Verso il 25 aprile

La Russa: "A via Rasella colpita banda musicale di semi pensionati". Si infuoca la polemica politica

Dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull'eccidio delle Fosse Ardeatine, il dibattito mette al centro il presidente del Senato

La Russa: "A via Rasella colpita banda musicale di semi pensionati". Si infuoca la polemica politica
Libero
Ignazio La Russa ospite di Pietro Senaldi nel podcast di Libero

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è stato ospite di Terraverso, il podcast Libero Quotidiano condotto da Pietro Senaldi. Durante la puntata, ha toccato temi come la maternità surrogata, le adozioni, l’immigrazione e il 25 aprile e alle recenti critiche ai commenti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull’eccidio delle Fosse Ardeatine.

In particolare quest'ultimo argomento ha acceso la polemica politica. La Russa ha detto dell’attentato dei partigiani a via Rasella che generò la rappresaglia, che si è trattato di “una pagina tutt’altro che nobile della Resistenza: quelli uccisi furono una banda musicale di semi-pensionati e non nazisti delle SS, sapendo benissimo il rischio di rappresaglia su cittadini romani, antifascisti e non”. La Russa ha voluto comunque sottolineare la sua “condanna durissima dell’eccidio delle Fosse Ardeatine”.

La polemica politica

“Parole indecenti, inaccettabili per il ruolo che ricopre”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein

Mentre Emanuele Fiano, ex deputato del Partito Democratico e figlio di Nedo, sopravvissuto ad Auschwitz e tra i più attivi testimoni dell'Olocausto in Italia, ha commentato: "Il Partito Democratico chieda le  dimissioni di Ignazio La Russa. La seconda carica dello Stato non può  insultare la Lotta di Liberazione che permette a lui di sedere su  quello scranno, e non può permettere che da quell'incarico così alto  si neghi la storia''. 

La replica dell'ANPI

"Le parole di Ignazio La Russa sono semplicemente indegne per l'alta carica che ricopre e rappresentano un ennesimo, gravissimo strappo teso ad assolvere il fascismo e delegittimare la Resistenza". Lo afferma il Presidente dell'ANPI, Gianfranco Pagliarulo. "Il terzo battaglione del Polizeiregiment colpito a via Rasella mentre sfilava armato fino ai denti stava completando l'addestramento per andare poi a combattere gli Alleati e i partigiani, come effettivamente avvenne - ricorda Pagliarulo -. Gli altri due battaglioni del Polizeiregiment erano da tempo impegnati in Istria e in Veneto contro i partigiani. L'attacco di via Rasella, pubblicamente elogiato dai comandi angloamericani, fu la più importante azione di guerra realizzata in una capitale europea. Dopo la Presidente del Consiglio, anche il Presidente del Senato fa finta di ignorare che non furono i soli nazisti a organizzare il massacro delle Fosse Ardeatine, perché ebbero il fondamentale supporto di autorità fasciste italiane", conclude il presidente dell'Anpi.