Dopo la lettera della preside

Liceo Firenze. Presidi: "Non si poteva tacere". Anpi: "Inaccettabili le parole del ministro"

Perquisizioni della Digos a Firenze e a Fiesole nelle case dei sei esponenti di Azione Studentesca, tra i 16 e i 21anni, indagati per violenza privata aggravata e lesioni a seguito dell'aggressione davanti al liceo classico Michelangiolo

Liceo Firenze. Presidi: "Non si poteva tacere". Anpi: "Inaccettabili le parole del ministro"
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Scontri davanti al Liceo Michelangiolo a Firenze

La dirigente scolastica non aggiunge altro alla lettera criticata dal ministro Valditara. Come dirigente scolastica Annalisa Savino vuole "evitare di alimentare ancora la già grande sovraesposizione mediatica a proposito di questioni che, seppur attinenti alla scuola e al suo ruolo nella società, tuttavia diventano facile oggetto di polemica e di strumentalizzazione". È quanto dichiara la preside del liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Firenze dopo le parole del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha definito la sua lettera agli studenti "un atto di propaganda".

"Il messaggio era rivolto agli studenti della nostra scuola, a cui si deve dedicare con attenzione ogni giorno, e a loro è arrivato, forte e chiaro", conclude la nota fatta diffondere dalla preside.

Annalisa Savino è finita al centro delle polemiche per la lettera aperta indirizzata a studenti, genitori, personale Ata e docenti della scuola, in merito a quanto avvenuto sabato 18 febbraio davanti a un'altra scuola fiorentina, il liceo classico Michelangiolo, dove due studenti di un collettivo di sinistra sono stati aggrediti con calci e pugni da sei appartenenti all'organizzazione di destra, Azione studentesca.

La lettera

Nella lettera Savino ha scritto: "Il fascismo in Italia non è nato con le grandi adunate da migliaia di persone. È nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a se stessa da passanti indifferenti. 'Odio gli indifferenti' diceva un grande italiano, Antonio Gramsci, che i fascisti chiusero in carcere fino alla morte, impauriti come conigli dalla forza delle sue idee. Siate consapevoli che è in momenti come questi che, nella storia, i totalitarismi hanno preso piede e fondato le loro fortune, rovinando quelle di intere generazioni. Nei periodi di incertezza, di sfiducia collettiva nelle istituzioni, di sguardo ripiegato dentro al proprio recinto, abbiamo tutti bisogno di avere fiducia nel futuro e di aprirci al mondo, condannando sempre la violenza e la prepotenza". 

"Chi decanta il valore delle frontiere, chi onora il sangue degli avi in contrapposizione ai diversi, continuando ad alzare muri, va lasciato solo, chiamato con il suo nome, combattuto con le idee e con la cultura - conclude la lettera della dirigente scolastica -. Senza illudersi che questo disgustoso rigurgito passi da sé. Lo pensavano anche tanti italiani per bene cento anni fa ma non è andata così".

La reazione del ministro

Il ministro Giuseppe Valditara intervistato a Mattino 5 ha detto: "È una lettera del tutto impropria, mi è dispiaciuto leggerla, non compete ad una preside lanciare messaggi di questo tipo e il contenuto non ha nulla a che vedere con la realtà: in Italia non c'è alcuna deriva violenta e autoritaria, non c'è alcun pericolo fascista. Sono iniziative strumentali che esprimono una politicizzazione che auspico che non abbia più posto nelle scuole; se l'atteggiamento dovesse persistere vedremo se sarà necessario prendere misure".

Associazione nazionale partigiani d'Italia: “Inaccettabili le parole di Valditara”

"La lettera della preside del liceo di Firenze, Annalisa Savino, è un esempio di sensibilità civile e di  pedagogia repubblicana. L'attacco del ministro Valditara contro di lei è inaccettabile". Lo afferma il presidente dell'Anpi, Gianfranco Pagliarulo. "La velata minaccia di future misure disciplinari - sottolinea - è la spia del clima di autoritaria intolleranza che questo governo sta promuovendo e diffondendo alzando il clima di tensione nel Paese. Va riconosciuta senza dubbio al ministro solidarietà per le minacce ricevute. Ma il suo rumorosissimo silenzio davanti all'aggressione subita dagli studenti di Firenze è una prova di parzialità francamente sconcertante da parte di un ministro della repubblica antifascista".

"Squadristi di estrema destra picchiano un ragazzo fuori da un liceo fiorentino. Il governo italiano di destra tace. Il capogruppo della destra alla Camera minimizza. Il ministro di destra dell'Istruzione e del Merito (sic!) minaccia sanzioni disciplinari alla dirigente scolastica che stigmatizza il pestaggio, sensibilizza i ragazzi al rispetto delle libertà, ne sollecita l'impegno contro l'indifferenza e difende la Costituzione ricordando le radici antifasciste della Repubblica. Destra di botte e di governo…" aggiunge il presidente del comitato provinciale dell'Anpi di Trieste, Fabio Vallon.

Lettera Preside Liceo Scientifico Da Vinci Firenze twitter/@succodimirtilli
Lettera Preside Liceo Scientifico Da Vinci Firenze

Associazione Nazionale Presidi: “Non si poteva tacere”

"Il principio della libertà di espressione garantito dalla Costituzione vale, ovviamente, anche per i dirigenti scolastici. Immagino che la preside in questione abbia deciso di intervenire perché i fatti accaduti nei giorni scorsi hanno scosso la comunità scolastica. Il suo messaggio è riconducibile nel perimetro del mandato educativo di un dirigente scolastico che non poteva restare in silenzio, facendo finta che non fosse successo niente". Lo afferma il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, commentando la polemica sugli scontri al liceo di Firenze.

"Il Ministro non può minacciare di 'prendere misure se l'atteggiamento dovesse persistere'. Quale atteggiamento? Il Ministro non ha alcun potere disciplinare nei confronti di un dirigente". Lo si legge in una nota di Dirigentiscuola che aggiunge: "La preside Savino non solo aveva il diritto, ma anche il dovere di ricordare agli alunni del suo Istituto la storia, senza temere nessuna censura o chiedere preventiva autorizzazione". ''Mi auguro - ha dichiarato Attilio Fratta, presidente nazionale di Dirigentiscuola - che il ministro Valditara voglia chiarire il suo pensiero ovvero che non aveva alcuna intenzione di minacciare la dirigente. Nessuno dovrebbe mai aver paura di esprimere il proprio pensiero o di fare il proprio lavoro. Quello che va condannato e punito severamente è il pestaggio, aprendo un serio dibattito sul perché succedono cose del genere, su come prevenirle o curarle''.

"Il Direttivo Nazionale Andis esprime piena solidarietà alla collega Annalisa Savino, dirigente scolastica del Liceo Scientifico Statale Leonardo Da Vinci di Firenze, coinvolta dalle critiche del Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, per la lettera con la quale ha preso posizione sull'aggressione avvenuta sabato davanti al Liceo 'Michelangiolo' della stessa città. La lettera della collega non è un 'atto improprio', in quanto è compito del dirigente scolastico indirizzare verso il pieno rispetto di quanto prevede la nostra Costituzione". Lo riferisce l'Andis in una nota.

Perquisizioni nelle case degli indagati

Perquisizioni della Digos a Firenze e a Fiesole nelle case dei sei esponenti di Azione Studentesca, tra i 16 e i 21anni, indagati per violenza privata aggravata e lesioni a seguito dell'aggressione davanti al liceo. Secondo quanto appreso, sono stati sequestrati cinque telefoni cellulari e qualche volantino. La nuova accusa di lesioni viene ipotizzata ora, dopo che la procura ha acquisito un referto di pronto soccorso per una prognosi di guarigione di sette giorni data a uno studente colpito. Il ragazzo si era fatto medicare in ospedale.