Irregolarità finanziarie

"Mani pulite" in Scozia: rilasciato il marito di Sturgeon ma le indagini proseguono

L'indagine è incentrata sul sospetto relativo alla distrazione di circa 600.000 sterline donate per finanziare le campagne pro-secessione dello Scottish National Party, nonché di altre 100.000 prelevate come prestito personale non dichiarato

"Mani pulite" in Scozia: rilasciato il marito di Sturgeon ma le indagini proseguono
(Jane Barlow/Pool photo via AP
Nicola Sturgeon annuncia le dimissioni

È stato rilasciato Peter Murrell, ex amministratore dell'Snp al potere a Edimburgo e consorte della ex first minister locale della Scozia, Nicola Sturgeon. Era stato arrestato in mattinata, nel quadro di un'inchiesta su presunte irregolarità finanziarie nella gestione del partito. Gli investigatori, al termine di una giornata di perquisizioni a tappeto, hanno precisato che le indagini proseguono, ma per ora non hanno formalizzato accuse specifiche. Sturgeon ha da parte sua assicurato anche la propria disponibilità a cooperare con la polizia, “se richiesta”, mentre ha negato di aver avuto conoscenza dell'inchiesta prima delle sue dimissioni.

Potrebbe dunque esserci l'ombra di una “Mani Pulite” scozzese dietro le dimissioni a sorpresa di metà febbraio di Nicola Sturgeon, per quasi un decennio leader indipendentista dello Scottish National Party (Snp) e first minister incontrastata del governo locale della Scozia: attribuite allora ufficialmente a stanchezza personale, frutto - si disse - degli effetti logoranti della "brutalità della politica".

Giustificazioni che oggi possono essere interpretate in modo diverso, alla luce dei clamorosi sviluppi dell'indagine di polizia sulle presunte malversazioni che hanno portato all'arresto di Peter Murrell, 58 anni, consorte dell'ormai ex dama di ferro di Edimburgo e pilastro del sistema di potere scozzese da ben prima dell'ascesa di Nicola al vertice. Amministratore dell'Snp e deus ex machina della sua struttura organizzativa da poco meno di un quarto di secolo - arco di tempo coinciso con l'impennata delle fortune elettorali del partito - Murrell è finito in manette sullo sfondo di una giornata conclusa con il suo rilascio in assenza per ora d'incriminazione formale, mentre l'indagine tuttavia prosegue. 

Una indagine incentrata sul sospetto dell'accusa relativo alla distrazione di circa 600.000 sterline donate per finanziare le campagne pro-secessione dello Scottish National Party, nonché di altre 100.000 prelevate dall'ex amministratore dalla tesoreria posta sotto il proprio controllo come un "prestito" non dichiarato. Sospetti che Sturgeon nega abbiano aver avuto a che fare con le proprie dimissioni, giurando di essere pronta a collaborare con gli inquirenti "se richiesta" e di non aver avuto sentore di questi sviluppi fin da febbraio.

Nicola Sturgeon con suo marito Peter Murrell AFP
Nicola Sturgeon con suo marito Peter Murrell

L'inchiesta rischia di far sembrare piccoli lo stesso Partygate o altri scandali nazionali britannici denunciati a più riprese negli ultimi tempi proprio dalla ex leader dell'Snp, come il frutto della "corruzione di Westminster", così come i "conflitti d'interesse Tory" rinfacciati a Boris Johnson & co. E ora potrebbe offrire una chance di rivincita in Scozia anche ai laburisti, alle prossime elezioni generali previste, salvo anticipi, per fine 2024, dopo oltre un ventennio d'umiliazioni continue subite nelle loro ex roccaforti settentrionali dell'isola ad opera degli indipendentisti.

Ad aggravare la situazione, ci sono le immagini imbarazzanti di un blitz che ha visto per l'intera giornata gli agenti della Police of Scotland presidiare in forze tanto l'abitazione di famiglia di Glasgow dei coniugi Sturgeon, quanto il quartier generale edimburghese dell'Snp: nel cui cortile è stata installata una tenda azzurra, come per i casi d'omicidio, sotto cui disporre scatoloni di documenti e computer sequestrati in ore ed ore di perquisizioni che non hanno risparmiato nemmeno i cassoni dell'immondizia. 

Il quadro sembra il tramonto di un'era, con un'emorragia di iscritti in seno al partito, passati da 104.000 a 72.000 nel giro di pochi mesi, con polemiche sulla gestione interna, e con divisioni innescate da una controversa legge locale in materia di “gender free” e soprattutto con la battaglia secessionista legata al fallimento della strategia sturgeoniana di ricorrere alla Corte Suprema del Regno Unito per tentare di ottenere un referendum bis sul divorzio da Londra dopo quello perduto nel 2014 e dopo la Brexit.