Riforma della giustizia

Ancora proteste e scontri in Israele contro il governo Netanyahu: 7 feriti e 40 arresti

A Tel Aviv in migliaia hanno marciato bloccando il traffico della principale autostrada Ayalon. Approvata ieri con 64 voti su 120 la riforma che limita i poteri della Corte Suprema

Non si placano in Israele le proteste contro il governo Netanyahu che ieri ha approvato la modifica della “clausola di ragionevolezza”, uno dei punti chiave della contestata riforma della giustizia, che impedisce ai giudici della Corte Suprema di ribaltare le decisioni e le nomine del governo e dei singoli ministri sulla base del fatto che sono "irragionevoli".

Ieri sera a Tel Aviv migliaia di manifestanti hanno marciato sulla principale autostrada, la Ayalon, bloccando il traffico. La polizia ha usato i cannoni ad acqua nel tentativo di disperdere la folla, ci sono stati scontri e barricate.

I media parlano di 34 arresti in tutto il Paese nel corso della giornata di proteste, di cui 15 solo a Tel Aviv. Almeno 4 agenti sarebbero rimasti feriti e tre manifestanti hanno riportato lievi conseguenze dopo che un furgone si è lanciato sul corteo in un sobborgo della città.

La "clausola di ragionevolezza" messa in discussione dalla riforma

Con il nuovo disegno di legge sulla "ragionevolezza" si vieta alla Corte suprema di pronunciarsi sulle decisioni e le nomine fatte dal governo e i singoli ministri. Si tratta del primo importante provvedimento approvato nell'ambito di una ben più larga riforma giudiziaria promossa dall'attuale governo fortemente orientato a destra.

Gli oppositori temono che il potere esecutivo e quello giudiziario possano prevalere sulle prerogative della Corte Suprema. Il governo invece sostiene che la novità rafforzerà la democrazia, un'approvazione "necessaria" per consentire di governare ha detto Netanyahu, ma l'opposizione è convinta che cancellerà un meccanismo di controllo decisivo, aprendo la strada a un sistema più autoritario e meno pluralista.