stazione appaltante, ma un altro equivalente". Tuttavia "questo non può essere deciso dall'impresa, ma deve essere stabilito da un soggetto terzo, che noi crediamo debba essere il Cnel".   Infine, per l'Autorità anticorruzione "è giusto che sia prevista la suddivisione degli appalti in lotti, per tutelare le piccole e medie imprese. Ma questo richiede una motivazione ulteriore".