Risparmio energetico

Idrogeno, la filiera chiede strategie nazionali per fare dell'Italia un leader del settore

Il primo summit italiano dedicato allo sviluppo del comparto, l'altroieri a Milano. La Piramide Cestia, a Roma, illuminata con il simbolo H2. L'occasione del Pnrr (3,64 miliardi di investimenti) e l'obiettivo di rendere il Paese un hub internazionale

Idrogeno, la filiera chiede strategie nazionali per fare dell'Italia un leader del settore
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Impianto di produzione dell'idrogeno

Una strategia nazionale per supportare lo sviluppo del settore dell’idrogeno in Italia: questo l’obiettivo del primo Italian Hydrogen Summit, tenutosi a Milano l’altroieri e che ha visto la partecipazione del ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso. Padrone di casa, Alberto Dossi, presidente di H2IT (Associazione italiana idrogeno).

Il ministro Urso al primo summit italiano sull'idrogeno H2It
Il ministro Urso al primo summit italiano sull'idrogeno

Il messaggio dell’iniziativa, che vede d’accordo istituzioni, aziende ed esperti, è chiaro: l’Italia deve puntare anche sull’idrogeno per la propria sicurezza energetica e per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione di molti settori come la mobilità, l’industria e le infrastrutture. Serve un piano strategico condiviso con azioni di breve, medio e lungo periodo per non perdere le opportunità offerte da questo vettore energetico. Per questo, il PNRR offre un’importante occasione da sfruttare, attraverso i 3,64 miliardi di euro destinati dal Piano Nazionale di ripresa e resilienza allo sviluppo di questo settore.

Alberto Dossi, presidente di H2It H2It
Alberto Dossi, presidente di H2It

L’idrogeno, quindi, rappresenta un’opportunità unica per l’Italia, sia sotto il profilo economico che sotto quello della sicurezza e della transizione energetica, su cui il Paese punta con decisione. Occorre una visione unica, una vera e propria strategia, chiedono i manager e gli esperti, che possa consolidare l’attuale fase di sviluppo dei progetti, permettendo alle aziende di operare in un quadro più sicuro, che non metta a rischio gli investimenti fatti e ne abiliti di nuovi.

Il 65% delle aziende ha registrato un aumento negli investimenti sull'idrogeno nel 2022 e la stragrande maggioranza di essi (70%) proviene da risorse interne delle stesse aziende. In questo senso, il ruolo dell’Italia come hub energetico può rivelarsi una sorpresa, come effetto principale degli investimenti: le aziende hanno sottolineato l’importanza di pianificare lo sviluppo di infrastrutture, accelerare l'installazione di impianti rinnovabili, aumentare la capacità manifatturiera degli elettrolizzatori e favorire la produzione di idrogeno a basse emissioni da processi anche diversi dall’elettrolisi. Fondamentale, sotto questo aspetto, il ruolo degli hub logistici e delle reti di trasporto.

Per lo sviluppo di una mobilità a idrogeno si conferma l’importanza delle hydrogen valleys, centri di produzione e consumo di idrogeno rinnovabile in grado di abilitare gli usi finali. Ammontano a 500 i milioni stanziati per questi progetti attraverso il PNRR, che giocano un ruolo chiave nell’avvio di un mercato dell’idrogeno. I progetti vincitori del bando sono in totale 54, con un grande protagonismo del Mezzogiorno, dove è destinato il 50% dei fondi.

La Piramide Cestia, a Roma, illuminata lunedì sera con il simbolo dell'idrogeno H2It
La Piramide Cestia, a Roma, illuminata lunedì sera con il simbolo dell'idrogeno