Il testo torna oggi in Aula alla Camera

Def, il governo inciampa alla Camera e accelera i tempi. Meloni: "Scivolone, nessun fatto politico"

Troppe assenze, battuta la maggioranza. Ora corsa contro il tempo: il governo vara una nuova Relazione che dopo l'ok in Commissione torna oggi all'esame dell'Aula. Confermati i saldi e l'extra deficit di 3,4 miliardi per il 2023 e 4,5 nel 2024

Def, il governo inciampa alla Camera e accelera i tempi. Meloni: "Scivolone, nessun fatto politico"
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Il tabellone con la votazione della risoluzione di maggioranza sullo scostamento di bilancio nell'aula della Camera

Troppe le assenze tra i deputati della maggioranza: mancano i voti, la Camera boccia la risoluzione sul Def. Un “brutto scivolone”, come dice da Londra la premier Giorgia Meloni, che costringe la maggioranza a una corsa contro il tempo per completare le procedure entro il primo maggio. 

E dunque, un Consiglio dei Ministri lampo approva una nuova relazione sullo scostamento di bilancio che in serata ieri ottiene il via libera della commissione Bilancio della Camera. Oggi il testo torna in Aula per una nuova votazione. 

Nella nuova Relazione approvata dal Cdm, il governo conferma i saldi di bilancio e l'extra deficit di 3,4 miliardi nel 2023 e 4,5 miliardi di euro nel 2024
Servirà a finanziare il taglio del cuneo fiscale, i lavoratori e le famiglie con figli, sottolinea. 

L'Assemblea di Montecitorio è convocata alle 9. L'Aula di palazzo Madama si riunisce invece alle 14. 
Camera e Senato devono completare l'esame al massimo entro sabato. Uno sprint necessario per incassare l'ok al Def e allo scostamento e quindi convocare, come da programma, la riunione del Consiglio dei ministri il Primo maggio con l'obiettivo di varare il decreto legge che conterrà i tagli al costo del lavoro.

Ma che cosa è successo esattamente ieri? 
Dopo sei mesi la coalizione che sostiene il governo è andata per la prima volta in minoranza in Parlamento sullo scostamento di bilancio. 
Per sei voti il centrodestra non ha raggiunto il quorum richiesto di 201 sì (la maggioranza assoluta) e si è fermata a 195 voti favorevoli (105 gli astenuti - Pd, M5s e Terzo polo, ad eccezione di Roberto Giachetti che ha votato a favore - e 19 i contrari - i deputati di Avs). Esito che ha comportato l'impossibilità di procedere alla successiva votazione sulle risoluzioni al Def. 

Una battuta d'arresto per maggioranza e governo che Giorgia Meloni non esita a definire "un brutto scivolone che però non rappresenta un segnale politico"
Da Londra, dove ha incontrato il premier britannico Rishi Sunak, la Presidente del Consiglio ha parlato di "brutta figura", richiamando “alla responsabilità” e ha garantito che il Cdm del primo maggio si farà. "Noi non ci stiamo risparmiando e nessuno si deve risparmiare. Ma francamente non credo che sia stato un segnale politico, per paradosso anzi è accaduto per un eccesso di sicurezza", spiega Meloni. "Ora si deve fare una ulteriore considerazione sui parlamentari in missione - conclude - ma non ci vedo un problema politico. Il Def sarà approvato, manterremo i nostri impegni". 

Il riferimento è alle assenze dei deputati che hanno determinato lo scivolone
In tutto, scorrendo i tabulati, alla maggioranza sono mancati 45 voti. Ma bisogna distinguere tra assenze giustificate e non. 
Nel dettaglio, risulta che non hanno partecipato al voto 14 deputati di FdI, di cui 9 in missione (su 117 hanno votato in 103); 14 i deputati tra le file di Forza Italia che non risultano presenti al voto, di cui 5 in missione (su 44 deputati hanno votato in 30); 15 invece i non partecipanti al voto nella Lega, di cui 4 in missione - va segnalata l'assenza di Umberto Bossi per malattia (su 65 hanno votato in 50). Infine, su 10 deputati di Noi moderati hanno votato in 8 su 10. Dunque, tirando le somme, 5 gli assenti ingiustificati in FdI, 9 in Forza Italia e 11 nella Lega. 

"Il problema è che i deputati non sanno o non si rendono conto", commenta il ministro Giorgetti, secondo cui comunque "non c'è un problema politico"

"Delle due l'una: o siamo di fronte a un episodio di imperdonabile sciatteria o alla prova conclamata delle divisioni della maggioranza. In entrambi i casi si dimostra la totale inadeguatezza di questo governo e di questa maggioranza, che dovranno risponderne davanti al Paese", attacca la segretaria del Pd Elly Schlein. Che aggiunge: “Siamo al dilettantismo, il problema è che lo pagano l'Italia e la sua credibilità”.

In Aula le opposizioni hanno chiesto che il governo si rechi subito al Colle, perché quanto accaduto "è un dato politico clamoroso", come dice la capogruppo democratica Chiara Braga. Dello stesso avviso il capogruppo M5s, Francesco Silvestri, secondo il quale la premier dovrebbe "recarsi subito al Quirinale".

 

Applausi dai banchi della maggioranza per l'approvazione della legge di Bilancio, Senato della Repubblica, 29 dicembre 2022 Mauro Scrobogna/LaPresse
Applausi dai banchi della maggioranza per l'approvazione della legge di Bilancio, Senato della Repubblica, 29 dicembre 2022

Def approvato al Senato

Prima del passaggio alla Camera, l'aula del Senato aveva approvato la stessa risoluzione con 110 voti favorevoli, 59 contrari e 4 astensioni. Via libera - con 115 sì, 29 no e 29 astenuti - anche alla risoluzione sullo scostamento di bilancio per cui è richiesto il voto a maggioranza assoluta dei componenti. 

I contenuti: “Favorire la crescita della produzione economica, anche individuando le più opportune misure di riduzione del carico impositivo; valutare, nell'ambito degli eventuali spazi di bilancio che si renderanno disponibili per la prossima manovra, un innalzamento delle pensioni minime e di invalidità; proseguire nell'azione di riduzione del cuneo fiscale. E infine, introdurre misure di carattere strutturale per il sostegno alla natalità e alla famiglia, proteggendo la maternità, potenziando i servizi territoriali alla cura dei bambini”.

Nel testo figurano anche la richiesta di contrastare la delocalizzazione e favorire il reshoring (riportare la produzione nel Paese d’origine, ndr) delle imprese, definire un piano di interventi per l'occupazione, in particolar modo femminile, rafforzare gli investimenti nell'istruzione e nell'assistenza socio-sanitaria.