La catastrofe

Terremoto in Turchia e Siria, salvati tre uomini dopo 11 giorni passati sotto le macerie

Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime: oltre 43mila. Il cordoglio del presidente Mattarella per il ritrovamento a Kahramanmaras del corpo dell'imprenditore Angelo Zen. Scontri nella notte in Siria tra le forze governative e i ribelli

Terremoto in Turchia e Siria, salvati tre uomini dopo 11 giorni passati sotto le macerie
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Salvata una ragazza a 248 ore dal terremoto, Turchia

Il bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito la Turchia e la Siria il 6 febbraio ha superato quota 43mila. Il drammatico dato emerge sommando il numero fornito in serata dal ministero degli interni turco (39.672) alle vittime di cui si ha notizia in Siria (almeno 3.680).

Mentre la Turchia ha sospeso le operazioni di soccorso in alcune zone del paese e il governo della Siria, già dilaniata dalla guerra da 12 anni, ha fatto lo stesso nelle zone che controlla, arrivano ancora notizie di sopravvissuti.

Salvi due uomini di 26 e 34 anni, estratti vivi dopo 261 ore sotto le macerie di un ospedale privato nella città turca di Hatay. I soccorritori stavano lavorando intorno all'edificio crollato quando hanno sentito un suono, forse una voce, e hanno scavato in quella direzione. Mehmet Ali Sakiroglu, uno dei due uomini tratti in salvo aveva portato il figlio in ospedale il giorno prima del terremoto, riferisce Anadolu. E nel pomeriggio un uomo di 45 anni è stato estratto vivo dopo essere rimasto sepolto per 278 ore sotto le macerie di un edificio crollato a causa del terremoto ad Hatay, una delle città del sud est della Turchia più colpite dal sisma. 

I soccorritori turchi ieri avevano tirato fuori dalle macerie una ragazza di 17 anni e una donna di vent'anni, quasi undici giorni dopo il terremoto che ha devastato la zona di confine tra i due Paesi.

Nel frattempo, secondo quanto riferito dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, si è verificato uno scambio di colpi di artiglieria tra forze governative siriane e forze ribelli nel nord-ovest del paese, devastato dal terremoto. Secondo le fonti, i bombardamenti di artiglieria governativi e dei ribelli hanno preso di mira le rispettive postazioni militari nei distretti di Ataraeb e Saraqeb, proprio lungo la strada che collega le due aree divise dal controllo politico-miltiare del governo siriano a ovest e di quello ribelle filo-turco a est.   

In quella stessa zona si trova il valico di passaggio tra le due aree e dove si attende che possano passare gli aiuti umanitari dalle zone governative a quelle fuori dal controllo di Damasco.

L'amministrazione siriana dei valichi di frontiera ha recentemente annunciato che la Turchia aprirà i suoi confini per consentire ai siriani che vivono nella zona del terremoto di tornare temporaneamente a casa e poi tornare in Turchia per un periodo compreso tra 3 e 6 mesi. Si prevede che più di 3.000 siriani attraverseranno il confine ogni giorno Chris McGrath/Getty Images
L'amministrazione siriana dei valichi di frontiera ha recentemente annunciato che la Turchia aprirà i suoi confini per consentire ai siriani che vivono nella zona del terremoto di tornare temporaneamente a casa e poi tornare in Turchia per un periodo compreso tra 3 e 6 mesi. Si prevede che più di 3.000 siriani attraverseranno il confine ogni giorno

Continua la raffica di arresti da parte del governo turco nei confronti dei costruttori edili. Il ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdag, nel corso di una conferenza stampa ha annunciato che sono più di cinquanta gli imprenditori arrestati in Turchia per negligenza o difetti di  costruzione di palazzi che, sgretolandosi a causa del terremoto, hanno aumentato il numero di vittime.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso sentimenti di cordoglio e di solidarietà alla famiglia per la notizia del ritrovamento a Kahramanmaras del corpo dell'imprenditore Angelo Zen, vittima del terremoto in Turchia.

Il cadavere del connazionale è stato ritrovato e identificato ieri nella città di Kahramanmaras, una delle più colpite dal sisma che ha devastato il sud della Turchia lo scorso 6 febbraio. A raccontare ad AGI la dinamica del ritrovamento, per il quale sono stati necessari 4 giorni di lavoro congiunto da parte del soccorso alpino della Guardia di finanza, Vigili del fuoco e unità di polizia e di Ris dei carabinieri per il riconoscimento di cadaveri, è stato Nicola Zarbo, maresciallo del Comando Generale della Guardia di Finanza. 

Il team interforze ha agito sotto il coordinamento del ministero Affari Esteri e dall'ambasciata italiana in Turchia. “I Vigili del fuoco hanno innanzitutto ricostruito la dinamica del crollo, circoscrivendo le zone in cui il cadavere del nostro connazionale si sarebbe potuto trovare. A segnalare la presenza del cadavere di Zen un cane di 8 anni, Fury, coordinato da Francesco D'Urso del soccorso alpino di Rieti”. Tuttavia i cani italiani hanno permsso il ritrovamento di altri tre cadaveri di cittadini turchi. Una circostanza per cui il maresciallo ci tiene a sottolineare "il ruolo fondamentale dei cani molecolari", tre, di cui due pastori tedeschi e un pastore belga malinois. Due dei tre cani hanno riportato ferite alle zampe che hanno reso necessario l'intervento del veterinario e riposo forzato per gli animali.

terremoto Turchia, sbarcato ad Adana il team dei vigili del fuoco italiani (Vigili del Fuoco)
terremoto Turchia, sbarcato ad Adana il team dei vigili del fuoco italiani

Da parte dell'Unione europea arriva una precisazione riguardo gli aiuti in Siria: "Non abbiamo mai avuto alcuna sanzione contro la Siria che abbia bloccato in alcun modo la strada per gli aiuti umanitari, ma proprio a causa dell'emergenza del terremoto stiamo rivedendo il nostro regime di sanzioni per evitare ogni possibile ostacolo agli aiuti". Lo riferisce un alto funzionario Ue in vista del Consiglio Ue Esteri di lunedì. "La nostra intenzione è quella di aiutare i siriani il più possibile, allo stesso modo dei turchi, ma come è noto è davvero difficile entrare in Siria con gli aiuti umanitari perché c'è il regime di Assad", ha aggiunto.