New York affonda e non è solo colpa dei cambiamenti del clima, ma dei grattacieli

Una nuova ricerca evidenzia che quelli più antichi, come l'Empire State Building e il Chrysler pesano circa di 761 mln di tonnellate, come se 140 milioni di elefanti fossero accampati a Manhattan

New York affonda e non è solo colpa dei cambiamenti del clima, ma dei grattacieli
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Grattacieli a Manhattan

La Grande Mela sta affondando, e fino ad ora si pensava fosse colpa solo del cambiamento climatico, ma una nuova ricerca dà la responsabilità al peso straordinario dei grattacieli che aggrava la minaccia di inondazioni. New York si sta abbassando in media di circa 1-2 mm all'anno, con alcune aree che precipitano al doppio di questo tasso, secondo la ricerca pubblicata sulla rivista Earth's Future.

Il livello dell'acqua che circonda New York City, fiumi e oceano Atlantico, è aumentato di circa 9 pollici, 22 cm, dal 1950 e le principali inondazioni dovute alle tempeste potrebbero essere fino a quattro volte più frequenti di adesso entro la fine del secolo a causa della combinazione di innalzamento del livello del mare e uragani. 

"Una popolazione profondamente concentrata di 8,4 milioni di persone affronta vari gradi di pericolo a causa delle inondazioni a New York City", hanno scritto i ricercatori nel nuovo studio. 

Questa tendenza viene amplificata dalla mole delle infrastrutture costruite a Manhattan. I ricercatori hanno calcolato che le strutture della città, che includono il famoso Empire State Building, inaugurato nel 1931, e il Chrysler Building (1930) pesano un totale di 761 milioni di tonnellate, che equivale all'incirca al peso di 140 milioni di elefanti.

Questo enorme peso sta schiacciando un miscuglio di materiali diversi trovati nel terreno di New York. Mentre molti degli edifici più grandi sono posti su un solido substrato roccioso, c'è una miscela di altre sabbie e argille che sono state ricostruite, aggiungendosi a un effetto di affondamento che si verifica comunque anche lungo gran parte della costa orientale degli Stati Uniti. 

"Non è qualcosa di cui preoccuparsi immediatamente, ma c'è questo processo in corso che aumenta il rischio di inondazione", ha affermato Tom Parsons, geofisico presso l'US Geological Survey, che ha guidato la nuova ricerca. “Più il terreno è soffice, maggiore è la compressione degli edifici. Non è stato un errore costruire edifici così grandi a New York, ma dobbiamo solo tenere a mente che ogni volta che costruisci qualcosa lì, spingi il terreno un po' di più".

Nel 2012, New York è stata colpita dall'uragano Sandy, che ha allagato parti della metropolitana e causato danni estesi, inclusi blackout elettrici. Poi, nel 2021, l'uragano Ida ha inondato aree della città, provocando diverse vittime. Gli scienziati affermano che entrambi gli eventi sono stati aggravati dagli effetti del riscaldamento globale.

Parsons ha affermato che New York e altre città costiere “devono pianificare tutto questo. Se ti esponi ripetutamente all'acqua di mare, puoi corrodere l'acciaio e destabilizzare gli edifici, cosa che chiaramente non vuoi. Anche le inondazioni uccidono le persone, il che è probabilmente la preoccupazione maggiore”.

Una situazione simile a quella che viene prospettata per New York è stata affrontata in Indonesia e per la sua capitale, Giacarta. Durante la stagione delle piogge Giacarta viene spesso allagata a causa dell'intasamento di fogne, tubazioni e forti piogge tanto da far decidere il parlamento a spostare entro il 2024 tutti gli edifici pubblici in un’altra città, Nusantara e farne la nuova capitale. Giacarta, che già si trova per il 40% sotto il livello del mare, affonda a una media di circa 7,5 centimetri all'anno. 

New York non è la capitale degli Stati Uniti e neppure del suo stato (Albany), ma è sicuramente la città più visitata d’America e questo allarme non potrà essere ignorato.