I dati dell'Osservatorio

Siccità: l'allarme dell'Anbi: per 3,5 milioni di italiani l'acqua è a rischio

Secondo il Consiglio nazionale delle ricerche tra il 6% ed il 15% della popolazione italiana vive in territori esposti a una siccità severa. Il ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin annuncia per la prossima settimana "un tavolo sulla crisi idrica"

Siccità: l'allarme dell'Anbi: per 3,5 milioni di italiani l'acqua è a rischio
(Emmanuele Ciancaglini/Ciancaphoto Studio/Getty Images)
Una veduta aerea della secca del fiume Po il 24 luglio 2022 a Sermide, Italia.

"Dati alla mano, è lecito ritenere che, per almeno tre milioni e mezzo di italiani, l'acqua dal rubinetto non può più essere data per scontata", a lanciare l'allarme è il presidente  dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di bacino (Anbi), Francesco Vincenzi, citando dati del Cnr. Secondo il Consiglio nazionale delle ricerche, una percentuale fra il 6% ed il 15% della popolazione italiana vive ormai in territori esposti ad una siccità severa o estrema.

L' Osservatorio Anbi sulle risorse idriche - si legge ancora nella nota - settimanalmente registra il peggiorare di una situazione, che appare irrimediabilmente compromessa, anche a fronte di prossime e comunque auspicate precipitazioni. L' assenza di pioggia a febbraio torna a fare intravvedere lo spettro della siccità anche lungo le zone tirreniche dell'Italia centrale.   Le temperature miti del mese in corso fanno sì che il già scarso manto nevoso nelle regioni alpine si assottigli ulteriormente. Secondo Anbi drammatica la condizione del fiume Po che, lungo tutta l'asta, registra portate al di sotto del minimo storico ed ovviamente inferiori al 2022.   Segnali di sofferenza idrica si palesano in Centro Italia, dove costante è la decrescita di livello del fiume Tevere, dall'Umbria fino alla foce. La portata dell'Aniene è meno della metà della media storica; in calo anche i fiumi Sacco e Liri. Il lago di Bracciano rimane ad un livello più basso di 14centimetri rispetto al 2022.   

Calano i livelli dei fiumi in Campania, mentre i volumi negli invasi artificiali della Basilicata subiscono una piccola contrazione. Crescono ulteriormente le riserve d'acqua invasata nei serbatoi nel Nord della Puglia.   Per Massimo Gargano, Direttore Generale di Anbi, "accade che al Sud si sia costretti a rilasciare in mare quantitativi d'acqua, esuberanti le capacità degli invasi e che al Nord si capitalizzi solo una piccola parte del già iniziato scioglimento delle nevi. Questo, non solo di fronte alle immagini di autobotti già in azione nel Piemonte, ma ad allarmanti segnali provenienti da altre zone d'Europa: dalla Francia, dove si è alla vigilia del razionamento idrico in alcune zone del Paese, alla Gran Bretagna, dove è già iniziato il contingentamento negli acquisti di alcuni prodotti agricoli".   Per Gargano "è necessario dare il via ad interventi per aumentare le riserve d'acqua: dall'efficientamento delle opere esistenti alla realizzazione di nuovi bacini multifunzionali, come previsto dal Piano Laghetti, proposto da Anbi e Coldiretti".

Pichetto Fratin: la prossima settimana un tavolo sulla crisi idrica

"E' stato costituito a palazzo Chigi un Tavolo di lavoro sulle crisi idriche, al quale parteciperanno la prossima settimana il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, la viceministra Vannia Gava, il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli". Lo ha reso noto il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin rispondendo al question time al Senato. "Al fine di avere un quadro conoscitivo esaustivo della disponibilità della risorsa idrica, propedeutico a qualsivoglia azione, il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha finanziato il progetto del bilancio idrologico nazionale - ha aggiunto il ministro - in relazione agli osservatori permanenti sugli utilizzi idrici, è volontà di questo Ministero promuovere un rafforzamento della capacità decisionale nell'ambito del governo della risorsa idrica".  

Poi il ministro ha proseguito parlando degli investimenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza:  "Nell'ambito delle misure Pnrr - ha proseguito il ministro - rientrano gli investimenti per la realizzazione di un Sistema Avanzato ed Integrato di Monitoraggio e Previsione (Sim) e gli investimenti relativi al Piano invasi, al fine di incrementare la sicurezza dell'approvvigionamento idrico di importanti aree urbane e la resilienza delle reti.   "All'interno del Distretto del fiume Po - ha concluso Pichetto Fratin -, quello maggiormente colpito in queste annualità dai fenomeni di scarsità idrica, sono stati finanziati 21 progetti per una somma di oltre 480 milioni di euro, nella maggior parte ricadenti nelle sezioni "Acquedotti" e "Invasi" del Piano nazionale settore idrico".

De Poli: accolta la mia proposta di un Piano strategico nazionale

"Il governo ha accolto con favore lamia proposta di un Piano strategico nazionale per la messa a sistema delle azioni dovute e necessarie a salvaguardia della risorsa idrica e per contrastare il fenomeno della siccità che sta colpendo tutto il territorio nazionale", a dichiararlo è il senatore UDC Antonio De Poli che, oggi, nel corso del question time, in Senato, ha sottoposto all'attenzione del governo e del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Pichetto Fratin, la crisi idrica.   "Nel Piano - sottolinea De Poli - sarà fondamentale prevedere gli invasi, interventi sulla rete idrica per contrastare le perdite d'acqua, opere infrastrutturali come impianti di ricarica e desalinizzatori. Oggi, secondo un rapporto dell'ANBI, l' assenza di piogge espone al rischio 3,5 milioni di italiani. La tutela dell'acqua è una priorità di questa maggioranza. E' impensabile che, nel nostro Paese, venga trattenuta meno del 10%dell'acqua piovana. Dal governo, oggi, arriva un impegno concreto che va nella giusta direzione per archiviare e superare, finalmente, l'immobilismo del passato".