Il personaggio

Addio a Henry Kissinger, il Machiavelli del XX secolo

Segretario di Stato per Nixon e Ford, fu anche politologo, stratega ed esperto di geopolitica. Vero ispiratore della politica estera degli Stati Uniti durante la Guerra Fredda, riteneva che i soli criteri da seguire fossero pragmatismo e opportunismo

Addio a Henry Kissinger, il Machiavelli del XX secolo
(Getty Images)
Henry Kissinger nel 1972

Dall’alto del suo secolo di vita, Henry Kissinger (che in realtà si chiamava Heinz Alfred ed era nato nel cuore di quella Germania causa di tanti lutti e sciagure del ‘900) ha attraversato il “secolo breve” in cui la storia - si disse - era finita, salvo poi accorgersi che continuava lungo diversi e inaspettati rivoli. 

Il segretario di Stato di Richard Nixon e Gerald Ford, consigliere per la sicurezza nazionale degli stessi presidenti USA, arguto e spregiudicato stratega, fine teorico di geopolitica, illustre ambasciatore e politologo, si è spento il 30 novembre all'età di 100 anni nella sua casa nel Connecticut.

Era nato il 27 maggio 1923 a Fürth, in Baviera, da genitori ebrei tedeschi piccolo-borghesi. 
Dopo aver lasciato il Vecchio Continente con la famiglia nel 1938 per sfuggire alle persecuzioni razziali, Kissinger diventa cittadino statunitense nel 1943. Aveva servito il suo nuovo Paese nella Seconda guerra mondiale, aiutando i soldati americani come interprete nelle trincee europee, lui che era di madrelingua tedesca. 

 

Henry Kissinger, ex Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America wikipedia
Henry Kissinger, ex Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America

Nel dopoguerra, è stato consulente di diversi inquilini della Casa Bianca, di orientamenti politici opposti: sia repubblicani (Eisenhower) che democratici (Kennedy e Johnson). L’apice della carriera arriva tra gli anni Sessanta e i Settanta, quando diventa prima assistente speciale del presidente Nixon per la Sicurezza nazionale (1969-1975) e poi segretario di Stato (1973-1974), confermato nella carica dal successore di “Tricky Dick”, Ford (1974-1976).

Kissinger è considerato il vero ispiratore della politica estera statunitense in piena Guerra Fredda, dal lungo e faticoso riavvicinamento alla Cina post-rivoluzione maoista (che culminò con lo storico viaggio di Richard Nixon a Pechino nel 1972) alle altrettanto faticose trattative per porre fine alla tragedia della Guerra in Vietnam. Il conflitto, simbolo della contrapposizione ideologica tra Est e Ovest, si concluse grazie agli Accordi di Parigi del 1973, cui Kissinger diede il suo determinante contributo e che poi gli valsero il Premio Nobel per la Pace in quello stesso anno.

Ma il politologo e stratega tedesco-americano, considerato uno dei massimi esperti di diplomazia del Novecento, ha offerto la sua esperienza anche nella risoluzione del conflitto tra arabi e israeliani, partecipando alla Conferenza di Ginevra del 1975. Su di lui pesano anche non poche ombre, come il coinvolgimento diretto nel golpe militare di Augusto Pinochet in Cile, del settembre 1973, sostenuto dalla CIA per mantenere l’influenza degli Stati Uniti in Sudamerica. Per Kissinger, la realpolitik doveva essere l’unico criterio a guidare un governante, basandosi su pragmaticità e opportunismo, con la convenienza quale unico parametro di scelta. In questo senso, l’ex segretario di Stato può essere visto a ragione come “il Machiavelli del XX secolo”.

Forte di un lungo apprendistato al governo, ai tavoli di comando, Henry Kissinger ha tradotto gli insegnamenti appresi nel tempo in una serie di volumi di grande seguito: Nuclear weapons and foreign policy (1957), American foreign policy: three essays (1969), Diplomacy (1994), Crisis (2003), On China (2011).

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontra Henry Kissinger 28 07 2023 LaPresse
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontra Henry Kissinger 28 07 2023