A Bruxelles

Le richieste della Nato: aumento delle munizioni e 2% del Pil alla difesa, "come minimo"

Il segretario generale dell'Alleanza Stoltenberg elenca le nuove linee guida alla fine della ministeriale della Difesa. Sull'ingresso di Svezia e Finlandia, "sta alla Turchia" dire se e quando potranno aderire

Le richieste della Nato: aumento delle munizioni e 2% del Pil alla difesa, "come minimo"
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I ministri della Difesa hanno preso decisioni per rafforzare ulteriormente la deterrenza e la difesa dell'Alleanza, tra cui l'approvazione di nuove linee guida per la pianificazione della difesa della Nato. Fa il punto, il segretario generale Jens Stoltenberg, in conferenza stampa a Bruxelles, dopo il Consiglio dei ministri della Difesa dei Paesi membri. “Questo riflette la realtà che viviamo in un mondo più pericoloso, con il comportamento aggressivo della Russia, la persistente minaccia del terrorismo e le sfide poste dalla Cina: guiderà i cambiamenti di capacità per gli anni a venire e garantirà che la nostra deterrenza e la nostra difesa rimarranno forti e credibili” ha spiegato Stoltenberg.

Un Consiglio dei ministri, quello tenuto oggi nel quartier generale della Nato, che ha preso importanti decisioni in merito alle spese militari da destinare alla difesa dei confini interni ed esterni dell’Alleanza: “L'obiettivo di dedicare il 2% del Pil alle spese per la difesa deve essere il minimo e non il massimo” ha spiegato Stoltenberg, aggiungendo che “con i ministri della Difesa abbiamo avviato una discussione che concluderemo al vertice di Vilnius. Ma è ovvio che rispetto al 2% indicato nel 2014 ora bisogna fare di più per rispondere alle sfide poste alla nostra sicurezza”.

Negli ultimi otto anni, da quel 2014 che aveva appunto sancito il target del 2%, “il trend è stato crescente e le spese sono aumentate di 50 miliardi di dollari” ha illustrato il segretario generale, richiamandosi all’andare “avanti su questa strada”. In questo quadro, rientra l’aumento della fabbricazione di munizioni: per fare fronte ai fabbisogni derivanti dal sostegno all'Ucraina, i partner della Nato si sono impegnati a collaborare con le industrie per incrementarne la produzione, ricordando come “Stati Uniti, Francia, Germania e Norvegia, ma anche altri alleati, hanno già firmato contratti con l'industria della difesa, il che significa che la produzione sta ora accelerando”. Il tutto sia nell'ambito del rifornimento delle scorte, che si sono esaurite dopo il massiccio invio di aiuti all'Ucraina, sia in quello del prosieguo di sostegni in armi e munizioni a Kiev.

Il segretario generale ha poi ricordato che “la guerra in Ucraina sta diventando una guerra di logoramento” e una guerra di logoramento è una “guerra di logistica”, ha precisato. Infine, sulla difficile adesione della Svezia e della Finlandia, ostacolata dal presidente turco Erdogan, Stoltenberg ha chiarito che “sta alla Turchia” decidere se e quando ratificare i protocolli per dare il via libera all’ingresso. “Per noi, i due Paesi sono pronti” a entrare nell'Alleanza, ha chiarito. Tra l’altro, la domanda che gli è stata rivolta gli ha fornito l’occasione per spiegare che domani ne parlerà con le autorità turche, in occasione della visita che il segretario generale compirà nel Paese devastato dal terremoto, per offrire la solidarietà dell'Alleanza.