Paolo Gentiloni: "Nel 2024 tornano le procedure per il deficit ma no a nuovo rigore e austerità"

Tornano quindi i limiti del 3% del rapporto deficit/Pil e 60% del rapporto debito/Pil nei bilanci degli Stati. Domani Bruxelles deciderà anche sugli aiuti di Stato

Paolo Gentiloni: "Nel 2024 tornano le procedure per il deficit ma no a nuovo rigore e austerità"
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Paolo Gentiloni, Parlamento Europeo 8/03/23

Arriva dall'Europa l'ufficialità che dal 2024 non sarà più in vigore la clausola di salvaguardia generale del Patto di stabilità e crescita. Tornano quindi i limiti del 3% del rapporto deficit/Pil e 60% del rapporto debito/Pil nei bilanci degli Stati e tornano anche le procedure per deficit eccessivo ma non è di nuovo rigore e austerità. La riduzione del debito, basandosi anche sulla riforma attualmente in discussione tra gli Stati, sarà graduale, concreta, credibile e soprattutto differenziata per Paese. Questo ha deciso la Commissione europea con la sua comunicazione sulle linee guida per i bilanci.   

 "Non avrebbe senso tornare semplicemente ad applicare le norme esistenti come se nulla fosse accaduto. Dobbiamo riconoscere la nuova realtà post-pandemia e la realtà di una guerra in corso in Ucraina. E, soprattutto, dobbiamo riflettere sul fatto che è attualmente in fase di elaborazione un'importante revisione di tali norme", ha spiegato il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni. "Le raccomandazioni fiscali specifiche per Paese per il 2024, che presenteremo a maggio, avranno un requisito quantitativo e una guida qualitativa sugli investimenti e sulle misure energetiche. In linea con i nostri orientamenti di riforma, le raccomandazioni saranno formulate sulla base della spesa primaria netta", ha confermato. "I requisiti saranno differenziati in base alle sfide di sostenibilità del debito degli Stati membri, seguendo i criteri proposti nei nostri orientamenti di riforma, pur rimanendo coerenti con l'attuale legislazione", ha evidenziato.     

Tuttavia gli Stati sono chiamati a sistemare i propri conti fin da ora. Anche se quest'anno non ci saranno procedure d'infrazione per l'eccessivo deficit, l'anno prossimo (in primavera) torneranno e si baseranno sui dati consuntivi del 2023 e sull'andamento generale della traiettoria di debito del Paese in esame. Per questo Gentiloni invita i Ventisette a "preservare gli investimenti, anche con l'assorbimento dei fondi europei, e limare invece la spesa corrente". In questa limatura rientrano i sussidi per fronteggiare l'impennata dei prezzi dell'energia. "Gli Stati membri dovrebbero eliminare gradualmente queste misure di sostegno, a partire da quelle meno mirate o che distorcono il segnale dei prezzi, in modo che possano migliorare le proprie posizioni di bilancio e liberare risorse per sostenere la doppia transizione e contribuire alla riduzione dell'inflazione", è il messaggio di Gentiloni.

E la  Commissione europea si appresta domani a dare il via libera al nuovo regime temporaneo sugli aiuti di Stato per concedere maggiore flessibilità ai governi dei Ventisette. E' quanto si apprende a Bruxelles. Il nuovo quadro fa parte della risposta Ue all'Inflation Reduction Act (Ira) dell'amministrazione di Joe Biden, che al suo interno contiene un maxi-pacchetto di sussidi green da circa 370 miliardi di dollari per le imprese. L' ok arriverà proprio mentre la presidente Ursula von der Leyen si trova in missione negli Stati Uniti, dove venerdì è in programma un faccia a faccia con Biden che avrà l'Ira tra i temi sul tavolo

Sede della Commissione Europea Getty
Sede della Commissione Europea