Il memorandum d'intesa

Meloni vola a Cartagine, l'intesa Ue-Tunisi su migrazioni ed energia è all'ultimo miglio

Il Team Europa, formato dalla presidente Ursula von der Leyen, dalla presidente del Consiglio e dal premier olandese Mark Rutte, punta a chiudere l'accordo con il presidente Saied. Potrebbe segnare una svolta nelle politiche migratorie europee

Meloni vola a Cartagine, l'intesa Ue-Tunisi su migrazioni ed energia è all'ultimo miglio
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Il Presidente Della Repubblica Tunisina, Kais Saied, Presidente Del Consiglio, Giorgia Meloni, La Presidente Della Commissione Europea Von Der Leyen E Al Primo Ministro Del Regno Dei Paesi Bassi, Mark Rutte

Domani nel palazzo di Cartagine la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il premier olandese Mark Rutte, assieme al presidente tunisino Saied, firmeranno un accordo che non parlerà solo di migranti ma che avvia una forte cooperazione energetica e di scambi culturali. 

Un accordo che ha richiesto varie limature anche perché il presidente tunisino è sempre pronto ad alzare la posta ed anche per la firma di domani il dado sarà tratto solo quando lui avrà firmato.

Nel Memorandum d’intesa c’è da parte di Bruxelles lo stanziamento, immediato, di 150 milioni di euro a sostegno del bilancio tunisino e di 105 milioni come supporto al controllo delle frontiere. Su quest'ultimo punto, Saied vorrebbe di più. Riunendo il Consiglio di sicurezza nazionale a poche ore dall'arrivo del Team Europe, Saied ha annunciato una lotta a tutto campo contro i trafficanti. "Molti sono i casi di migrazione e questa non è la sua solita forma, ma una vera e propria deportazione. Il tutto è gestito da reti criminali che praticano la tratta di esseri umani e il traffico di organi”.

"Il blocco navale lo stiamo facendo con l'accordo con la Tunisia", spiegava il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che la settimana prossima riceverà a Roma proprio il suo omologo tunisino. Il grande rompicapo della strategia resta il rispetto dei diritti umani dei migranti. Dopo settimane di stallo von der Leyen, Meloni e Rutte tornano a Tunisi per chiudere il Memorandum che punta anche sulla fornitura di energia africana e che, nell’ottica della Commissione Europea, dovrebbe servire a dare stabilità al paese anche se il punto nodale, per avviare praticamente l’accordo, è lo sblocco dello stallo tra Fondo Monetario Italiano e governo tunisino. Non una questione da poco visto che l’organizzazione internazionale chiede, per versare il prestito di 1,9 miliardi, chiede riforme e la richiesta non piace a Saied che le ha etichettate come un “diktat”.

In relazione all’incontro di domani il presidente della Commissione CEI per i migranti, Monsignor Perego ha dichiarato: ''Spero che non sia un terzo accordo come quello della Turchia e della Libia, che non riconosca i diritti di chi fugge e arriva in  Tunisia per andare verso l'Europa e che ha bisogno di protezione  internazionale. Spero che gli interessi economici non siano superiori  all'attenzione per i volti e le storie di migranti che stanno  attraversando il Mediterraneo. Spero che la solidarietà e la giustizia siano più importanti del profitto e del guadagno''. Mons. Gian Carlo Perego è reduce da un viaggio a Lampedusa nel  decennale della visita del Papa: ''Porto con me l'immagine della celebrazione della messa richiesta dai 1.400 ragazzi presenti nel  campo profughi: l'immagine del futuro dell'Europa che non può ignorare questi volti, i loro segni di tortura, anche sulle gambe per le  sigarette spente, le loro ferite al volto, la voglia e il desiderio di costruire il futuro in un contesto diverso. Uno spaccato di giovani che contraddice lo spaccato di un'Europa vecchia che non si accorge  che la sua rigenerazione passa attraverso l'accoglienza, non il  rifiuto''.